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Le decisioni del Consiglio provinciale

Approvate tre proposte di mozione, due bocciate

TRENTO - Il Consiglio provinciale nel pomeriggio ha approvato tre proposte di mozione dei consiglieri e ne ha bocciate altre due. Ecco il dettaglio. I consiglieri Bisesti, Manica e Kaswalder stanno lavorando intanto alla riduzione ad unum dei rispettivi testi, tutti vertenti sul tema dell’idroelettrico e di Dolomiti Energia e per questo rinviati a domani.

Mozione 448 Christian Girardi, Vanessa Masè e Carlo Daldoss (La Civica)
Bollo auto, incentivi per chi percorre lunghe distanze per lavoro

La proposta di mozione, che arriva a pochi giorni dal provvedimento del Governo – ha spiegato il proponente già nella scorsa seduta consiliare, quando era stata iniziata la discussione sulla mozione Girardi - chiede alla Giunta di valutare, nell’ambito dell’applicazione in Trentino delle esenzioni dal bollo auto previste dal decreto-legge 162/2026, la possibilità di ampliare la platea dei beneficiari o integrare la misura nazionale con risorse provinciali. L’obiettivo è stato messo a punto con un emendamento firmato oggi dallo stesso consigliere de La Civica. Nella formulazione emendata, il testo – poi approvato dall’aula - prevede specifici incentivi a favore di chi, per motivi di lavoro, è costretto a percorrere quotidianamente distanze significative verso il luogo di occupazione e di chi utilizza il proprio veicolo per l’attività professionale, tenendo conto dei maggiori costi di mobilità e dell’usura dei mezzi. “Ovvero – conclude il dispositivo – adottare provvedimenti che si ritenessero importanti per i cittadini trentini”. Girardi ha spiegato che si è voluto fare buon esercizio di autonomia rispetto ai provvedimenti dello Stato, lasciando aperti gli spazi perché si possa pensare in futuro anche ad altri margini di modifica e adattamento dell’esenzione dal bollo.

La riscrittura parziale avrebbe ottenuto il consenso anche delle minoranze, ma Francesco Valduga ha detto che si è optato infine per l’astensione a causa dell’atteggiamento della Giunta Fugatti, la quale ieri ha comunicato l’intenzione di agire in tema proprio di bollo auto con il bilancio Pat 2027, ma senza dare chiarimenti precisi e senza darli nemmeno oggi in aula. Mirko Bisesti ha obiettato che il centrodestra al governo provinciale sta lavorando coerentemente sul tema energia e questo è un passaggio utile. Alessio Manica (Pd): si rischia il fatto che la Giunta faccia qualcosa in bilancio sul tema del bollo, ma senza tener conto di quanto dispone la mozione Girardi, peraltro lasciata con l’ultima frase del dispositivo volutamente troppo vaga.

Filippo Degasperi (Onda): ricordo che il centrodestra a fine 2025 a Roma ha votato per l’aumento delle accise sul gasolio. Mi domando poi dove si trovino le risorse finanziarie (22 milioni) per coprire l’esenzione dal bollo copiata dal Governo Meloni, visto che di ristori dallo Stato non si sente parlare.

Walter Kaswalder (Patt) ha elogiato la misura proposta da Girardi, aggiungendo che si potrebbe intervenire anche per limare il costo del carburante (in valle d’Aosta si sta andando in questa direzione).
Il voto: 22 sì, 11 astenuti.

Mozione 321 Paola Demagri (Movimento Casa Autonomia.eu)
Un testo mirato contro la solitudine e l’isolamento sociale

La proposta di mozione chiedeva alla Giunta (punto 1) di verificare la possibilità di istituire una delega specifica alla solitudine e all’inclusione sociale, affidata a un consigliere, una consigliera o a un componente della Giunta, con l’obiettivo di assicurare un coordinamento unitario tra sanità, politiche sociali, Comuni, volontariato e terzo settore. La mozione parte dall’invecchiamento della popolazione trentina e dalla crescita del numero di persone che vivono sole, sottolineando gli effetti dell’isolamento sulla salute, sulla qualità della vita e sulla coesione delle comunità. Di solitudine si può addirittura morire. Il testo impegna la Giunta anche a predisporre un Piano provinciale contro la solitudine, ad attivare un sistema permanente di monitoraggio del fenomeno e a sostenere progetti territoriali dedicati alla socialità di prossimità, ai trasporti solidali, al cohousing, alle attività intergenerazionali e ai servizi domiciliari integrati. Previsti anche interventi di sensibilizzazione e una maggiore valorizzazione del volontariato come presidio sociale sul territorio.

L’assessore Mario Tonina ha riconosciuto la rilevanza assoluta del tema e chiarito che su alcuni punti del testo può esserci il via libera dell’esecutivo. Si è così addivenuti a un emendamento Tonina, accolto da Demagri, che contempla azioni di contrasto alla solitudine all’interno degli strumenti programmatori già vigenti. Ancora, prevede di valorizzare i dati derivanti dai sistemi di sorveglianza di salute “Passi e passi d’argento” di competenza dell’Osservatorio per la salute, sempre nell’ottica di realizzare azioni di contrasto alla solitudine. Tonina ha descritto l’impegno già in campo da parte del suo assessorato sul tema e ha indicato i punti del dispositivo non accoglibili, a cominciare dal primo sulla delega alla solitudine. Claudio Cia ha ringraziato Demagri e ha ricordato un suo ddl (respinto) che proponeva di istituire il “consigliere delegato”. Il consigliere ha anche fornito dati demografici eloquenti sulla vastità del problema solitudine in età avanzata.
Nel 2050 avremo 114 mila famiglie di 1 solo componente.

D’accordo con Demagri la consigliera di Campobase Chiara Maule (“c’è tanta solitudine, anche tra i giovani”); solidale anche Francesca Parolari (Pd), che ha invitato a superare una lettura puramente assistenziale dell'invecchiamento, proponendo figure di prossimità (educatori di comunità, psicologo delle cure primarie) e l'adozione della «prescrizione sociale» da parte dei medici di base. Ha espresso invece scetticismo su una delega politica specifica, accogliendo positivamente la sintesi trovata con l'emendamento dell'esecutivo.

Maria Bosin (Patt) ha elogiato i punti di convergenza trovati attorno a un tema così sensibile.
Il voto è avvenuto per punti: approvati all’unanimità la premessa e i punti emendati, respinto il resto del testo (9 sì, 20 no e 5 astenuti sul punto 1 relativo all’istituto della delega).

Mozione 347 Mariachiara Franzoia, Roberto Stanchina, Chiara Maule, Lucia Coppola, Lucia Maestri e Andrea de Bertolini
Recuperare l’ex Casa Serena di Cognola per finalità sociali e comunitarie

La proposta di mozione – passata all’unanimità - chiede alla Giunta provinciale di avviare uno studio di fattibilità tecnico-economica aggiornato per la ristrutturazione e la riconversione dell’ex Casa Serena di Cognola, oggi inutilizzata e in progressivo stato di degrado, con l’obiettivo di definirne una nuova destinazione per finalità sociali e sociosanitarie, associative e comunitarie. Il documento ricorda il forte valore storico e sociale dell’immobile, nato all’inizio del Novecento come istituto per orfani, poi utilizzato anche come convalescenziario militare e successivamente come sede Anffas. Dopo il trasferimento di Casa Serena nel 2002, l’edificio è rimasto inutilizzato, mentre nel parco circostante continua l’attività dell’Happy Ranch, esperienza di inclusione sociale rivolta anche a persone con disabilità. Lo studio – passaggio introdotto con emendamento di Eleonora Angeli approvato dall’aula - dovrà studiare una destinazione a spazi per l’autonomia abitativa di disabili (si cita in particolare l’autismo), persone con malattie rare e sostegno alle famiglie. Altra possibilità: ricavare spazi comunitari e aggregativi, associativi e culturali. Il tutto nello spirito dell’integrazione socio-sanitaria di cui si sta discutendo la regolamentazione per legge.

L’assessore Simone Marchiori ha apprezzato il testo, a valle di un sopralluogo effettuato proprio ieri a casa Serena con Franzoia, Angeli e Anffas. Roberto Stanchina (Campobase) ha ricordato i sei sottoscrittori della mozione e proposto – non ascoltato - di non parlare nel testo di “studio di fattibilità” ma di un più concreto Pfte (Progetto fattibilità tecnico economica). Kaswalder ha elogiato la mozione.

Mozione 339 Lucia Coppola
Azioni mirate contro l’inquinamento da Pfas. Respinta

Si chiedeva di sollecitare l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA) a prevedere una comunicazione pubblica periodica (ad esempio, semestrale) sugli esiti del monitoraggio della contaminazione da PFAS; di valutare la possibilità di adottare limiti alla presenza di PFAS (inquinanti eterni e cancerogeni) nelle acque potabili più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea; di verificare se sul territorio provinciale esistano produzioni o industriali che potrebbero rappresentare un rischio per la contaminazione ambientale da Pfas e, in caso di riscontro positivo, richiedere ad Appa controlli stringenti e l’attivazione di protocolli specifici. Coppola ha menzionato i casi di rinvenimento di Pfas ad Arco e nella Valle del Chiese e la gravissima situazione in val Padana.

L’assessora Giulia Zanotelli ha garantito che la Giunta è sempre stata molto attenta al problema. Sul sito di Appa da anni c’è una sezione dedicata ai Pfas con dati aggiornati semestralmente. Il 21 agosto 2026 è stato fatto l’ultimo rilevamento. L’Appa sta predisponendo per una serie di opere la previsione del monitoraggio obbligatorio e preventivo dei Pfas. Parere quindi negativo. Il voto: 17 no, 12 sì.

Mozione 361 Francesca Parolari (PD del Trentino)
Consultori, la regia torni alla sanità territoriale. Respinta

La proposta di mozione chiedeva alla Giunta di rivedere l’assetto organizzativo di ASUIT per ricondurre i consultori familiari sotto il coordinamento della sanità territoriale o dei Distretti, superando l’attuale afferenza gerarchica al Servizio ospedaliero provinciale. Secondo la proponente, la collocazione della SSD Consultori nel Dipartimento transmurale ostetrico-ginecologico rischia infatti di entrare in contraddizione con la natura di prossimità, prevenzione e integrazione socio-sanitaria propria dei consultori. La mozione chiedeva inoltre di dare piena attuazione al modello delle Case della Comunità, garantendo un’integrazione effettiva dei consultori con servizi sociali e territorio, e di assicurare dotazioni organiche dedicate e separate di ginecologi e ostetriche, così da evitare che le carenze di personale ospedaliero si traducano in una riduzione dei servizi consultoriali. Veniva infine richiesto un adeguato numero di assistenti sociali e psicologi per assicurare servizi omogenei nelle sedi hub e spoke.

Parolari ha commentato che è rumoroso il silenzio opposto in aula dall’assessore competente Tonina. Quest’ultimo ha quindi replicato nel merito: è stata fatta una proposta di emendamento che Parolari non ha accettato, il testo originale non può essere accolto dalla Giunta, che sta percorrendo una strada chiara verso l’integrazione di sociale e sanitario. Paolo Zanella (Pd) ha aggiunto critiche al sistema attuale: dovremmo avere un numero di consultori doppio dell’attuale, con governance legata al territorio e non alla struttura sanitaria di Asuit. Il voto: 18 no, 13 sì.
Ultimo aggiornamento: 03/11/2026 19:50

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