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Green pass obbligatorio, portuali e camionisti contro il Governo Draghi: “Da domani blocchiamo l’Italia”

giovedì, 14 ottobre 2021

Trieste – Il Governo Draghi tira dritto e nonostante le proteste conferma che domani il Green pass diventerà obbligatorio sul lavoro in Italia per dipendenti pubblici e privati. Le difficoltà organizzative per centinaia di migliaia di lavoratori, la disparità di trattamento tra vaccinati e non, la contraddittorietà continua dei provvedimento non frenano la linea dell’Esecutivo, nonostante un’evidente frattura sociale nel Paese e un rischio di paralisi del sistema economico.

Alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo, riflettori puntati sui porti e sui trasporti, per le conseguenze che la giornata di domani potrebbe avere sull’attività ordinaria. Il blocco della logistica potrebbe avere ripercussioni pesantissime sull’intera economia.

Minacciano la paralisi portuali e trasportatori. Da Trieste, ‘perno’ mediatico del sistema portuale in queste ore, non arretra nella protesta Stefano Puzzer, portavoce dei portuali locali: “Blocchiamo tutto, il governo deve rendersi conto. Stanno perdendo il contatto con la realtà”, dice a Non è l’arena, su La7, ribadendo il no al Green pass e scartando la soluzione di tamponi gratuiti per i lavoratori offerti tramite circolare del Ministero dell’Interno.

Il rischio di uno stop alle attività coinvolge anche il trasporto su gomma. “Quando avevamo oltre 900 morti al giorno e un tasso di positività del 4,6% trovammo una soluzione per non bloccare i trasporti: se ha funzionato allora, perché oggi i trasportatori dovrebbero essere portatori del virus ed essere obbligati ad usare il Green pass?”, chiede Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto-Confcommercio, a Rainews 24. “Il 30% dei conducenti di mezzi pesanti viene da paesi europei dove non c’è il Green pass. Non si può fissare una data, magari il 31 dicembre, entro cui il vaccino va fatto obbligatoriamente?”.

GREEN PASS: COLDIRETTI, CON BLOCCO CAMION A RISCHIO 85% SPESA. PRANDINI: GARANTIRE CONSEGNE PRODOTTI DEPERIBILI

Con l’85% dei trasporti commerciali che in Italia avviene su strada, lo stop di camion e tir mette a rischio la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti piu’ deperibili come il latte, la frutta e la verdura che non riescono a raggiungere gli scaffali dei mercati. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in riferimento alla protesta degli autotrasportatori per l’entrata in vigore dell’obbligo del green pass. L ‘agroalimentare è il settore piu’ sensibile perché ai ritardi e alla perdita di opportunità commerciali si aggiungono la distruzione e il deprezzamento che subiscono i prodotti deperibili come latte, carne, frutta e verdura per i quali – sottolinea la Coldiretti -va dunque garantita la consegne. Le difficoltà dei trasporti – continua la Coldiretti – minacciano le forniture di oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio da parte delle 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole presenti nel Paese. Una situazione che aggrava le difficoltà della filiera che parte dalle campagne dove l’obbligo del green pass – riferisce la Coldiretti – scatta per circa 400mila lavoratori che in questo momento sono impegnati nelle campagne dove tra l’altro è in pieno svolgimento la vendemmia, la raccolta delle mele ed è da poco iniziata quella delle olive. Si stima – precisa la Coldiretti – che attorno al 25% il numero di lavoratori agricoli italiani e stranieri non siano ancora vaccinati per un totale di circa 100mila. “Per non lasciare marcire le produzioni sugli alberi è importante intervenire per facilitare l’accesso al lavoro di quanti sono in regola” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’attività agricola è legata ai cicli stagionali delle coltivazioni e non può essere fermata”. Per garantire l’adeguata copertura degli organici necessari a salvare i raccolti è urgente pero’ introdurre strumenti flessibili, concordati con i sindacati, che consentano a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi ma – continua Prandini – c’è la necessità di prorogare i permessi di soggiorno ai lavoratori stagionali extracomunitari già presenti in Italia e di pubblicare il decreto flussi 2021. Una esigenza – conclude la Coldiretti – per salvare il reddito delle imprese ma anche continuare a garantire gli approvvigionamenti alimentari alla popolazione in un momento in cui con la pandemia si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e rincari dei prezzi che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazione.



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