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Settore Terziario: nel 1° trimestre 2026 a Brescia il clima in moderata flessione

Incide solo in parte la situazione in Medio Oriente

BRESCIA – Nel 1° trimestre del 2026 il clima di fiducia delle imprese bresciane attive nel settore terziario si è attestato a 112 punti, in moderata flessione rispetto a quanto rilevato nei tre mesi precedenti (118), ma poco al di sopra della misurazione relativa allo stesso periodo del 2025 (106).

A evidenziarlo sono i risultati dell’Indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Brescia riferita al periodo tra gennaio e marzo 2026. Nella foto @Confindustria Brescia, Paolo Streparava.

Prosegue, quindi, la fase di sostanziale stabilizzazione del sentiment delle realtà dei servizi, dopo i picchi sperimentati fra la fine del 2022 e i primi mesi del 2024. A riguardo, appare opportuno segnalare che la lettura del dato riferito al 1° trimestre di quest’anno risente solo in parte del deterioramento dello scenario globale determinato dalla crisi in Medio Oriente, scoppiata lo scorso 28 febbraio: è quindi verosimile che solo nei prossimi mesi si potrà avere una quantificazione più realistica delle effettive conseguenze sull’attività e sulla fiducia del settore terziario bresciano.

Quanto riscontrato in ambito locale va inserito nella più ampia evoluzione del settore a livello nazionale, dove l’indice PMI riferito al comparto dei servizi nel mese di marzo, periodo condizionato fortemente dalle ricadute negative per la domanda innescate dal conflitto nel Golfo Persico, è scivolato al di sotto della soglia di neutralità (50), per la prima volta dopo ben quindici rilevazioni consecutive positive.

“Dal nostro osservatorio confermiamo le sensazioni emerse dai dati – commenta Ivano Tognassi, presidente del settore Servizi alle Imprese e alle Persone di Confindustria Brescia –: in particolare, il 28% delle posizioni aperte oggi è proprio nel settore terziario. Registriamo Vendite / Sales / GDO al 12,0%, trainato dalla stabilità dei consumi e della rete distributiva, ICT al 9% che, a dispetto del calo di fiducia del comparto, si conferma alla ricerca di profili specializzati per non interrompere i processi di digitalizzazione, e TLC al 7%, sia per profili di impiegati che operai. Al di fuori del terziario puro, lo scenario locale si conferma dinamico sui ruoli esecutivi e specialistici. Restano sempre ricercati i profili tecnici (manutenzione meccanica, elettrica), con richieste che continuano a registrarsi anche in ambito automotive.”

“Il Settore Digitale bresciano risente del contesto incerto e deteriorato in cui le aziende clienti si trovano a competere – aggiunge Sergio Venturetti, presidente del settore Digitale di Confindustria Brescia –.
Le tecnologie digitali devono essere viste come una leva competitiva per il tessuto industriale del territorio: non comprenderlo e non aggiornarsi significa mettersi nelle condizioni di vedere allargare ulteriormente il divario con le best performer del mercato. Nel Digitale, seppur in espansione, la crescita dell’occupazione si sta contraendo, più per una questione precauzionale che per un effettivo calo della domanda. Le aziende del Digitale stanno osservando con attenzione l’evolversi delle dinamiche operative interne, impattate dall’inserimento dell’intelligenza artificiale nelle proprie procedure di lavoro; riflessioni che si riflettono sulla produttività e nella composizione della forza lavoro.”

Nel dettaglio, per quanto riguarda i giudizi espressi dalle aziende rispetto ai tre mesi precedenti:

il fatturato è aumentato per il 44% delle imprese intervistate, con un saldo positivo (+25%) tra coloro che hanno dichiarato variazioni in aumento e in diminuzione;

il portafoglio ordini evidenzia un moderato incremento (saldo netto pari a +11%);

l’occupazione registra un aumento: le aziende che hanno segnalato una crescita dei propri collaboratori sono il 21% in più rispetto a quelli che dichiarano una flessione;

i prezzi dei servizi offerti si caratterizzano per una sostanziale stabilità, ma iniziano a intravedersi i primi segnali inflattivi: per il 76% delle aziende rispondenti i prezzi non sono variati, ma il saldo netto fra aziende che dichiarano aumenti e quelle che invece segnalano diminuzioni è pari a +20%.

Nonostante il significativo clima di incertezza cha connota l’attuale fase ciclica, le prospettive per i mesi a venire appaiano nel complesso favorevoli:

il fatturato è atteso in crescita dal 50% degli intervistati, con un saldo positivo del 43% a favore degli ottimisti rispetto ai pessimisti;

i saldi riferiti al portafoglio ordini (+44%) e all’occupazione (+24%) descrivono uno scenario nel complesso incoraggiante;

i prezzi dei servizi offerti manifestano un saldo del +20%, a indicazione che, nel prossimo futuro, una fase rialzista è ritenuta quanto meno verosimile.

Con riferimento alle prospettive generali dell’economia italiana, il 61% degli intervistati prevede il sostanziale mantenimento degli attuali livelli di attività; solo il 9% si dichiara ottimista, mentre il 30% del campione esprime un orientamento più pessimistico.

LA DINAMICA PER COMPARTO

L’evoluzione complessiva dell’indice sul clima di fiducia delle imprese del settore terziario è la sintesi di dinamiche particolarmente differenziate: alla contenuta salita del comparto Consulenza e Servizi (da 118 a 121), si contrappone la flessione che ha riguardato il Digitale (da 123 e 92).
Ultimo aggiornamento: 05/06/2026 00:14

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