TRENTO - La III Commissione permanente, presieduta da Vanessa Masè, stamane ha dato parere favorevole unanime alla prossima delibera con cui la Giunta provinciale interverrà in tema di
eliminazione delle barriere architettoniche. Il provvedimento – illustrato dall’assessore Mario Tonina - introduce nuovi contributi ai Comuni, fino all’80% della spesa ammessa, per la rimozione delle barriere di comunicazione (quindi integrazione della segnaletica urbana) e per l’allestimento di zone di decompressione sensoriale. Queste ultime sono molto utili in aree giochi e parchi pubblici per favorire il benessere sensoriale dei bambini con autismo o altre disabilità cognitive e sensoriali.

La delibera attua la legge finanziaria Pat approvata in dicembre, in cui la consigliera Eleonora Angeli era riuscita a far inserire uno stanziamento ad hoc proprio per la comunicazione alternativa aumentativa e per aree giochi per la decompressione sensoriale.
La delibera ha già ottenuto parere favorevole del C.a.l. (Comuni). La previsione è che le domande vengano aperte nei mesi di maggio e giugno prossimi. 400 mila euro l’anno lo stanziamento previsto.
La delibera è stata elogiata da Roberto Stanchina, proponendo un’osservazione accompagnatoria (accolta dalla Commissione) per incentivare i Comuni ad adottare il proprio piano di rimozione delle barriere architettoniche (oggi sono solo 13 in Trentino quelli già dotati di un P.e.b.a., che sarebbe obbligatorio pena commissariamento dell’ente locale). Altro auspicio: semplificare la procedura burocratica nei casi di donazioni di privati per realizzare spazi dedicati ai disabili dentro i parchi pubblici.
Plauso convinto da Lucia Coppola, poi anche Michela Calzà ha apprezzato che si lavori per attuare obiettivi che le normative additano da molti anni, raccomandando di stare vicini ai Comuni nelle fasi attuative (Tonina ha risposto che in questo ha un ruolo soprattutto il C.a.l.). Anche Antonella Brunet ha sottolineato l’importanza che i Comuni adottino i Peba.
Daniele Biada ha ricordato però che i piccoli Comuni sono sovraccarichi di incombenze programmatorie e che invece di burocratizzare occorre favorire la concreta messa in opera nei tempi più brevi.
COMITATO PRO LAGHI SERRAIA E PIAZZE: AMMETTETECI AL TAVOLO TECNICO
La III Commissione – su stimolo del consigliere Filippo Degasperi - ha poi ripreso un tema all’attenzione da alcuni anni del Consiglio provinciale di Trento: la tutela ambientale dei laghi Serraia e Piazze sull'Altopiano di Piné. Come già nel 2022, è stato audito il comitato che segue da vicino questo tema, presenti oggi il presidente Claudio Ioriatti e l’ex presidente Fulvio Mattivi. La Commissione era interessata a un aggiornamento dello stato di salute delle acque dei due bacini, che hanno subito una perdita di naturalità delle sponde , un impoverimento biologico e atrofizzazioni. Si è ricordato che fin dal 2023 la Provincia ha stanziato importanti risorse per intervenire. Il comitato laghi – sostenuto anche dalle amministrazioni comunali di Piné e di Bedollo, aveva proposto alla Pat un progetto di fitodepurazione e indicato esempi virtuosi e di successo realizzati negli Stati Uniti ma anche in Trentino, con il lagunaggio alla Rupe di Mezzolombardo.
Ci sono aspetti che stanno procedendo: la riqualificazione del sistema fognario a monte del lago, la riallocazione delle serre di piccoli frutti e il rifacimento dell’incile al fine di garantire il deflusso minimo vitale e lo sfioro superficiale delle acque del lago verso il Silla. Ci si prefigge di ridurre il carico esterno e di garantire un minimo di naturalità al deflusso dal lago verso il suo emissario.
Sulla realizzazione invece di due fitoparchi, che avrebbero il compito di ridurre gradualmente il carico di nutrienti, ha espresso parere negativo l’agenzia Pat APPA, sulla base di una relazione redatta nel 2023 da Unitn. In alternativa, APPA suggerisce la rinaturalizzazione dei diversi affluenti del lago, intervento che, ad avviso del comitato laghi, potrebbe essere già immediatamente realizzato sul principale immissario e maggiore conferitore di nutrienti, il Fos Grant, direttamente ad opera dei servizi provinciali.
Si è parlato del forte afflusso di fosfati nei laghi, un carico che non sta diminuendo e che continua a sedimentarsi nei fondali con il rischio di disciogliersi e inquinare. L’acqua è eutrofizzata, si sviluppano cianobatteri. L’ossigenatore installato non è in grado di risolvere il problema, anche se qualche segnale positivo si registra negli ultimi due anni.
Il Comitato oggi ha ribadito – alla luce della convenzione europea di Aarhus - la sua richiesta di poter far parte integrante del tavolo tecnico istituito nel 2020 dalla Provincia, almeno come invitato permanente e/o uditore. A fine marzo il Consiglio provinciale ha respinto 15 a 14 una mozione Degasperi che invitava la Giunta ad aprire a questa partecipazione. La presidente Vanessa Masè oggi ha concluso i lavori assicurando che rimetterà all’ordine del giorno il tema. Filippo Degasperi ha osservato che è l’assessora Giulia Zanotelli (non presente in Commissione) che dovrebbe spiegare le ragioni del diniego.