PRESSANO (Trento) - La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione (16-24 maggio) viene promossa dall’ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sul ruolo ambientale, economico e di protezione civile delle infrastrutture idrauliche. Protagonista dell’edizione 2026 della manifestazione è il tema “L’acqua coltiva la pace” a conferma del forte legame che intercorre fra la salvaguardia della risorsa idrica, la produzione del cibo e l’implementazione di politiche economiche coerenti con un modello di sviluppo non conflittuale, improntato al dialogo e alla cooperazione fra le nazioni.

In occasione della Settimana Nazionale, il Consorzio Trentino di Bonifica, ente aderente all’ANBI, ha promosso un momento di approfondimento e di riflessione dedicato ai nuovi progetti inerenti all’irrigazione di precisione. L’incontro, dal titolo
“Agricoltura, acqua e innovazione: il ruolo del Consorzio Trentino di Bonifica” si è tenuto presso la Cantina Cesconi di Pressano sulle Colline Avisiane vicino a Lavis.
“L’innovazione tecnologica applicata all’irrigazione rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per affrontare la crescente variabilità climatica e gestire in modo sostenibile la risorsa idrica. In questa direzione il CTB ha adottato soluzioni avanzate per migliorare l’efficienza dei sistemi irrigui al servizio dell’agricoltura del territorio”. Ha affermato in apertura dell’incontro Luigi Stefani, Presidente del Consorzio Trentino di Bonifica che ha aggiunto: “Tutti gli impianti gestiti dal Consorzio sono dotati di
sistemi di irrigazione a goccia, che consentono di distribuire l’acqua direttamente alla base delle piante, riducendo gli sprechi e garantendo che la risorsa venga utilizzata
solo dove serve e quando serve. L’acqua proviene in gran parte da
pozzi situati lungo il fondovalle dell’Adige, e il Consorzio presta particolare attenzione alla
tutela della falda, monitorandone costantemente qualità e quantità”.
“Negli ultimi anni – ha aggiunto il direttore dell’ente Michele Bernabè – il CTB ha realizzato diversi impianti dotati di
sonde per il controllo dell’umidità del terreno (tensiometri) e di
stazioni meteorologiche, installati grazie a finanziamenti nazionali del
Ministero dell’Agricoltura (MASAF) che hanno coperto il
100% dei costi. I sistemi sono attivi nelle aree di
Nave San Rocco, Grumo–San Michele all’Adige, Maso Callianer a Lavis e Mezzocorona. Le sonde consentono di monitorare l’umidità del suolo e di attivare l’irrigazione solo quando necessario. I dati raccolti stanno inoltre creando una base informativa sempre più preziosa che, con il supporto degli agronomi, permette di elaborare
strategie irrigue più efficienti. I sistemi possono anche integrare le
previsioni meteorologiche a 24–48 ore, sospendendo l’irrigazione quando sono previste precipitazioni. L’ottimizzazione dell’irrigazione comporta anche un
risparmio energetico significativo, perché riduce le ore di funzionamento delle pompe. Questo si traduce in
minori costi di gestione del servizio irriguo, con benefici concreti per le aziende agricole”.
Parallelamente il Consorzio sta completando la realizzazione di
nuovi impianti irrigui a
Chizzola di Ala, Pressano, Ischiello di Lavis e Mattarello, anch’essi finanziati dal MASAF per un importo complessivo di 11 milioni di euro con copertura integrale della spesa. Alcuni lotti entreranno in funzione già nel
2026, mentre il completamento è previsto entro il
2027.
I nuovi sistemi saranno dotati di sonde, automazione e tecnologie avanzate per il monitoraggio delle pompe e dei volumi erogati nelle diverse zone irrigue, organizzate per colture omogenee – principalmente vite e melo – e caratteristiche del suolo.
Per questi impianti il Consorzio ha scelto volutamente di coinvolgere diverse aziende tecnologiche, così da poter sperimentare sul campo soluzioni differenti, valutare le applicazioni più efficaci e favorire una sana concorrenza in un settore dove l’innovazione evolve molto rapidamente.
Marco Bezzi, direttore commerciale di WiseConn, l’azienda incaricata della realizzazione dell’impianto di Pressano, ha ricordato l’importanza dell’utilizzo delle sonde di monitoraggio dell’umidità del terreno che, integrando i dati agronomici con le caratteristiche dell’impianto (pressione e livelli), consente l’ottimale utilizzo della risorsa idrica rispettando sia il fabbisogno della pianta, sia le esigenze di risparmio della materia prima.
“Quello del CTB – ha affermato Gianluca Barbacovi, Presidente di Coldiretti Trento – è un modello da esportare in tutta la provincia al fine di garantire una riserva idrica essenziale sia per l’agricoltura di montagna, sia per l’intera comunità trentina”.
Nel corso della mattinata sono stati ricordati gli altri interventi portati a termine del CTB fra i quali quello della Valle di Gresta, dove sono stati realizzati 300 ettari di irrigazione con alcuni bacini utilizzati anche per rafforzare la rete idrica locale ed il sistema antincendio e di protezione civile per un investimento di 11,2 milioni di euro ai quali si sono aggiunti altri 500.000 euro da parte della Provincia autonoma di Trento. Attualmente l’opera viene sottoposta al collaudo in vista dell’avvio dell’utilizzo degli impianti irrigui previsto per la prossima estate.
Oltre ai due lavaggi per mezzi agricoli realizzati negli ultimi anni a Mezzocorona e Lavis, il Consorzio Trentino di Bonifica sta inoltre progettando altri interventi di irrigazione nei territori di Volano e Rovereto per un investimento di 8 milioni di euro per i quali si stanno definendo le modalità di finanziamento. Un altro progetto irriguo importante è infine quello previsto sulle pendici del monte Baldo, fra i comuni di Mori e Brentonico, che vede il coinvolgimento dei Consorzi di Miglioramento Fondiario di Crosano, Cazzano, Besagno e dello stesso Brentonico, per un’estensione irrigua di altri 300 ettari.
Le attività di bonifica e di manutenzione del territorio portate avanti dal CTB proseguono intanto a ritmo battente attraverso la pulizia della rete di 178 chilometri di rogge e canali di scolo dove di accumulano le acque provenienti delle montagne circostanti la valle dell’Adige. Al reticolo idrico del fondovalle si aggiungono i 28 impianti di sollevamento posizionati lungo l’intero fondovalle atesino dove sono attive 72 pompe pronte ad entrare in funzione per convogliare nel fiume l’acqua in eccesso proveniente dalle campagne.
Fra le altre attività è stato inoltre ricordato che il CTB ha aderito al progetto IRRITRE della Provincia autonoma di Trento, mettendo a disposizione i dati raccolti dai propri impianti e dalle stazioni meteo. Queste informazioni saranno utilizzate per analisi avanzate e per lo sviluppo di modelli previsionali e applicazioni basate anche sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rendere l’irrigazione sempre più precisa ed efficiente.
L’introduzione di queste tecnologie richiede anche un cambio di mentalità nella gestione dell’acqua in agricoltura. Le nuove generazioni di agricoltori sono spesso più sensibili nell’adottare strumenti digitali e sistemi di irrigazione di precisione, mentre per alcune realtà più tradizionali il passaggio richiede tempo e accompagnamento. Proprio per questo il Consorzio punta a sviluppare progetti dimostrativi e raccolta di dati, per supportare il settore agricolo nell’adattarsi alle sfide poste dal cambiamento climatico.