TRENTO - La
Zanzara e
Pulp, uno sguardo sull’informazione di oggi in continua evoluzione.
Mettete insieme due fuoriclasse della radio come
Giuseppe Cruciani e
David Parenzo, del programma cult di Radio 24 “La zanzara” e due dei più noti e seguiti autori di podcast in Italia, il cantatore rap Fedez e Mr. Marra, creatori di Pulp, e avrete una miscela davvero frizzante come quella proposta oggi al Teatro Sociale nel live show
"Zanzara & Pulp: podcast, libertà, opinioni forti". Teatro sold out per uno degli appuntamenti clou del Fuori Festival. Un confronto a ruota libera fra i quattro protagonisti legato ai nuovi confini dell’informazione delineati proprio dai podcast, fra libertà d’espressione e temi legati all’attualità. I

l tutto senza dimenticare la politica, visto il rumore fatto dall’intervista, proprio a Pulp, prima del Referendum costituzionale, del presidente del Consiglio Giorgia Meloni
(Fedez nella foto credit Alessandro Holneider archivio Pat).
A condurre le danze con la sua verve pungente, David Parenzo, spalla alla Zanzara di Giuseppe Cruciani, che ha subito evidenziato la forza dei podcast nell’informazione di oggi. “Il mondo è cambiato a tal punto - ha detto Cruciani - che noi alla Zanzara nati con la politica ci troviamo oggi più a nostro agio a parlare di freaks. Al contrario Fedez e Mr. Marra, cresciuti in un altro mondo, hanno creato qualcosa di straordinario che non c’era prima. Due persone estranee al mondo della politica riescono ad intervistare anche Giorgia Meloni. E penso riescano ad ottenere più informazioni loro perché fanno domande non in politichese che i giornalisti spesso oggi non fanno”.
Per Fedez: “Il comparto politico diventa una testa d’ariete del cambiamento.
I salotti politici e i personaggi che ci partecipano in Italia sono sempre gli stessi, il taglio e il linguaggio è sempre uguale. Noi abbiamo approcciato la politica per mero interesse personale e non ci sentiamo da meno dei giornalisti. Nonostante la nostra intervista a Giorgia Meloni sia stata criticata non vedo grosse differenze con quella poi fatta da Mentana o da altri giornalisti di alto livello”.
Secondo Mr. Marra: “C’è un tema di finanziamento e di mezzo: il politico non conosce ancora il mezzo podcast, qualcuno lo approccia con più simpatia, come ha fatto con noi Renzi, qualcuno è stato invece più tentennante come nel caso della prima volta di Vannacci. Poi si adatteranno anche loro e il podcast diventerà simile ad altri mezzi di comunicazione. Dieci anni fa c’era un tipo di linguaggio, ora però il mondo è saturo e c’è poca originalità. Ci sono poi pochi podcast che fanno grandi numeri e sono rilevanti. Per quanto riguarda l’intervista alla Meloni la consideriamo un punto di partenza e non di arrivo”. Il prossimo colpo del podcast Pulp, in onda lunedì prossimo, che Fedez e Mr. Marra hanno rivelato in anteprima al pubblico del Festival dell’Economia di Trento, si lega al nome dell’uomo di Trump in Italia, Paolo Zampolli che in precedenza li aveva querelati per cinque milioni di euro per essere stato citato parlando di Epstein files.
Secondo i due autori di Pulp: “I podcast di successo non possono vivere solo di grandi nomi ma devono riuscire a fare numeri a prescindere da chi viene ospitato senza voler giocare facile. Nel momento in cui inizi a invitare determinati politici altri si allontanano per non essere associati a noi. Non siamo mai neutrali ma intellettualmente onesti, quello sì, noi facciamo esprimere l’ospite e credo che questo permette di dare pluralità ma facciamo anche delle domande. Molti hanno paura di un’imboscata e per quello non vengono da noi. Crediamo sia una questione di onestà e di servizio che dai al pubblico: devi far parlare ma anche rispondere e interloquire per non farti prendere in giro”.