L'Agenda delle Valli

Mostra a Cortina le Silenziose trame del bostrico

Inizio: 28/08/2026 dalle ore 11:00 - Fine: 28/08/2026 alle ore 12:00 - Dove: Cortina d'Ampezzo - Bl IT

CORTINA D'AMPEZZO (Belluno) - Il 28 agosto il finissage della mostra di Silvia Canton al Lagazuoi Expo Dolomiti

Le tracce del bostrico tipografo diventano opere contemporanee per raccontare la trasformazione delle foreste alpine. A 2.732 metri l’artista dialogherà con Massimo Nava, editorialista del Corriere della Sera, a partire dal volume “Cortina d’Ampezzo” pubblicato da Assouline    

Ci sono storie che il bosco racconta senza parole. Sono incise nelle cortecce, nascoste sotto la superficie degli alberi, affidate a tracce sottilissime che rischiano di scomparire insieme al legno che le custodisce. È da queste tracce che nasce “Silenziose Trame. Le intricate gallerie del bostrico tipografo”, la mostra di Silvia Canton che, dopo oltre un mese di esposizione, si prepara a concludere il proprio percorso al Lagazuoi Expo Dolomiti, a 2.732 metri di quota.

Venerdì 28 agosto alle ore 11.00, il finissage sarà l’occasione per incontrare l’artista e approfondire un progetto nel quale arte contemporanea, natura e ricerca scientifica si intrecciano per raccontare un paesaggio in trasformazione.

Da oltre tre anni Silvia Canton percorre i boschi del Bellunese e del Trentino alla ricerca delle cortecce degli abeti rossi colpiti dal bostrico tipografo. Le recupera direttamente nei boschi oppure nelle segherie, dove arrivano i tronchi infestati. Sotto la superficie della corteccia, il piccolo coleottero ha lasciato una fitta rete di gallerie: una sorta di scrittura naturale, un disegno invisibile che l’artista sceglie di preservare prima che il tempo lo cancelli. Attraverso un lungo processo di disinfestazione, pulitura e consolidamento, Canton conserva queste tracce e le trasforma. Interviene sulle cortecce con foglia metallica e altri materiali, dando vita a opere pittorico-scultoree nelle quali il segno biologico diventa materia artistica, memoria e testimonianza.

Il risultato è un racconto che parte dall’estetica ma va oltre l’estetica. Perché dietro quelle intricate geometrie si nasconde una delle trasformazioni più evidenti che stanno interessando le foreste alpine. Il bostrico tipografo (Ips typographus) è un piccolo coleottero naturalmente presente negli ecosistemi di abete rosso. La grande quantità di legname abbattuto dalla tempesta Vaia nel 2018 e condizioni climatiche favorevoli alla sua proliferazione hanno contribuito negli anni successivi alla sua diffusione su vaste aree dell'arco alpino. Le sue gallerie diventano così, nelle opere di Canton, la traccia visibile di un cambiamento molto più grande: quello di un paesaggio che evolve e di ecosistemi chiamati ad affrontare nuove condizioni.

Il finissage sarà anche l’occasione per incontrare Silvia Canton, attualmente presente con il proprio lavoro anche alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia nel Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania presso il quale è stata invitata ad esporre con una compagine di artisti internazionali nel progetto “Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation” a cura di Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin.

A dialogare con l’artista sarà Massimo Nava, editorialista del Corriere della Sera, che porterà a Lagazuoi anche “Cortina d’Ampezzo”, il volume pubblicato da Assouline, prestigiosa casa editrice internazionale specializzata in cultura, arte, lifestyle e travel di alta gamma. Un incontro che permetterà di mettere in relazione due differenti sguardi sul territorio: quello dell’arte, capace di leggere le trasformazioni più profonde della natura, e quello della narrazione, che da sempre contribuisce a costruire l’immaginario e l’identità di Cortina d’Ampezzo.

«In qualità di artista, ricomporre questo legno e permettere che venga tramandato è un atto doveroso. Le cortecce che raccolgo nei boschi sono destinate a deteriorarsi, ma raccontano una storia che appartiene a tutti noi. Trasformarle in opere significa conservarne la memoria e dare voce a un paesaggio che sta cambiando, affinché possano nascere una riflessione e una nuova consapevolezza sull’imprescindibile legame tra uomo e natura», spiega Silvia Canton.

Con il finissage del 28 agosto si chiude così il percorso espositivo di “Silenziose Trame”, ma non il racconto che la mostra ha aperto.

A 2.732 metri di quota, proprio nel cuore del paesaggio da cui quelle cortecce provengono, le sottili gallerie scavate da un piccolo insetto diventano una grande lente attraverso cui osservare il futuro delle nostre foreste. Perché a volte è proprio una traccia quasi invisibile a raccontare il cambiamento più grande.

Ultimo aggiornamento: 25/08/2026 17:21:39
28/08/2026 10:00 - 28/08/2026 17:00
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