RIVA DEL GARDA - Per tanti
anni pediatra a
Riva del Garda, ha lavorato anche in
valle di Ledro e nel
basso Trentino, spingendosi fino in Africa e in Bolivia, dove ha prestato la sua opera preziosa come volontaria. Un’intera vita dedicata ai bambini e alle loro famiglie, che ha assistito con una dedizione fuori del comune, con uno slancio e una passione che le sono valsi la stima e la riconoscenza di migliaia di persone.

Nata a
Riva del Garda il 5 gennaio del 1925, la dottoressa Maria Comai ha compiuto oggi 101 anni. Tantissimi i messaggi di auguri giunti da tutto il Trentino e anche dall’estero, a cui si è aggiunta, nella tarda mattina, la visita del s
indaco Alessio Zanoni, che le ha fatto omaggio di un mazzo di fiori accompagnato a un biglietto di auguri, idealmente quelli di tutta la città.
Quella di Maria Comai è la storia di una vera e propria vocazione: operata d’urgenza, a tredici anni, per una peritonite, esce dall’ospedale dopo un mese, salva e con in testa l’idea di diventare, da grande, un medico.
Diplomata nel 1943 al liceo classico, si iscrive all'università a Milano, dove la frequenza, spesso impedita dai bombardamenti, viene convertita nella frequentazione dell'allora ospedale di Riva.
Nel 1950 si laurea e inizia a lavorare, prima brevemente a Tione, poi all’ospedale infantile regionale «Angeli custodi» in via della Collina a Trento. È il famoso «Ospedalino», dove Maria inizia a occuparsi dei più piccoli, che all’epoca avevano un’aspettativa di vita nettamente inferiore a oggi, minacciata da malattie che oggi si curano facilmente (come broncopolmoniti, malattie intestinali, tubercolosi, poliomieliti, meningiti e complicazioni di malattie virali come morbillo e varicella), anche per l'assenza delle vaccinazioni.
Si iscrive all'università di Pisa per la specializzazione in Pediatria, e due anni dopo torna a casa, dove è incaricata della visita periodica dei bambini della colonia Pavese, al tempo preventorio, che ospita i figli degli ammalati di tubercolosi, malattia all’epoca molto diffusa. Le viene poi affidato il consultorio pediatrico di Riva, e a seguire quelli di Tiarno e Molina di Ledro, quindi di Dro e di Cavedine. Qui il suo compito è controllare lo stato di salute dei piccoli, l'alimentazione, le problematiche dopo lo svezzamento, lo sviluppo psicomotorio ed eventuali malformazioni.