BOLZANO - I boschi dell’Alto Adige stanno ricrescendo: sulle superfici danneggiate dalla tempesta Vaia, dal peso della neve e dall’infestazione da bostrico procede il rimboschimento. L’impegno costante a favore dei boschi trova riscontro anche nel confronto a livello nazionale: il Trentino-Alto Adige si colloca per il terzo anno consecutivo al primo posto in Italia per le nuove piantumazioni. Lo riferisce il quotidiano economico Il Sole 24 Ore in un articolo sul rimboschimento in Italia pubblicato il 15 ottobre. Il quotidiano si basa sui risultati dell’“Atlante delle Foreste”. A contribuire al primato sono, tra l’altro, le misure finanziate dalle due Province per il ripristino delle superfici boschive danneggiate.
“Essere ai vertici in Italia nel rimboschimento rappresenta un importante riconoscimento del lavoro svolto finora”, sottolinea l’assessore provinciale alle Foreste Luis Walcher: “Allo stesso tempo, è uno stimolo a proseguire questo impegno e a rafforzare i nostri boschi per il futuro. Il grande impegno del nostro personale forestale e dei proprietari dei boschi, insieme a investimenti mirati, ha consentito di portare avanti il rimboschimento dopo i gravi eventi che hanno causato ingenti danni. Ora si tratta di sviluppare, nel lungo periodo, popolamenti forestali diversificati, stabili e resilienti”.
Maggiore varietà dai vivai forestali provinciali
Dopo la tempesta Vaia di fine ottobre di otto anni fa, la produzione di piante nei vivai forestali provinciali è stata incrementata e adeguata alle mutate esigenze. In questo modo è disponibile materiale vegetale idoneo proveniente dalla produzione locale.
Allo stesso tempo è stata ampliata la gamma delle specie arboree prodotte.
Accanto all’abete rosso, acquistano sempre maggiore importanza specie arboree da consociazione come abete bianco, faggio, pino, acero montano e tiglio selvatico. Queste specie possono contribuire alla formazione di popolamenti diversificati e stabili, in grado di far fronte nel modo migliore possibile alla siccità, all’aumento delle temperature e alle altre conseguenze dei cambiamenti climatici. Determinanti restano tuttavia le caratteristiche del sito: non tutte le specie arboree sono adatte a ogni fascia altitudinale e a ogni tipo di terreno.
Il direttore della Ripartizione Servizio forestale Günther Unterthiner sottolinea che la scelta delle specie arboree deve essere adeguata alle specifiche condizioni del sito. Decisivo non è soltanto il numero degli alberi messi a dimora, ma lo sviluppo di popolamenti forestali diversificati, stabili e resilienti ai cambiamenti climatici.
Priorità alla rinnovazione naturale
Dove il bosco è in grado di rinnovarsi autonomamente con specie arboree adatte, viene favorita la rinnovazione naturale. Se mancano specie importanti o la rinnovazione naturale non è sufficiente, interventi mirati di messa a dimora possono integrare questo processo. Il Servizio forestale provinciale fornisce consulenza ai proprietari dei boschi nella scelta delle specie arboree più adatte e li affianca nella pianificazione degli interventi.
Grazie ai vivai forestali provinciali e al Servizio forestale, presente capillarmente sul territorio, l’Alto Adige dispone di importanti presupposti per accompagnare nel lungo periodo l’adattamento dei propri boschi. L’obiettivo è creare popolamenti resilienti che possano continuare a offrire anche alle generazioni future protezione, habitat e preziose risorse.