TRENTO - Al fine di promuovere una mobilità più sicura e sostenibile, favorendo la convivenza tra automobilisti e ciclisti, nel corso dell’anno verranno realizzati centosettanta chilometri di
Bike Lane che andranno a coprire
14 tra le salite più
iconiche del Trentino, frequentate abitualmente da moltissimi appassionati delle due ruote. Le prime tre tratte copriranno un totale di 25 chilometri: nuove corsie ciclabili urbane che si aggiungono alle due tratte di oltre trenta chilometri introdotte nel 2025.
L’annuncio è stato dato dal presidente della Provincia autonoma di Trento
Maurizio Fugatti, che ha partecipato alla manifestazione “Sulla buona strada”, evento di promozione e sensibilizzazione sulla sicurezza stradale organizzato dal Comitato trentino della Federciclismo, FIAB Trento - Amici della Bicicletta, UISP Trento, Legambiente Trento, Associazione Tridentum Bike, Ciclostile e Rete Climatica Trentina. Diversi club e associazioni ciclistiche, insieme a molti cittadini, hanno percorso in bicicletta il tratto tra piazza Duomo e piazza Fiera. Presente anche il direttore dell’Ufficio infrastrutture ciclopedonali Giovanni Maiello.
Il presidente ha ricordato come il tema della sicurezza stradale sia al centro dell’impegno dell’esecutivo: “L’obiettivo delle istituzioni è garantire a tutti i ciclisti la possibilità di pedalare lungo la rete viaria provinciale in sicurezza. Lo dobbiamo anche a chi oggi, purtroppo, non c’è più. È fondamentale agire sia sul piano educativo, promuovendo il rispetto reciproco tra automobilisti e ciclisti, sia sul piano infrastrutturale, con la creazione di spazi dedicati”.
Fugatti ha ricordato l’avvio nel 2025 della sperimentazione delle Bike Lane su due tratti stradali particolarmente frequentati dai ciclisti: tra Mezzolombardo e Fai della Paganella, lungo la strada provinciale 64 e la strada statale 43, e sulla strada statale 612 della
Val di Cembra, tra
Valda e
Stramentizzo. “Il monitoraggio di questa fase è stato positivo. Per questo siamo pronti a far partire la seconda fase progettuale per il 2026, che prevede la realizzazione di ulteriori 170 km di Bike Lane suddivisi su 14 tratte.”
Un
primo lotto di 3 interventi, per un totale di 25 km e 1379 metri di dislivello, sulle seguenti tratte: lungo la Sp 37, tra il lago di
Tenno e Riva del Garda: per complessivi 8,9 km e 500 metri di dislivello; lungo la statale 349 tra
Trento e Bosentino: per complessivi 9,7 km e 436 metri di dislivello e lungo la Sp 131 “Strada dei Campionissimi”, tra
San Michele e Palù di Giovo: per complessivi 6,4 km e 443 metri di dislivello.
Seguirà, nel corso dell’anno, la realizzazione delle Bike Lane su altri percorsi, dando priorità alle strade interessate dai grandi eventi come il Giro d’Italia e il Sella Ronda. Si tratta di salite iconiche per gli amanti delle due ruote: dai
passi Pordoi, Manghen, Durone, Tonale e Rolle, fino al Menador, alla Polsa, al Monte Bondone, al Monte Velo e a Ravazzone di Mori.
“Ricordo che le Bike Lane non sono piste ciclabili e non rappresentano un restringimento di carreggiata, sono corsie ciclabili segnalate sulla strada che si integrano con la viabilità esistente - ha aggiunto Fugatti -
Un monito visivo che funge da deterrente e invita automobilisti e ciclisti al rispetto reciproco. In tal senso abbiamo promosso una campagna di sensibilizzazione per una maggiore educazione stradale. Se queste sperimentazioni continueranno a dare esiti positivi, il nostro obiettivo è arrivare a una rete di quasi 400 chilometri su circa 30 percorsi.”
Va inoltre ricordato come in Trentino si contano quasi
500 chilometri di piste ciclabili provinciali: una rete di 12 itinerari che genera 3 milioni di passaggi l’anno ed oltre 100 milioni di euro di indotto annui che derivano dal cicloturismo.
“L’impegno è fare sempre di più per la sicurezza dei nostri atleti. Per questo stiamo investendo per i percorsi ciclabili dedicati nell’area di San Vincenzo, dove ci si potrà allenare lontano dal traffico”, ha detto il presidente.
“Questa struttura, insieme a quelle che verranno realizzate in vista dei Super Mondiali di Ciclismo del 2031 assegnati al Trentino, rappresenterà l'eredità più importante per il nostro territorio: garantire ai più piccoli il diritto di sognare e di pedalare in totale sicurezza.”
Dagli organizzatori della manifestazione di oggi è stata sottolineata l'importanza di attivare un tavolo di lavoro con le istituzioni sul tema della sicurezza stradale. Una questione da affrontare – è stato sottolineato – non solo sul piano degli interventi concreti, ma anche dal punto di vista culturale, coinvolgendo il sistema scolastico. Proprio l'importanza di una svolta sul piano culturale, accanto al ringraziamento alla Provincia per gli interventi attuati sinora, è stato il tema maggiormente ripreso dai diversi interventi in Piazza Fiera, dove si è conclusa la manifestazione.
È stata inoltre annunciata, dai famigliari, la nascita di una Fondazione intitolata a Sara Piffer.
All'evento sono intervenuti, fra gli altri, la presidente di FIAB Trento - Amici della bicicletta Daniela Baraldi, il presidente del Comitato trentino della Federciclismo Renato Beber, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, l'assessore comunale alla mobilità sostenibile e ambiente Michele Brugnara, i famigliari di Sara Piffer e Matteo Lorenzi e il campione di ciclismo Gilberto Simoni.
A Trento l'appello del mondo delle due ruote per tornare tutti «Sulla buona strada»
Nemmeno il maltempo ha fermato la voglia del movimento del ciclismo trentino di far sentire la propria voce e di lanciare un appello alle istituzioni, che lo hanno raccolto partecipando attivamente alla manifestazione «Sulla buona strada», volta a richiamare l’attenzione sul cruciale tema della sicurezza e della violenza stradale.
Oggi a Trento si è svolta la seconda edizione dell’iniziativa promossa dal Comitato della Federciclismo di Trento assieme a Fiab Trento Amici della bicicletta Aps, Uisp Trento, Legambiente – circolo di Trento, Rete Climatica Trentina, Ciclostile – Centro Sociale Bruno di Trento, Tridentum Bike e Comitato Mobilità Sostenibile Trentino. Realtà che hanno ricevuto la risposta convinta di tanti appassionati, giovani ciclisti in primis, ma anche di chi, più di altri, è chiamato a dare delle risposte concrete.
Assieme agli organizzatori e a tanti giovani e meno giovani, hanno pedalato anche il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, l'assessore comunale alla mobilità sostenibile e ambiente Michele Brugnara, i famigliari di Sara Piffer e Matteo Lorenzi (i due giovani corridori trentini vittime della violenza stradale) e il due volte vincitore del Giro d’Italia Gilberto Simoni.
Gli organizzatori hanno chiesto espressamente l’apertura di un tavolo dedicato e azioni che garantiscano la salvaguardia degli utenti vulnerabili della strada, quali controlli sulla velocità e il rispetto della distanza di 1,5 metri dai ciclisti, l’adozione di un piano provinciale della mobilità ciclistica, accompagnato dall’istituzione di tavoli intercomunali, l’estensione delle zone 30 km/h nei contesti urbani, l’incentivazione di progetti di educazione alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale nelle scuole di ogni ordine e grado, la realizzazione di infrastrutture ciclabili e la diffusione delle bike lane sulle strade provinciali.
Il presidente della Federciclismo Renato Beber ha aperto la serie degli interventi, chiamando le istituzioni a esprimersi sulla delicata tematica. «Le istituzioni, tra cui la Provincia, devono ascoltare le istanze portate avanti da tutte le realtà e associazioni che rappresentano il mondo del ciclismo, in modo da permettere ai tanti giovani che praticano questo sport di seguire la loro passione in sicurezza, discorso che vale anche per chi sceglie la bicicletta come mezzo di spostamento, piuttosto che per la pratica sportiva – ha detto il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti -. Stiamo cercando di portare avanti delle iniziative e qualcosa è stato fatto: sono state inaugurate le prime due bike lane e nelle prossime settimane ne verranno realizzate altre tre. In progetto ce ne sono in totale 14. Parallelamente, stiamo progettando una struttura ad hoc nell’area San Vincenzo e potenziando la rete di piste ciclabili. È fondamentale agire sia sul piano educativo, promuovendo il rispetto reciproco tra automobilisti e ciclisti, sia sul piano infrastrutturale, con la creazione di spazi dedicati».
«Il principio che si vuole affermare è che la strada è di tutti» ha rimarcato il sindaco di Trento Franco Ianeselli, che ha poi aggiunto: «Se abbiamo ancora l’idea che la strada sia degli automobilisti e che tutti gli altri debbano chiedere “per piacere”, allora non ci siamo. Per questo diciamo un convinto “sì” alle piste ciclabili, alle bike lane, alle zone 30 km/h. Se si va tutti un po’ più piano, si è tutti più sicuri. C’è la possibilità di convivere, ma non bastano le infrastrutture, servono in primis cultura ed educazione».
Il tema è particolarmente sentito da chi, come i genitori di Sara Piffer e Matteo Lorenzi, hanno perso un figlio per drammatici episodi di violenza stradale. «Nell’ultimo anno abbiamo girato molto e avuto modo di parlare con parecchi ragazzi – ha detto Lorenzo Piffer, papà di Sara –. Li abbiamo visti spaventati dal continuo bollettino di guerra e dalla poca pazienza degli automobilisti. Accogliamo con piacere le risposte della politica ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte, con un cambio di cultura. Annuncio, a tal proposito, la nascita della Fondazione Sara Piffer: sarà un ente filantropico di beneficienza e saremo in prima linea anche in tema di sicurezza stradale».
Il due volte vincitore del Giro d’Italia Gilberto Simoni, a propria volta, ha sottolineato l’importanza della presenza delle istituzioni alla manifestazione, lanciando a propria volta un appello. «La strada è di tutti e le bike lane servono a ricordarlo agli automobilisti – ha detto Simoni -. La strada è anche di chi vuole muoversi in bicicletta. Credo ci sia spazio per tutti: arrivare a casa 5 minuti prima non cambia la vita, “arrivare a casa” sì».