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Progetto Pilota: Un Respiro per chi si prende cura

Prescrizione Sociale e Comunità di Prossimità per i caregiver di pazienti oncologici

VIGOLANA (Trento) - Il progetto "Un respiro per chi si prende cura" nasce da una visione condivisa e vede l’associazione Pronti Qua ODV nel ruolo di capofila, affiancata dal Comune dell’Altopiano della Vigolana e dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (ASUIT) come partner strategici. Questa collaborazione tra tre soggetti diversi — il volontariato, l’istituzione locale e il sistema sanitario — non è solo un assetto organizzativo, ma un elemento indispensabile. Solo attraverso l’unione di queste forze è possibile generare una risposta completa che superi i confini della cura medica tradizionale.

Questa "rete tra enti" è la condizione necessaria per attivare, a cascata, una vera e propria rete di comunità: un tessuto di prossimità capace di accogliere, ascoltare e sostenere i cittadini nei momenti di maggiore fragilità. Il progetto si configura così come un ecosistema dove ogni attore collabora con ruoli specifici: Pronti Qua ODV cura la regia e il coordinamento, mentre il Comune offre il fondamentale supporto istituzionale e logistico. La supervisione scientifica è affidata all’ASUIT, mentre i Link Worker rappresentano il motore operativo per la sensibilizzazione e l'aggancio delle persone.

In questo scenario, la comunità locale, composta da cittadini e associazioni, alimenta attivamente il "Catalogo delle attività", mettendo al centro i caregiver di pazienti oncologici come destinatari privilegiati del percorso. Infine, la sostenibilità e il valore del progetto sono garantiti dal sostegno della Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale, dell’ufficio Svolta e della Fondazione Caritro, che hanno scelto di investire in questa nuova visione di benessere territoriale tramite il bando Intrecci.

Le radici del progetto: perché nasce?
Il progetto nasce da un'osservazione profonda del nostro territorio: quando la malattia oncologica colpisce una persona, l’intero nucleo familiare viene travolto. Al centro di questa tempesta c'è il caregiver, colui che assiste, cura e sostiene il malato.

Spesso il caregiver vive un "doppio isolamento": quello fisico, dovuto al carico di assistenza, e quello emotivo, dettato dalla paura e dalla fatica. In una società sempre più individualista, la "cura di comunità" è spesso l'elemento mancante. Il progetto nasce quindi per rispondere a un bisogno vitale: curare chi cura.

L’obiettivo è restituire al caregiver la sua identità di persona, aiutandolo a non scomparire dietro la malattia del proprio caro.

Il cuore del metodo: la Prescrizione Sociale
L’innovazione di questo progetto pilota risiede nel concetto di Prescrizione Sociale. Partiamo dal presupposto che la salute non sia solo assenza di patologie, ma un benessere fisico, mentale e sociale completo. Questo modello, nato a Londra negli anni ’80 presso il Bromley by Bow Centre, è nato proprio per rispondere ai bisogni sociali ed emotivi dei cittadini che impattano sulla salute e che non possono essere risolti solo con una risposta clinica. In Trentino, questa metodologia ha trovato una sua evoluzione istituzionale attraverso i risultati del progetto C.O.P.E., portando la Giunta Provinciale e l’Azienda Sanitaria (ASUIT) ad approvare linee di azione specifiche per la promozione della salute nelle comunità di prossimità.

Mentre la medicina tradizionale si occupa della malattia, la Prescrizione Sociale si occupa della qualità della vita. Invece di prescrivere solo farmaci, il progetto punta a "prescrivere" attività, relazioni e risorse che aiutino a contrastare la solitudine e la cronicità.

Il metodo si sviluppa attraverso una figura chiave: il Link Worker. Questo facilitatore, formato specificamente sulla metodologia del social prescribing, opera con un approccio olistico e flessibile per aiutare la persona a riscoprire i propri desideri e aspirazioni. Grazie a spiccate doti di ascolto attivo ed empatia, il Link Worker funge da ponte tra il bisogno del caregiver e le opportunità del territorio, costruendo insieme a lui un piano di benessere personalizzato.

Il funzionamento del modello mette così in rete il mondo sanitario e la comunità locale: i caregiver vengono intercettati dalla medicina del territorio e, anziché essere semplicemente "presi in carico" in senso burocratico, vengono orientati verso il Catalogo delle attività.
Sotto la guida di un supervisore e coordinatore di progetto, questo percorso permette di attivare una "funzione di sblocco" in una quotidianità spesso ferma o pesante, incentivando il tempo dedicato alla propria cura e trasformando le risorse della comunità — come parchi, biblioteche e associazioni — in veri e propri strumenti di salute pubblica.

Come si sviluppa l’iniziativa
Il progetto trasforma l’Altopiano della Vigolana in un laboratorio di solidarietà e di innovazione sociale, sviluppandosi attraverso alcune fasi essenziali che mirano a costruire un ponte solido tra il bisogno individuale e la risposta della comunità:
  1. L'ascolto e la visibilità: Il primo passo fondamentale è far sentire i caregiver riconosciuti nella loro funzione vitale e spesso faticosa. Attraverso incontri diretti e un dialogo costante, si cerca di rompere il muro del silenzio e della solitudine, facendo emergere i bisogni reali, i desideri e le aspirazioni di chi soffre nell'ombra. Questa fase serve a "riaccendere i riflettori" su una quotidianità che il carico assistenziale rischia di rendere statica.
  2. Il Catalogo di Comunità: Parallelamente, viene mappato tutto ciò che il territorio può offrire — coinvolgendo associazioni, professionisti, cittadini e spazi naturali o culturali. Si crea così un vero e proprio "Catalogo delle attività", un ventaglio di opportunità concrete che spaziano dal benessere fisico alla creatività. Tra le proposte figurano iniziative come i corsi di attivazione muscolare "Attivi e positivi", il Modern Nordic Walking, gruppi di lettura condivisa, la Pet Therapy e il supporto psicologico del "Progetto Ancora", teatro, musica e tanto altro, offrendo così opzioni flessibili e diversificate.
  3. Il Piano Individualizzato e il ruolo del Link Worker: Il Link Worker (figura formata e supportata da ASUIT) incontra il caregiver in luoghi e orari prossimi alla sua vita quotidiana. Insieme, attraverso un approccio olistico e una "co-progettazione", scelgono quali attività del catalogo possono "dare respiro" alla sua giornata. Non si tratta di una "presa in carico" istituzionale classica, ma di una funzione di sblocco rapida e pratica, volta a individuare una "destinazione concordata" che includa momenti di leggerezza e cura di sé senza sensi di colpa.
  4. Sostegno al Gruppo Pilota e Formazione: L'iniziativa mira a fornire un supporto diretto e concreto a un gruppo pilota composto da 10-15 caregiver, accompagnandoli in questo percorso rigenerativo. Contemporaneamente, il progetto investe sulla creazione di una squadra di Link Worker competenti e certificati, dotati di intelligenza emotiva e capacità di inventiva, pronti a operare sul territorio con strumenti adeguati per facilitare l'accesso ai luoghi di salute e benessere.
  5. Sensibilizzazione e Validazione del Modello: Oltre al supporto individuale, l'iniziativa si pone l'obiettivo di sensibilizzare l'intera comunità sulla fatica invisibile di chi assiste un malato, promuovendo una nuova cultura della cura. Attraverso il cronoprogramma che va dal 2026 al 2027, il progetto prevede una fase finale di valutazione scientifica dei benefici ottenuti, con l'intento di testare e validare un modello di intervento, che sia sostenibile nel tempo e replicabile con successo anche in altre zone del territorio trentino. L'obiettivo ultimo è permettere ai partecipanti di includere la malattia nella propria vita, garantendo però che resti spazio per l'identità personale, la socialità e il benessere.


Gli obiettivi: cosa vogliamo raggiungere?
L’ambizione di questa alleanza tra Pronti Qua, Comune e ASUIT è generare un cambiamento culturale duraturo che trasformi la percezione della cura sul nostro territorio.
Il primo traguardo fondamentale è prevenire il burnout, fornendo strumenti concreti e spazi di sollievo affinché il caregiver non arrivi all'esaurimento delle proprie risorse fisiche e mentali. Parallelamente, vogliamo abbattere l'isolamento sociale, creando una vera comunità di prossimità che faccia sentire chi assiste un malato parte integrante di un sistema che lo sostiene e lo riconosce, e non più un individuo solo di fronte alla tempesta.

Sul piano operativo, il progetto si pone il compito di fornire un supporto diretto e concreto a un gruppo pilota composto da 10-15 caregiver, che saranno i primi a sperimentare questo percorso dedicato di "respiro". Per rendere questo aiuto professionale e costante, uno degli obiettivi cardine è la formazione, mirata a costituire una squadra di Link Worker certificati, formati tecnicamente e pronti a operare sul campo con sensibilità e competenza.

A un livello più profondo, miriamo a seminare una nuova cultura della cura, promuovendo nell'intera comunità dell'Altopiano una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione riguardo alla fatica quotidiana, spesso invisibile, di chi assiste un malato oncologico. Infine, il progetto ha una forte tensione verso la sostenibilità: l'intento è validare scientificamente questo modello pilota, dimostrando con i fatti che l'integrazione tra il mondo sociale e quello sanitario è la strada maestra per migliorare la qualità della vita delle persone. Questo permetterà di testare un sistema che possa essere, in futuro, replicato con successo anche in altre zone del territorio trentino, trasformando una sperimentazione locale in un patrimonio comune di benessere.

"Includere la malattia nella vita, senza lasciarsi assorbire da essa."
"Un respiro per chi si prende cura" vuole dimostrare che la fragilità non è un peso individuale, ma una responsabilità collettiva.
Il progetto Prescrizione Sociale non è solo un servizio, è un nuovo modo di abitare l'Altopiano della Vigolana, perché una comunità che si prende cura di chi cura è una comunità più sana, più forte, più giusta e più umana.
Ultimo aggiornamento: 23/03/2026 13:25:18

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