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Da 98 Comuni trentini l’ok alla certificazione “Amico della famiglia”: a Storo la Convention

venerdì, 22 ottobre 2021

Storo – Oggi l’11° edizione della Convention dei Comuni family si è tenuta a Storo (Trento): con 98 Comuni che hanno aderito alla certificazione “Amico della famiglia”, il Trentino si posiziona al primo posto nella classifica nazionale; sono poi numerosi i Comuni italiani che stanno seguendo il modello e il know how trentino per sviluppare analoghe politiche sui loro territori e si sta sviluppando anche una rete europea di comuni amici della famiglia che vede, ad oggi, il coinvolgimento di 34 Comuni provenienti da sei Paesi dell’Unione Europea.

L’assessore provinciale alle politiche familiari, che ha partecipato all’evento via streaming, ha messo in luce come da anni la Provincia stia sviluppando politiche familiari integrate col tessuto sociale ed il territorio comunale. Ha evidenziato l’efficace risposta che i Comuni riescono a dare alle famiglie per soddisfare i loro bisogni e accrescere il benessere familiare e ha inoltre affermato che il Governo provinciale crede fermamente nella “Famiglia” come istituto sociale fondamentale e indispensabile per lo sviluppo della società, sottolineando che oltre il 90% dei Comuni trentini sono certificati “Amici della famiglia”.

La Convention dei Comuni family si è tenuta presso la Comunità Murialdo nel Comune di Storo, ente capofila del Distretto famiglia Valle del Chiese, nato nel dicembre 2017 con 7 amministrazioni comunali e 30 organizzazioni private. In pochi anni 6 comuni su 7 hanno ottenuto il riconoscimento marchio “Family in Trentino” e il settimo è in arrivo. Per quanto riguarda la certificazione “Family”, ai 98 Comuni certificati se ne aggiungono altri provenienti dalle cinque categorie di servizi locali che hanno ottenuto il marchio e sono: 34 musei, 46 associazioni sportive, 80 servizi per crescere assieme, 77 esercenti del settore ricettivo (alberghi, agritur, B&B, ecc.) e 6 sportelli informativi. Per un totale di 341 organizzazioni pubbliche/private marchiate “family”.

Dopo i saluti di benvenuto delle autorità locali, ha preso la parola Remo Andreolli, rappresentante del Comune Castel Condino, che ha portato la testimonianza Castel Condino paese dei bambini: l’albergo diffuso. “Castel Condino ha 222 abitanti – ha commentato – e questo progetto è finalizzato a valorizzare un patrimonio edilizio esistente inutilizzato per rianimare la comunità. Lo spopolamento ha investito anche la nostra comunità e abbiamo avuto l’idea di rendere il Comune “Paese amico dei bambini” con laboratori didattici, serate con racconti sul territorio e, non ultimo “l’albergo diffuso”, che si distingue per una caratteristica: numerosi stabili sfitti nel Comune sono stati ri-destinati ad appartamenti ad uso turistico. I dati della stagione estiva, grazie a questo progetto, hanno registrato dai 200 ospiti nel 2020 ai 450 nel 2021, attirati soprattutto per l’amplia offerta di attività sportive”.

Il professor Roberto Poli, dell’Università di Trento, ha parlato di Scenari di futuro: le pianificazioni sul benessere dei comuni family e lo sviluppo sostenibile di comunità. “I passaggi critici sono la ricerca di lavoro, la nascita del primo figlio, la disoccupazione, la pensione – ha dichiarato. Dobbiamo sviluppare politiche mirate per aiutare le famiglie in questi critici passaggi di vita. Si potrebbe iniziare a spiegare le politiche familiari fin dall’età scolastica – ha proseguito – per aiutare le giovani generazioni ad avere più consapevolezza del valore della “Famiglia””.

Il Piano strategico di legislatura a sostegno della natalità è stato presentato da Luciano Malfer, dirigente generale dell’Agenzia per la coesione sociale, la famiglia e la natalità. “Il dato demografico è problematico, cala la popolazione delle madri potenziali in fascia 30-35 anni e i giovani escono di casa in media a 30 anni – ha esordito.

Il Trentino però si distingue per un dato di importante lettura e cioè l’aumento delle famiglie con 3 e più figli, che crescono perchè sostenute dalle politiche familiari locali. Il Piano di legislatura prevede 36 interventi strategici per la famiglia, tra cui la transizione dei giovani all’età adulta e lo sviluppo delle reti familiari. Altra mission è attivare processi sul territorio senza risorse pubbliche con il modello delle 4 W: welfare familiare, welfare state, welfare aziendale e welfare territoriale. Malfer ha poi presentato il Sistema Trentino Qualità Famiglia che include il potenziamento dei Distretti famiglia e delle organizzazioni private e pubbliche certificate “family”. Il 90% dei Comuni trentini è certificato “family”, che approvano annualmente 100 Piani comunali che mettono in campo 1.500 azioni – ha detto – e i Distretti famiglia sul territorio sono 19 a cui aderiscono musei, agriturismi, pubblici esercizi, comuni, associazioni sportive, ecc, che mettono in campo 350 attività senza risorse economiche aggiuntive; inoltre annualmente si attivano 250 piani Family audit con 5000 attività sul territorio annuali. Ultima azione importante è stato il Coliving, che sfrutta il patrimonio pubblico inutilizzato per dare casa a nuove famiglie con comodato gratuito di 4 anni.”

Il progetto comuni amici della famiglia della Lettonia è stato illustrato da Laura Reisele, funzionario del Governo di Riga. “Lavoriamo per la Fondazione per l’Integrazione Sociale per sviluppare programmi family friendly. La Lettonia ha 1,9 milioni di abitanti ed è stata investita negli ultimi anni dal fenomeno della denatalità e si è alzata l’età media delle madri ai 30 anni. Le famiglie rischiano di divenire povere con la nascita del terzo figlio (per il 30%) e sono in aumento le famiglie con un unico genitore per la crescita delle separazioni. Lavoriamo su 3 fronti – ha detto – in particolare per sviluppare la Family Card, che offre scontistiche alle famiglie, e lo sviluppo di municipalità “amiche della famiglia” e di posti di lavoro attenti alla conciliazione vita-lavoro.”

L’assessore alle politiche familiari del Comune di Todi (PG) ha portato testimonianza delle politiche comunali sul benessere familiare realizzate dalla sua amministrazione. “Todi ha aderito al Network nazionale dei Comuni amici della famiglia nel 2017 e nel 2019 si è certificato. Abbiamo aperto uno Sportello famiglia, ispirati dal modello trentino – ha detto – e siamo partiti da una fotografia demografica e dalla redazione di un Dossier per valorizzare e raccogliere tutti i servizi sul territorio per le famiglie. Alcuni esempi di azioni: sostegno economico con scontistiche alle famiglie con almeno 3 figli, creazione di un Centro famiglie, un servizio di Counseling familiare, abbiamo finanziato progetti scolastici che prima erano a carico solo delle famiglie e potenziato i trasporti per gli alunni e studenti e promosso eventi tra cui il Festival della famiglia di Todi e la Notte Bianca dei Bambini e della Famiglia”.

“La rete di comuni drugs free: un’alleanza responsabile” è il progetto presentato da Federico Samaden, presidente della Fondazione Demarchi, che ha portato all’attenzione del pubblico il problema della dipendenza dei giovani dalle droghe e della necessità che la società diventi sempre più “Comunità educante” per limitare questo grande nemico pubblico. Ha aggiunto – infine – che “è di prossima realizzazione di un Network dei Comuni che si impegnano concretamente alla lotta contro queste dipendenze.”

La Convention si è conclusa con la cerimonia di consegna di 7 certificati “Family in Trentino” ai comuni di Panchià, Tesero, Pomarolo, Ville d’Anaunia, Predaia, Ville di Fiemme, Altopiano della Vigolana e allo “Sportello informativo” a Madonna di Campiglio – apt per la sede di Pieve di Bono-Prezzo. In finale, il lancio della 12° edizione della Convention che si terrà a Garniga Terme nel 2022.



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