MALÈ (Trento) - Dal oggi, 5 giugno, a domenica 7 giugno, tra boschi, radure e crinali alpini: i partecipanti potranno sceglierenno il proprio itinerario - 5 o 50 chilometri - distribuiti su due o tre giorni. Potranno condividere lo stesso orizzonte: rallentare, spegnere il rumore urbano, risintonizzarsi su un tempo naturale. Se di giorno l’esperienza si misura in dislivelli e panorami, è al tramonto che
Highlander rivela la sua dimensione più originale. Non un semplice campo tappa, ma un villaggio temporaneo, uno spazio che prende forma ogni sera e trasforma l’evento in comunità. Gli zaini si appoggiano sull’erba, gli scarponi si allentano, le voci iniziano a intrecciarsi. Non importa da dove si arrivi o quale sia il livello di esperienza: la sera crea un territorio condiviso
(Malga Saviana foto credit Tiziano Mochen).

Attorno al fuoco, la storyteller
Lorenza Bernardi conduce un viaggio nella grande narrazione dell’avventura, intrecciando le pagine di Jon Krakauer e di Cheryl Strayed, la visione essenziale di
Henry David Thoreau e i diari di vita radicale di
Dick Proenneke. L’esperienza vuole essere un confronto collettivo su cosa significhi scegliere la natura come spazio di trasformazione personale. La musica dal vivo accompagna le conversazioni, mentre le luci soffuse del campo disegnano un perimetro intimo nel cuore della montagna. Al mattino si pratica yoga all’aria aperta: respirazione profonda, corpo che recupera, mente che si allinea al ritmo naturale del luogo. Di notte, con un astronomo, si imparano a riconoscere costellazioni e pianeti. Con le guide si entra nella foresta non come spettatori, ma come osservatori consapevoli: leggere le tracce, comprendere gli equilibri dell’ecosistema alpino, riconoscere alberi e segnali sottili del paesaggio.