BRESCIA - “L’abitare è il punto di incontro tra economia, società, ambiente e tecnologia. Non è un tema di settore: è una questione di sistema Paese”. Con queste parole il presidente di Ance Brescia, Massimo Angelo Deldossi, dopo un video emozionale e una performance d’apertura a cura dell’attrice Ippolita Baldini, ha aperto l’Assemblea generale dell’Associazione, svoltasinegli spazi di Eseb.

Un intervento netto, che ha posto al centro la necessità di un cambio di paradigma nelle politiche abitative. «Il pubblico da solo non può garantire tutte le risorse, così come il privato da solo non può sostenere la funzione sociale della casa», ha proseguito Deldossi, indicando nel partenariato pubblico-privato (Ppp) lo strumento chiave per affrontare la sfida. “Il Ppp consente di mobilitare capitali privati senza rinunciare al controllo pubblico sui risultati, mantenere una governance pubblica sugli obiettivi e integrare in modo efficiente progettazione, costruzione e gestione”.
Nella foto le imprese nuove associate premiate dai Vicepresidenti Fabio Rizzinelli, Roberto Facchetti ed Emanuele Plona e dal Presidente Massimo Angelo Deldossi (in sequenza).
L’assemblea, dal titolo “Abitare. Casa: bene sociale e infrastruttura”, ha rappresentato un momento di confronto tra imprese, istituzioni e stakeholder della filiera delle costruzioni su un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico: l’accesso alla casa. Una questione che, come evidenziato nel corso dei lavori, non può più essere considerata esclusivamente edilizia, ma una vera e propria emergenza sociale ed economica.
A fornire il quadro di riferimento è stato Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, che ha offerto una panoramica dei bisogni abitativi a livello internazionale e nazionale. Il suo intervento ha evidenziato come il tema della casa si inserisca in dinamiche economiche complesse: dall’aumento dei costi immobiliari alla difficoltà di accesso per ampie fasce della popolazione, fino al paradosso di un patrimonio edilizio in parte inutilizzato.
Un contesto che richiede politiche strutturali, sostenibili e coordinate, capaci di coniugare crescita economica e coesione sociale.
L’incontro si è concluso con una tavola rotonda che ha visto il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali ed esperti del settore – Raffaele Fitto (in videocollegamento), vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione Europea, Alessandro Morelli, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Laura Castelletti, sindaca del Comune di Brescia, Ezio Micelli, professore dell’Università Iuav di Venezia e Giordana Ferri, direttrice della Fondazione Housing Sociale e consigliere di Edera Srl –, confermando la volontà condivisa di costruire una nuova agenda dell’abitare, fondata su collaborazione, innovazione e visione di lungo periodo. Il confronto, moderato dalla giornalista del Tg5 Costanza Calabrese, ha dato ampio spazio al ruolo delle politiche europee, nazionali e locali nel contrasto alla crisi abitativa, con l’attenzione rivolta agli strumenti finanziari disponibili e alla necessità di un utilizzo più efficace delle risorse.
Un punto centrale ha riguardato la necessità di riqualificazione del patrimonio esistente, indicata come priorità strategica rispetto a una logica espansiva: non “costruire per costruire”, ma orientare gli interventi sulla base dei reali bisogni abitativi dei territori. In questa prospettiva, il tema del Piano Casa e delle politiche urbanistiche è stato richiamato come leva fondamentale per guidare lo sviluppo, favorire il recupero dell’inutilizzato e ridurre il consumo di suolo. A questo deve necessariamente affiancarsi, però, una governance più efficace e coordinata, capace di integrare i diversi livelli istituzionali e di semplificare i processi decisionali.
Il confronto ha inoltre evidenziato l’impatto crescente delle nuove tecnologie, considerate un fattore abilitante per accelerare i processi, aumentare l’efficienza e migliorare la qualità del costruito. Digitalizzazione, innovazione nei materiali e nei metodi costruttivi stanno infatti contribuendo a ridefinire tempi, costi e modalità di intervento. Un passaggio condiviso, infatti, ha riguardato anche l’evoluzione del “prodotto casa”, che oggi non è più quello del passato: cambiano le esigenze delle persone, i modelli familiari, le modalità di lavoro e gli stili di vita. Di conseguenza, cambia anche la domanda abitativa, che richiede soluzioni più flessibili, sostenibili e integrate con i servizi.
Non è mancato il focus sull’accessibilità economica, con l’evidenza che la difficoltà di accesso alla casa riguarda oggi una platea sempre più ampia, includendo giovani, famiglie e lavoratori. Da qui l’urgenza di rafforzare le politiche per l’housing sociale e sviluppare nuovi modelli di offerta.
In questo quadro di profonda trasformazione del settore e delle sue responsabilità, emerge con forza un ripensamento del ruolo stesso della filiera delle costruzioni. “Il ruolo del costruttore – sottolinea Deldossi – è profondamente cambiato: non siamo più solo esecutori, ma partner nella creazione di valore pubblico”. Un messaggio che sintetizza l’esito dell’Assemblea: la casa come leva strategica per lo sviluppo del Paese, da affrontare con visione condivisa, strumenti innovativi e una rinnovata alleanza tra pubblico e privato.