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Tanti dubbi sulla riapertura delle funivie, i sindacati trentini insistono: “Servirà distanziamento sociale”

giovedì, 14 maggio 2020

Pinzolo – “Il comparto funiviario ha bisogno di risposte”. L’appello è dei sindacati: ad oggi non si hanno informazioni sulla ripartenza né sulle misure che dovranno essere adottate per garantire la necessaria sicurezza a lavoratori e turisti. Se si pensa, come è nelle cose, di riattivare gli impianti non ci si può trovare impreparati né si può lasciare spazio all’improvvisazione. Da qui la richiesta della Filt del Trentino di aprire in tempi rapidissimi un confronto con Anef e la Provincia di Trento. A differenza dei sindacati però, gli operatori non sono convinti delle misure di distanziamento sociale che sarebbero insostenibili.

“Tra un mese o poco più, in anni normali pre Covid-19, la montagna inizierebbe ad animarsi con la comparsa dei primi turisti, l’apertura dei rifugi alpini e degli impianti funiviari. Oggi c’è un totale il clima di incertezza – dice il segretario provinciale Stefano Montani – e la preoccupazione tra i lavoratori, soprattutto tra i moltissimi stagionali, è grande”.

Non è ancora stato definito un protocollo condiviso per la riapertura al pubblico degli impianti né ci sono linee guida che permettano di operare in sicurezza. “Sarebbe il caso si iniziasse almeno a discuterne a livello locale, visto che la nostra provincia in questo settore è tra i principali attori nazionali”.

Intanto molte società hanno iniziato la manutenzione, ma non hanno un orizzonte certo sulla riapertura e su come potranno riorganizzare il servizio. “Aspetto questo che ci preoccupa soprattutto da un punto di vista occupazionale. Seppur in percentuale minore rispetto alla stagione invernale, vi sono parecchi lavoratori stagionali che attendono di sapere quale sarà il loro futuro lavorativo”.

Non ci sono dubbi sul fatto che la ripartenza dovrà avvenire in sicurezza. Per il sindacato “il trasporto a fune dovrà rispettare la distanza interpersonale, funivie e cabinovie avranno certamente una capacità di imbarco ridotta rispetto a tempi normali, sarà d’obbligo la mascherina per clienti e lavoratori, gel a disposizione e sanificazione di locali di attesa e mezzi”.

Su questo punto manca l’uniformità di idee: le misure comportano costi ulteriori e la loro efficacia è tutt’altro che assicurata, come dimostrato dai weekend sulla neve di inizio marzo. La sensazione crescente è che senza un ritorno alla normalità, tutti andranno a perderci: aziende, lavoratori, turisti e tutta l’economia locale.

Le file andranno regolamentate e sulle seggiovie, se quadriposto, si presume si salirà al massimo in due con i posti centrali liberi. “Intanto abbiamo una serie di proposte su cui avviare il confronto, ma non possiamo perdere molto tempo – prosegue Montani. Vanno trovate soluzioni condivise che permettano una riapertura nella massima sicurezza per lavoratori e turisti e che pongano le fondamenta per il vero esame che sarà rappresentato dalla prossima stagione invernale dove gli ammassamenti, seppur non nelle forme degli anni precedenti, potrebbero riproporsi e dovranno invece essere evitati”.

Resta aperta anche la questione dei lavoratori stagionali che a causa della crisi potrebbero non essere riassunti. “Va garantito un sostegno al reddito anche in questa eventualità. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno, nè perdere professionalità fondamentali per la gestione del comparto”, conclude il segretario della Filt trentina.



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