L'Agenda delle Valli

Settimana della Misericordia e Memoria degli anniversari sacerdotali Diocesi di Como

Inizio: 10/04/2026 dalle ore 12:00 - Fine: 10/04/2026 alle ore 13:00 IT

La mattina di giovedì 9 aprile, in occasione della tradizionale giornata sacerdotale nella Settimana della Misericordia, il Vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, ha presieduto la Santa Messa in cui sono stati ricordati alcuni significativi anniversari sacerdotali. Si riportano i nomi dei sacerdoti per i quali si festeggia una particolare ricorrenza. Molti erano presenti di persona alla celebrazione di questa mattina al Santuario della Santissima Trinità Misericordia a Maccio di Villa Guardia (Co). A seguire, l’omelia del Vescovo Cantoni.

70 anni di ordinazione presbiterale (1956)

  • Monsignor Gerna Aldo


65 anni di ordinazione presbiterale (1961)
  • Monsignor Bedetti Enrico
  • Cusini don Bartolomeo
  • Sgroi don Carmelo (Servo della Carità - guanelliano)


60 anni di ordinazione presbiterale (1966)
  • Acquistapace don Rocco
  • Della Valle don Giorgio
  • Fraquelli don Antonio
  • Gusmeroli don Remigio 
  • Tamola don Mario 
  • Testa padre Mario (Somasco)


55 anni di ordinazione presbiterale (1971)
  • Codega don Antonio (Servo della Carità - guanelliano)
  • Crosta don Daniele 
  • Gosparini don Umberto 
  • Longhi don Renato 
  • Mandelli don Giovanni 
  • Milan padre Pietro (Comboniano)
  • Orsini don Remo 


50 anni di ordinazione presbiterale (1976)
  • Bernasconi don Gerardo 
  • Magistrelli don Angelo 
  • Malugani don Marco 
  • Marinoni don Ambrogio 
  • Svanella don Enea 


40 anni di ordinazione presbiterale (1986)
  • Barocco don Paolo
  • Bollini don Gianluigi
  • Busato don Paolo
  • Caelli don Andrea
  • Comolli don Gianmaria
  • Folini don Giacomo
  • Franzi don Giampiero
  • Gabuzzi don Renzo


25 anni di ordinazione presbiterale (2001)
  • Bellinello don Silvio 
  • Borroni don Emanuele 
  • Gianola don Michele 
  • Giansante don Luca 
  • Rizzella don Feliciano 


10 anni di ordinazione presbiterale (2016)
  • Bracelli don Remo 
  • Innocenti don Angelo 
  • Pertusini don Lorenzo



Celebrazione Eucaristica nel ricordo degli Anniversari Sacerdotali

Cari fratelli sacerdoti, in questo santuario, di cui siamo grati alla santissima Trinità misericordia per i molteplici doni che continuamente elargisce alla nostra Chiesa, e di cui non tutti sono ancora consapevoli, oggi qui, insieme, vogliamo elevare un inno di lode e di ringraziamento per voi e con voi, che celebrate una particolare anniversario di ordinazione. 
Vogliamo fare memoria con viva gratitudine, alla presenza di rappresentanti del nostro popolo sacerdotale e di altri confratelli presbiteri, del vostro decennio, venticinquesimo, quarantesimo, cinquantesimo, cinquantacinquesimo, sessantesimo e sessantacinquesimo. 
Ricordiamo con ammirazione e nella preghiera anche il vescovo comboniano, Aldo Gerna, nativo di Arigna, che in Brasile celebra settanta anni di ordinazione presbiterale. 
Questi vostri anni, vissuti come pastori a servizio del popolo di Dio, sono innanzitutto un suo grande dono, ma anche frutto di un vostro particolare impegno, corrispondendo alla grazia di Dio, nel servizio generoso alla nostra diocesi, in mezzo, a volte, a situazioni complesse e a una dedizione silenziosa e sofferta, della quale solo Dio è testimone. 
È il Signore Gesù che vi ha chiamati alla sua sequela, avendovi scelti per grazia, per offrire a Dio Padre un vero sacrificio di lode, nella potenza dello Spirito Santo. 
Lodiamo insieme e ringraziamo la santissima Trinità misericordia, che non ha mai smesso di operare nella vostra vita e nella vostra missione.
Colpisce nella prima lettura, dagli Atti degli Apostoli, come s. Pietro annunci con molta semplicità, ma anche con determinazione, a coloro che lo stanno ascoltando, come sono andate le cose. 
Non tace la realtà dei fatti, e ricorda ai presenti che il Dio dei padri ha risuscitato dai morti e glorificato il suo servo Gesù, che "voi avete rinnegato".
Anche noi abbiamo il dovere di renderci conto del quadro sociale e culturale in cui oggi si vive e si esprime la fede. Mentre un tempo il seme cristiano trovava un terreno in gran parte preparato, sui grandi interrogativi della vita, sul destino dell'uomo, sulla morte, ed erano in gran parte condivisi, oggi il Vangelo si confronta spesso con l'indifferenza, ma anche in un orizzonte culturale diverso, in cui la trasmissione del messaggio cristiano, a partire dal primo annuncio, non si può dare più per scontato. 
Tuttavia, non possiamo negare che nel cuore di molte persone, anche di molti giovani, sta nascendo una nuova inquietudine. Il benessere non ha portato la felicità sperata, la libertà svincolata dalla verità, non ha generato una pienezza promessa, il progresso materiale non è riuscito a soddisfare in pieno il profondo desiderio del cuore umano. 
Il Signore ci precede con la sua grazia e questo ci rassicura perché come sacerdoti possiamo aiutare con pazienza e rispetto quanti sono alla ricerca di Dio e all'incontro con Cristo. 
 Non è tempo, quindi, di una passiva rassegnazione o di ripiegamento, ma di una fedele presenza e di una disponibilità generosa. Non ci è nemmeno richiesto di moltiplicare i compiti e gli impegni, o pretendere di vedere i risultati del nostro operare. Si tratta semplicemente di unificare il nostro cuore, la nostra vita e il nostro ministero attraverso una nuova intimità di vita con il Signore e in un servizio di piena accoglienza, di ascolto compassionevole delle persone. Esse vogliono sentirsi inseriti nella Chiesa attraverso la nostra disponibilità, unita a quella dei nostri fedeli laici, così da considerarla come una casa che accoglie, che protegge, che non giudica e non abbandona, ma che aiuta a vivere con speranza la festa del Cristo risorto. 
Molto educativo per noi l'atteggiamento di Gesù, nel vangelo di oggi, nei confronti dei suoi discepoli, ancora sconvolti e pieni di paura. Egli li invita a tavola, mangiando con loro una porzione di pesce arrostito, in piena confidenza, semplicità e amicizia. Le persone si aspettano da noi una vicinanza fraterna, una accoglienza serena, che doni loro pace e consolazione (la pace del Risorto!). 
E come Gesù ha spiegato ai suoi apostoli che la sua passione e la sua risurrezione era già inscritta nel piano di Dio, narrato nelle Scritture, nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi, così noi possiamo essere vicini ai nostri fratelli per aiutarli a interpretare la loro vicenda umana, carica di prove e di fatiche, alla luce di un piano amoroso, anche se misterioso, di Dio, che conduce tutti e sempre al bene che egli desidera per ciascuno dei suoi figli.
Riconoscete il vostro ministero dentro la grazia della Parola di Dio e dei Sacramenti, che si rivelano come la forza più reale ed efficace del ministero sacerdotale. Tutta la nostra azione previa sarebbe vana se non la considerassimo come una lenta e paziente preparazione, al fine di giungere a queste sorgenti della vita divina, che noi distribuiamo per grazia a nome della Chiesa e che sono la più alta azione affidata a mani umane. 

Oscar card. Cantoni
Vescovo di Como 

LA DIOCESI DI COMO ACCOGLIE UNA NUOVA COMUNITÀ 
DELL’ORDINE CONTEMPLATIVO DELLE MONACHE 
DELLA VISITAZIONE A SOLBIATE (CO)

La Diocesi di Como si prepara a vivere un momento di grande gioia e profondo significato spirituale: l’arrivo di una nuova comunità dell’Ordine della Visitazione a Solbiate con Cagno (Co).
L’accoglienza delle otto religiose si terrà sabato 11 aprile alle ore 10.00, con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro martire a Solbiate. La liturgia eucaristica sarà presieduta dal Vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, e sarà seguita da una processione verso la nuova sede del monastero, situata nella casa adiacente alla struttura della Residenza Sanitaria Assistenziale San Carlo Borromeo, che in passato ospitava i padri dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, noti a tutti come Fatebenefratelli.
Le religiose, provenienti da Pinerolo (CN), porteranno con sé la ricchezza della loro esperienza spirituale e il carisma visitandino, fondato su umiltà, dolcezza e carità.
Il cardinale Cantoni esprime gratitudine per questo evento: «Oggi avvertiamo con gioia l’arrivo di alcune sorelle visitandine, che si uniscono a quelle già presenti a Como in via Briantea. Si tratta di riconoscere questo evento come una grazia insperata che la Provvidenza ci offre. I doni di Dio sono sempre gratuiti: questa è un’occasione favorevole che ci allieta e che ci impegna ad apprezzare l’insegnamento di Francesco di Sales, reso concreto dalla loro mite e dolce presenza».
La scelta del trasferimento da Pinerolo a Solbiate nasce dall’esigenza di individuare una struttura più adatta alle dimensioni attuali della comunità: la precedente sede, infatti, sebbene fosse una realtà storica (fondata nel XVII secolo) risultava ormai troppo ampia e complessa da gestire rispetto al numero delle religiose. In questo contesto, grazie anche ai contatti con i religiosi Fatebenefratelli, è maturata la possibilità di stabilirsi a Solbiate con Cagno.
Il parroco, don Cesare Bianchi, sottolinea il valore di questa importante novità: «La presenza di una comunità contemplativa nella nostra Comunità pastorale e nel contesto del vicariato rappresenta una grande ricchezza spirituale. Arricchisce il nostro territorio di un nuovo carisma, di un nuovo dono dello Spirito per il bene di tutti. La loro presenza ci invita a riscoprire l’importanza della preghiera assidua, il valore del nascondimento e della missione. Le monache possono diventare un punto di riferimento per tutti i credenti. Riprendendo le parole di Papa Leone XIV, la clausura non è isolamento né fuga dal mondo, ma apertura: un modo per testimoniare la fede in un mondo spesso chiuso in se stesso. Una presenza silenziosa e orante, necessaria in un mondo frenetico e turbolento».
Questo nuovo insediamento rappresenta l’inizio di un cammino nel segno della continuità e della speranza, un dono per tutta la Chiesa locale e per il territorio.
«Ad accompagnarci – dice madre Maria Federica a nome della comunità visitandina – è un profondo senso di gratitudine: a Dio, che guida e orienta i nostri passi, e a tutti coloro che ci stanno sostenendo in questi giorni. Esprimiamo riconoscenza e affetto alla Diocesi di Como: ci sentiamo già parte di questa Chiesa e desideriamo vivere pienamente la nostra vocazione. Vorremmo essere come sale e lievito: nel nascondimento danno sapore e fanno crescere la massa».

IL GRAZIE DA GERUSALEMME 
PER LA GENEROSITÀ DELLA DIOCESI DI COMO

Un messaggio di profonda comunione ecclesiale e gratitudine è giunto dal Patriarcato Latino di Gerusalemme alla Diocesi di Como. In una lettera datata 7 aprile 2026, il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha scritto al Vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, esprimendo riconoscenza per la vicinanza e il sostegno dimostrati verso la Chiesa di Gerusalemme, in particolare attraverso la solidarietà concreta a favore delle popolazioni più provate. È il segno di un legame vivo e operante tra la Chiesa lariana e la Terra Santa.
Nel messaggio, il Patriarca ha richiamato il significato della Pasqua come fondamento della comunione ecclesiale, sottolineando come da essa scaturisca la condivisione fraterna tra le Chiese. In questo spirito, è stato ricordato con gratitudine l’accredito ricevuto il 23 marzo 2026 dall’Ufficio Amministrativo del Patriarcato: un contributo di circa 41mila euro, destinato – tramite Caritas – a sostenere le necessità della popolazione di Gaza e l’opera pastorale di padre Gabriel Romanelli
Il cardinale Pizzaballa, nella lettera, sottolinea, come tale gesto rappresenti un segno concreto di solidarietà e di attenzione verso i molteplici bisogni della comunità locale, rafforzando i legami di fraternità tra le Chiese.
Alla luce della Pasqua, il Patriarca ha rivolto un augurio di fede e speranza, richiamando le parole del Vangelo di Giovanni: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà» (Gv 11,25), invitando a guardare con fiducia al mistero della vita che vince la morte.
Ricordiamo che il contributo indicato dal cardinale Pizzaballa fa parte della raccolta fondi, avviata nell’estate 2025, che ha già raggiunto complessivamente 160 mila euro destinati alla Striscia di Gaza, ma anche alle comunità di Cisgiordania e Libano. Una solidarietà che, attraverso la Caritas della diocesi di Como, prosegue ancora.
 

Ultimo aggiornamento: 09/04/2026 18:37:07