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Sabato 18 luglio 2026
Dati Invalsi e crollo della scuola: intervento di Filippo Degasperi
Consigliere provinciale e regionale di Onda
TRENTO - I dati Invalsi hanno evidenziato carenze nella scuola italiana e trentina.
Ospitiamo l'intevento del Consigliere provinciale e regionale Filippo Degasperi (Onda):
"In un mondo normale chi ha fatto di INVALSI una fede plasmando a sua immagine la scuola (italiana e trentina) dovrebbe fare le valigie. Noi, che non siamo certamente tra gli adepti di questa nuova chiesa, osserviamo e denunciamo da anni il collasso in corso nella scuola (italiana e trentina). Dati alla mano, l'abbiamo da ultimo denunciato in aula lo scorso 5 maggio senza ottenere alcuna risposta. Al termine del percorso scolastico 39 studenti su 100 non sono in grado di comprendere un testo in italiano e 36 non sanno fare i conti.
Nel 2019 erano rispettivamente 17 e 19. Praticamente in una legislatura e mezzo abbiamo perso un quarto di studenti nel totale disinteresse della politica (assessore e assessora impegnati in selfie sorridenti e propaganda) e dei vertici del dipartimento (dirigenti vari, sovrintendente incluso, tutti di nomina politica impegnati ad assicurarsi la carica). Per comprendere la gravità della situazione chi si bea del fatto che il Trentino, nel naufragio generale, pare avere almeno un salvagente, consideri che il nostro campione esclude l'istruzione professionale ed è quindi falsato.
Quali le ragioni? Per noi sono numerose e affondano le radici nel tempo visto che non si tratta di un declino stagionale.
Partirei dalla burocratizzazione del lavoro degli insegnanti costretti a dissipare energie in inutili riunioni e nella predisposizione continua, sistematica, ossessiva di scartoffie: pagelle, pagelline, lettere, letterine, mail, verbali, programmi, piani, progetti.
Burocratizzazione che (e siamo alla seconda ragione) è figlia dell'occupazione dei posti di comando del Dipartimento Istruzione da parte di funzionari che mai hanno messo il piede in una classe (se non da studenti) e che immaginano una scuola gestita con le tabelle Excel. C'è stata poi negli anni l'invasione di concetti pedagogici funesti come le "competenze" (concetto sfuggente e inafferrabile) che hanno sostituito le "conoscenze" e il "successo formativo" imposto come diritto alla promozione assicurata. Aggiungiamo le ore buttate nell'alternanza scuola lavoro e l'assillo della professionalizzazione, tutto ideato per smantellare in modello scolastico italiano (che funzionava benissimo) e sostituirlo con i fallimentari sistemi aziendalisti anglo-americani. Come corollario segnalerei anche la trasformazione dei presidi in "dirigenti" anche loro tristemente degradati da campioni educativi a impiegati esecutivi in balia dell'assessore di turno e del Dipartimento. La metodica aggressione alla funzione docente e il suo scontato indebolimento hanno ulteriormente offuscato il panorama. Le soluzioni per fortuna esistono e sono pure semplici. Nell'immediato basta tornare ai fondamentali liberando gli insegnanti dalla burocrazia e dai burocrati, eliminando le sovrastrutture (competenze, alternanza scuola lavoro) e tornare come una volta a studiare italiano e matematica anziché perdere tempo. Naturalmente dopo aver sgomberato la tolda da chi ha tracciato la rotta che ci ha portato al naufragio", Filippo Degasperi, consigliere provinciale e regionale
di Red. At.
Ultimo aggiornamento:
18/07/2026 01:16