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Martedì 15 settembre 2026
Migrazioni ed accoglienza: confronto della festa dello Spi in Val di Ledro
Interventi Raffaele Crocco, Daniele Danese e Claudia Loro
TIARNO di SOPRA (Trento) - Migrazioni ed accoglienza. La situazione attuale è il risultato di scelte politiche: alla festa dello Spi Crocco (Atlante delle Guerre) e Danese (Centro Astalli) discutono di dinamiche migratorie Claudia Loro (Spi del Trentino): "Si affronta il tema come bandiera identitaria, raramente si parla degli emigrati come risorse".
Si è discusso di emigrazione ed accoglienza, ma anche di paure, pregiudizi e scelte politiche sul piano nazionale, internazionale e locale alla festa dello Spi, il sindacato delle pensionate e dei pensionati Cgil che conta oltre 13mila iscritti nella nostra provincia. L’evento si è svolto oggi a Tiarno di Sopra, in Val di Ledro. Ad aprire la mattina la segretaria provinciale della categoria, Claudia Loro che ha introdotto il tema centrale dell’appuntamento spiegando le ragioni che hanno spinto il sindacato ad approfondire la questione.
"Di fenomeni migratori si parla molto, ma restano poco conosciuti. Sono temi al centro della propaganda politica, si usano per puntare bandiere identitarie invece che per parlare di risorse. Sono questioni che spesso alimentano luoghi comuni, come quello di una pressione di stranieri insostenibile che non trova conferma nei numeri. Ne troviamo conferma anche nel linguaggio quotidiano, se dobbiamo parlare dei cittadini di paesi ricchi che vanno all’estero parliamo di mobilità, con un’accezione positiva, se parliamo di stranieri che arrivano in Italia invece usiamo in un’accezione negativa il termine immigrazione, come qualcosa da fermare, limitare, bloccare.
Le parole che scegliamo hanno un peso nella costruzione del pensiero ed influenzano l’opinione pubblica", un tema ripreso e approfondito anche da Raffaele Crocco.
"Gli esseri umani immigrano o emigrano. Usare il termine migrante è un modo per togliere umanità a queste persone, per disumanizzarle. Nel momento in cui ci dimentichiamo che sono essere umani come noi, che si spostano per aspirare ad una vita migliore, è più facile suscitare indifferenza. Questa è un’operazione politica”. Crocco dunque ha insistito anche sull’importanza di guardare ai numeri nella loro completezza, per contribuire a dare una dimensione realistica e non allarmistica. “Gli emigrati sono persone, l’emigrazione è una questione che attiene ai diritti umani e non va trattato come un problema di sicurezza”. Sulla stessa linea l’intervento di Daniele Danese che proprio sul binomio stranieri-sicurezza ha sottolineato come si tenda a confondere le cause con gli effetti.
"Continuiamo a confondere gli effetti della marginalità con le sue cause. Se ciò accade è frutto di una scelta politica e istituzionale. In Trentino non siamo di fronte ad un fenomeno emergenziale. Tenere però le persone diciotto mesi a vivere in strada genera inevitabilmente delle problematiche, per questi individui, per la collettività. Attualmente a Trento vivono in strada circa 200 persone che con molta probabilità non entreranno mai nei percorsi di accoglienza, eppure queste persone esistono, lavorano, ma non riescono ad avere sufficiente autonomia". Un paradosso se si pensa che il tessuto economico ha bisogno di questi individui, che vanno però accolte, integrate, trattate come persone.
Alla festa di oggi sono intervenuti anche il segretario generale della Cgil del Trentino, Andrea Grosselli, e l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Ledro, Maria Teresa Toniatti.
di Red. At.
Ultimo aggiornamento:
15/09/2026 20:52