BORMIO (Sondrio) - C'è un momento, alla fine dell'estate, in cui le montagne si fanno più silenziose e i sentieri meno affollati. È il momento giusto per alzare lo sguardo verso le pareti di dolomia della
Valle di Fraele, a Valdidentro, nel cuore del
Parco Nazionale dello Stelvio, e cercare qualcosa che nessuno si aspetta di trovare a quelle quote: le orme di dinosauri risalenti a
oltre 210 milioni di anni fa.

Quello che i ricercatori hanno battezzato il
"Triassic Park dello Stelvio" è il sito di impronte di dinosauro
più esteso delle Alpi e uno dei più ricchi al mondo, scoperto nel
2025 dal fotografo naturalista
Elio Della Ferrera, che durante un'escursione notò strane depressioni allineate sulle pareti di dolomia. Il sito, situato sui versanti settentrionali delle cime di Plator e della Cima Doscopa, si estende per circa
cinque chilometri con oltre
trenta affioramenti distribuiti su più crinali. Incredibile la quantità delle tracce scoperte: fino a
6 orme per metro quadrato per un totale stimato in decine di migliaia di
impronte. Queste orme di dinosauri erbivori, risalenti al
Triassico, raccontano di un paesaggio che allora era una distesa di mari bassi e piante tropicali – trasformato milioni di anni dopo dal sollevamento delle Alpi nelle montagne che oggi attraversiamo.
Foto @Elio Della Ferrera.
I PROTAGONISTI DI 210 MILIONI DI ANNI FA
Le orme appartengono a
prosauropodi del Triassico Superiore: erbivori dal collo lungo, antenati dei grandi sauropodi del Giurassico – la famiglia del celebre Brontosauro “Piedino”, per intenderci, protagonista del cartone animato
Alla ricerca della Valle Incantata – di corporatura robusta, con
artigli appuntiti su mani e piedi, lunghi fino a 10 metri e con un peso fino a 4 tonnellate.
Camminando in branchi su queste piane costiere, hanno lasciato traccia delle loro orme nelle rocce sedimentarie, con una nitidezza che oggi, 210 milioni di anni dopo, consente ancora di riconoscere chiaramente dita e artigli.
Secondo gli studi in corso nel progetto Paleo Stelvio attivato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Como, Lecco, Sondrio e Varese, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano (supportato dall’Università degli Studi di Milano e dal MUSE), il Parco Nazionale dello Stelvio e il Comune di Valdidentro, si tratta del più vasto giacimento europeo di impronte del Triassico. La Valle di Fraele si colloca, così, tra i grandi siti di impronte fossili mondiali.
COME OSSERVARE IL TRIASSIC PARK
Le pareti dove si trovano le orme non sono accessibili direttamente, ma le orme sono visibili con il cannocchiale da punti di osservazione lungo la strada che costeggia i laghi di Cancano, nella cosiddetta "Valle dei Dinosauri".
Per chi preferisce le due ruote, il tour ad anello Bormio–Boscopiano–Cancano in e-MTB attraversa le storiche Torri di Fraele e si affaccia naturalmente sulla Valle dei Dinosauri, offrendo vedute spettacolari sulle Cime di Plator e sull'area del ritrovamento.
Fino al 4 settembre è possibile raggiungere la zona dei Laghi di Cancano attraverso il pullman di linea dell'Automobilistica Perego, successivamente in auto pagando un ticket giornaliero di € 5,00. Fino al 30 di settembre (8.00 - 18.00) è possibile inoltre noleggiare biciclette muscolari ed e-bike direttamente all'entrata dei laghi per un’escursione. Il 28 e il 29 agosto il Parco Nazionale dello Stelvio organizza due escursioni guidate prenotabili ai numeri 0342 900823 - 0342 903300.
FINE ESTATE: IL MOMENTO GIUSTO
Settembre è il mese ideale per questa escursione. Le temperature si abbassano, il cielo tende al limpido, i sentieri si liberano dalla calca di agosto e la luce radente del pomeriggio – quella che gli stessi ricercatori usano per fotografare le orme – esalta il rilievo delle pareti rocciose e rende visibili dettagli altrimenti difficili da distinguere.
Il Triassic Park si inserisce in un comprensorio già straordinariamente ricco di storia naturale e umana. Qui ogni quota racconta di un'epoca diversa: a 3.000 metri di quota i ghiacciai hanno restituito i petroglifi più alti d'Europa – incisioni rupestri dell'età Del Rame e del Bronzo a Punta Segnale – e i sentieri degli Stelvio Historical Trek attraversano le tracce della Prima Guerra Mondiale combattuta tra queste stesse altitudini. A ciò si aggiungono centinaia di specie animali e vegetali e paesaggi maestosi che fanno di questo territorio un unicum sull’intero Arco Alpino.
Bormio, a meno di tre ore da Milano, è la porta d'accesso a questo archivio straordinario: un luogo dove ogni quota restituisce un'epoca diversa e dove l'estate non è mai troppo tarda per una nuova scoperta.