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Gestione del servizio idrico nella vallata dell’Adige, la protesta

Il Comitato trentino per l'Acqua Bene Comune ai sindaci di Trento e Rovereto: stop alla quotazione di Dolomiti Energia

TRENTO - Gestione del servizio idrico nella vallata dell’Adige, lettera aperta del Comitato trentino per l'Acqua Bene Comune ai sindaci di Trento e Rovereto, Franco Ianeselli e Giulia Robol: stop alla quotazione di Dolomiti Energia, sì alla gestione pubblica e secondo il modello “in house”.

Nella lettera viene espressa "forte preoccupazione per l’ipotesi di quotazione in Borsa di Dolomiti Energia, così come emersa dalle recenti indiscrezioni di stampa. Pur comprendendo le ragioni di sviluppo industriale che vengono addotte, riteniamo che questa operazione nasconda rischi inaccettabili per le nostre comunità, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’acqua, bene comune essenziale e non sottoponibile alle logiche del mercato".

Il rischio concreto di una privatizzazione strisciante del servizio idrico - "L’apertura del capitale di Dolomiti Energia a investitori privati (si parla di cedere fino al 25% in Borsa) rappresenta un primo, pericoloso passo verso la perdita del controllo pubblico su un servizio fondamentale - si legge nella lettera -. L’acqua non è una merce, e la sua gestione non può essere orientata al profitto di azionisti esterni al territorio. Una volta introdotti soci privati, anche di minoranza, le pressioni per massimizzare i rendimenti finanziari rischiano di tradursi in una gestione estrattiva delle risorse idriche, lontana dai principi di solidarietà e accesso universale".

Aumento delle tariffe a carico delle famiglie, già provate da crisi e inflazione - "L’ingresso in Borsa imporrebbe a Dolomiti Energia di generare utili crescenti per attrarre investitori. Ciò si traduce quasi inevitabilmente in un incremento delle tariffe dell’acqua, della depurazione e dei servizi integrati.
Nel momento in cui le famiglie trentine affrontano una crisi del costo della vita e un’inflazione che non accenna a placarsi, un ulteriore aggravio sarebbe inaccettabile. Non vediamo alcun vantaggio tangibile per i cittadini della vallata dell’Adige, mentre sono evidenti i possibili svantaggi economici. Nessun beneficio per le comunità locali La promessa di un “azionariato popolare” (trentini che acquistano azioni) non è una garanzia di controllo pubblico, né tanto meno un beneficio generalizzato. Solo chi ha capacità di risparmio potrà permettersi di comprare titoli, mentre la stragrande maggioranza dei residenti subirebbe passivamente l’aumento delle bollette. Inoltre, i dividendi finirebbero in larga parte a investitori istituzionali extra-provinciali, sottraendo risorse al nostro territorio", prosegue la lettera inviata ai due sindaci.

Proposta alternativa: società in house per la gestione pubblica del servizio idrico nella vallata dell’Adige - "Per questo chiediamo a Lei, Sindaco Franco Ianeselli, e a Lei, Sindaca Giulia Robol, di prendere in seria considerazione un progetto diverso: la creazione di una società in house a totale capitale pubblico, che gestisca esclusivamente il servizio idrico integrato per i Comuni della vallata dell’Adige (da Rovereto a Trento e fino alla bassa Vallagarina). Una società in house, senza azionisti privati, opererebbe senza pressioni speculative, con tariffe fissate unicamente a copertura dei costi (principio “chi inquina paga”, ma senza profitto industriale) e con reinvestimento degli eventuali utili nel miglioramento della rete, nella riduzione delle perdite idriche e nella tutela della qualità dell’acqua. Sarebbe una gestione trasparente, democraticamente controllata dai Comuni soci, e realmente al servizio dei cittadini. Vi chiediamo pertanto di interrompere qualsiasi valutazione favorevole alla quotazione di Dolomiti Energia e di avviare un confronto aperto con i Comuni della vallata dell’Adige per costruire un percorso di gestione pubblica e in house del servizio idrico. Abbiamo bisogno di sindaci che scelgano da che parte stare: se dalla parte dei cittadini e del bene comune, o dalla parte della finanza. Confidiamo nel vostro impegno pubblico su questa strada", conclude la lettera del Comitato trentino per l'Acqua Bene Comune.
Ultimo aggiornamento: 08/05/2026 08:00:09

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