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Danni del lockdown, i dati ISPAT in Trentino

giovedì, 3 giugno 2021

Passo Tonale – Nel 2020 il lockdown e la crisi economica conseguente hanno colpito in maniera forte la creazione di ricchezza in Trentino, mentre gli investimenti sono scesi meno del resto del Paese grazie al sostegno pubblico. Sono alcuni dei dati che emergono dalla stima anticipata del Pil elaborata dall’Istituto di statistica della Provincia di Trento (ISPAT).

Se si considera il Prodotto interno lordo provinciale, secondo il rapporto dell’Ispat uscito oggi, il calo del 2020 sul 2019 dovrebbe attestarsi sul 9,8%. Il calo del Pil superiore a quello nazionale, che dovrebbe fermarsi a -8,9%, è dovuto al fatto che il settore turistico incide fortemente sull’economia provinciale e ha subito pesantemente i contraccolpi dovuti alla chiusura delle attività e alle restrizioni sugli spostamenti tra regioni e Stati. E il vicino Alto Adige che ha un comparto turistico ancora più importante, infatti, dovrebbe vedere il Pil 2020 calare dell’11,3%.

Colpita anche la spesa delle famiglie, con l’emergenza sanitaria che ha modificato in modo significativo i comportamenti di consumo – spiega l’Ispat – con la riduzione degli acquisti di beni durevoli e quelli di servizi a causa delle restrizioni introdotte.

L’estrema incertezza ha condizionato negativamente la propensione ad investire. A livello nazionale la flessione degli investimenti è stata pari all’8,7% (di cui un -6,1% in costruzioni e un -14,7% in impianti, macchinari e mezzi di trasporto), mentre “relativamente meno severa viene stimata la caduta degli investimenti in Trentino grazie alle misure pubbliche locali” sottolinea l’Ispat. Gli investimenti fissi lordi si stima siano calati in termini reali del 5,9% nel 2020 in Trentino. A evitare un crollo più severo, il fatto che nel 2020 i contributi agli investimenti alle imprese sono cresciuti del 19,4% e gli investimenti fissi lordi della pubblica amministrazione in Trentino sono aumentati del 4,7%.

L’effetto sul mercato del lavoro del Covid si materializza in un tasso di disoccupazione cresciuto moderatamente, passato in Trentino dal 5% al 5,3% tra 2019 e 2020, mentre il numero di occupati è calato dell’1,4%, dati che, però, risultano influenzati da misure pubbliche quali la cassa integrazione guadagni e il blocco dei licenziamenti.

“I dati del 2020 elaborati dall’Ispat – spiega l’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli – evidenziano come quello passato sia stato un anno molto difficile, con alcuni settori come quello del turismo, della ristorazione e dei pubblici esercizi che ha subito dei contraccolpi pesantissimi. La Provincia ha messo in campo una serie di misure per sostenere imprese e lavoratori colpiti dalla crisi Covid nella certezza che dopo la recessione, ci sarebbe stato il tempo della ripresa. In questa fase finale del primo semestre 2021 si intravvedono dei segnali di recupero dell’economia, con alcuni settori che stanno crescendo, mentre quelli più colpiti guardano con maggior ottimismo al futuro, grazie al fatto che la situazione dei contagi sta permettendo aperture e riduzione delle restrizioni. Come Provincia, come dimostra l’avvio delle domande sui sostegni alle imprese e agli stagionali, continuiamo a sostenere l’economia per permetterle di agganciare la ripresa in arrivo”.



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