SONDRIO – A trenta giorni esatti dalla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, la
Valtellina si sveglia con un'amara verità: da una parte l’
orgoglio di un territorio che è “pronto” per l’evento planetario; dall’altra un servizio ferroviario al collasso fatto di guasti elettrici a Sondrio, corse soppresse all’alba e pendolari nel caos.

A intervenire sulla questione è
Jonny Crosio, Vice Segretario Federale di Patto per il Nord.
“È dall’inizio dell’estate che, per scelta, non prendo una posizione ufficiale riguardo alla questione ferroviaria, pur continuando ad assistere con dolore alla passione che accompagna quotidianamente studenti e lavoratori valtellinesi”, dichiara Crosio.
“La mia scelta di evitare commenti sul disastro continuo era dovuta a una speranza: che dopo le roboanti rassicurazioni dei responsabili fosse veramente la volta buona.
Purtroppo, anno nuovo, problemi vecchi”.
Il paradosso è evidente: mentre a Bormio e Livigno si lavora febbrilmente, il treno – infrastruttura cardine per la mobilità olimpica – è ancora in tilt. Di fronte a questa emergenza, Crosio lancia un appello corale alla politica locale e nazionale: “Il mio appello va a tutti i parlamentari. Mi riferisco in particolare a Benedetto Della Vedova e Mauro Del Barba: apprezzo che abbiano colto la gravità del momento manifestando l'intenzione di presentare un'interrogazione urgente al Ministro Salvini. Resta invece assordante il silenzio degli altri eletti del collegio, oggi non pervenuti, ma che sicuramente rivedremo in prima fila per le passerelle olimpiche e, statene certi, per la prossima tornata elettorale. E non dimentico chi ha ruoli di governo: se facciamo una brutta figura in mondovisione, la facciamo tutti, nessuno escluso”.
Non manca un passaggio critico sui lavori infrastrutturali: “Siamo consapevoli che le opere a suo tempo ribattezzate ‘olimpiche’, come la Tangenziale di Tirano – vittime del maldestro tentativo di certi politici di rivendicarne la paternità, dove il karma è l’unico ad essere puntuale – le faremo ‘poi’. A questo punto, per la maggior parte dei valtellinesi poco importa il quando, l’importante è che vengano fatte, ma il ritardo resta un dato di fatto”.
La preoccupazione finale riguarda l'eredità dei Giochi. “Si parla di costi colossali, circa 6 miliardi di euro. Da questa cifra pretendiamo un vero lascito concreto per la valle, non solo debiti. Altri si riempiono la bocca con il termine inglese ‘legacy’, ma per noi significa semplicemente una cosa: opere funzionanti e treni puntuali”, conclude Jonny Crosio.