TRENTO - Formare i medici dell’
ospedale Halibet di Asmara secondo i moderni criteri di trattamento in urgenza dei pazienti con trauma maggiore (pediatrici e non), e fornire un aggiornamento metodologico e tecnico sulle attuali concezioni di trattamento del trauma muscolo-scheletrico. È questo l’obiettivo del progetto «
ROAD, sulla strada della salute», che si è concluso lo scorso gennaio con la quarta e ultima missione in
Eritrea.

L’iniziativa è stata finanziata dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e ha visto come capofila la Struttura semplice di ortopedia e traumatologia pediatrica dell’ospedale Santa Chiara di Trento, con la partecipazione di
Simone Lazzeri e
Massimo Rigoni al fianco di altri professionisti dell’ospedale IRCCS Meyer di Firenze e dell’Istituto Rizzoli di Bologna.
Da marzo 2025 a febbraio 2026 i professionisti sono stati impegnati in un’importante attività clinica, con più di 450 visite ambulatoriali e 80 interventi chirurgici effettuati. L’attività formativa, oltre all’insegnamento frontale tradizionale, è stata condotta con la didattica della simulazione, metodologia a cui i medici eritrei non erano mai stati esposti e che è stata accolta con partecipazione e entusiasmo.
La mortalità causata dal trauma nell’Africa subsahariana è, tristemente, una tra le più alte del pianeta e i dati a disposizione dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, indicano la possibilità di un drammatico aumento dell’injury-related mortality nelle nazioni a reddito basso e intermedio nei prossimi anni. I dati risultano ancora più critici se si considera che gli eventi traumatici interessano prevalentemente giovani adulti in età lavorativa, venendo quindi a costituire una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica nei paesi africani. L’Eritrea, con 37,9 decessi ogni 100mila abitanti secondo l’OMS, non fa eccezione e anzi ha uno dei tassi di mortalità per incidenti stradali più alti del mondo proprio tra i bambini e giovani di età compresa tra i 2 e i 29 anni.