-

Welfare, impresa, laboro: il messaggio di Giuseppe Toniolo

Il convegno dal titolo “WELFARE. IMPRESA. LAVORO”, l’attualità del messaggio di Giuseppe Toniolo nell’era digitale e dell’AI”, si è concluso ieri sera, venerdì 27 febbraio, presso Cantine Ferrari, che hanno accolto un numeroso e interessatissimo pubblico di imprenditori, professionisti, soci e ospiti di UCID Trento.

Un parterre di ospiti che hanno affrontato i temi maggiormente significativi di questa nostra epoca. Ha introdotto l’evento il Presidente di UCID Trento Dott. Sandro Zeni che ha sottolineato:

Ci apprestiamo a vivere un cambiamento epocale, tanto quanto lo fu l’epoca della rivoluzione industriale che portò ad un cambiamento delle relazioni fra le classi sociali. L’attuale, a differenza della precedente, è una rivoluzione che non cambia solamente le condizioni fisiche delle persone, le relazioni e sposta gli aspetti sociali, ma interviene anche sul fronte cognitivo delle persone con risvolti non prevedibili, al momento. Noi imprenditori cristiani abbiamo il compito di approfondire e comprendere come far evolvere le nostre imprese, tenendo conto di questa nuova frontiera, senza tradire i nostri valori e la nostra identità.”

La sopravvivenza all’impatto dell’AI sarà il Coltivare il Pensiero Critico
In sintesi, UCID Trento ha lanciato un messaggio chiaro: l'intelligenza artificiale non deve essere un oracolo a cui affidarsi fideisticamente, ma una risorsa da governare con spirito critico.
Come insegnava Toniolo, la fede e i precetti cristiani devono restare al centro dell'agire economico, per garantire che il futuro sia ancora a misura d'uomo e che la società garantisca una vita di relazione, di produttività e di equità e per garantire agli essere umani di mantenere ed evolvere un diverso modo di essere comunità, non solo per il bene comune.

Una esplorazione complessa del cambiamento in atto
La caratteristica di questo evento è stata la possibilità di un confronto fra diversi e specifici punti di vista differenti, grazie al team di esperti coinvolti: Prof. Ernesto Preziosi, che ha illustrato l’origine e il pensiero di Giuseppe Toniolo, il Prof. Manlio d’Agostino Panebianco, specialista degli impatti della tecnologia Ai e della scurezza dei dati a confronto con il Prof. Franco Cesaro, esperto di relazioni all’interno delle imprese familiari. Particolarmente interessante le riflessioni proposte dalla Prof.ssa Roberta Cuel della Università di Trento ed esperta di organizzazione aziendale e selezione delle nuove generazioni che entreranno in azienda. Non potevano mancare le riflessioni rispetto al mondo spirituale e teologico cristiano a cura del Prof. Don Bruno Tomasi, Teologo e Assistente Ecclesiastico UCID Trento e di S.E.R. Mons. Luigi Bressan, Arcivescovo Emerito di Trento, che hanno messo a nudo la tensione tra l’efficienza dell’Intelligenza Artificiale e la necessità di preservare la dignità e la libertà individuale. Tutto magistralmente condotto dal Direttore di Telepace Trento, Dott. Fabrizio Paternoster.

Mettere la tecnologia al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio della tecnologia.
È questa la sfida lanciata dall’UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) di Trento durante l’importante convegno tenutosi presso le Cantine Ferrari. Un incontro nato per riflettere sull'attualità del messaggio di Giuseppe Toniolo in un’epoca, la nostra, segnata da trasformazioni strutturali e digitali che ricordano, per intensità e impatto sociale, il paradigma di fine Ottocento.

L’innovazione consapevole: l’esempio della terra
Ad aprire i lavori è stata la Dott.ssa Camilla Lunelli, che ha portato la testimonianza di una realtà storica come le Cantine Ferrari, capace di restare fedele alle proprie radici pur aprendosi con coraggio alla modernità. Lunelli ha rivelato come siano in corso sperimentazioni avanzate con l’Intelligenza Artificiale applicata alla viticoltura, specificamente per la selezione di uve di altissima qualità. "La tecnologia deve essere uno strumento al servizio dell'eccellenza e dell'uomo," ha affermato, sottolineando come l’impatto di questi mezzi dipenda esclusivamente dall’uso etico che se ne fa.

Giuseppe Toniolo: Il Maestro che liberò i cattolici dall'afasia
Il Professor Ernesto Preziosi (Storico dell’Istituto G. Toniolo di Milano) ha tratteggiato la figura di Giuseppe Toniolo, beatificato nel 2012, come un esempio luminoso di "vocazione laicale". Toniolo dimostrò con la sua vita che la santità non è un traguardo irraggiungibile: "Basta fare la volontà di Dio," diceva, e lui lo fece in ogni ambito, da quello familiare a quello accademico.
La sua scelta dell’insegnamento fu una missione sociale, culminata nel 1908 con il suo celebre Trattato di Economia Sociale.
In un’epoca di forti conflitti, Toniolo ebbe l’intuizione di aprire la strada a forme sindacali miste, composte da lavoratori e imprenditori, proprio per osteggiare la lotta di classe e cercare un punto d'incontro nel bene comune. Si batté con vigore per il riposo festivo, la tutela del lavoro femminile e minorile e la creazione di sistemi mutualistici. Convinto che i credenti dovessero essere preparati per non perdere il contatto con le masse popolari, Toniolo fu il vero precursore dell’Università Cattolica. Come maestro, le sue intuizioni hanno avuto il merito storico di "liberare i cattolici dall’afasia", restituendo loro voce e ruolo nella società.

Dalla materia al bit: Il rischio della tecnocrazia
Il Professor Manlio d’Agostino Panebianco (Advanced Strategic AI Governance Advisor) ha tracciato un parallelo tra la seconda rivoluzione industriale vissuta da Toniolo e la quarta rivoluzione che stiamo affrontando. Viviamo un passaggio epocale dalla società tangibile a quella immateriale, dove l’interconnessione continua tende ad appiattire e annullare i valori tradizionali.
Panebianco ha sollevato una questione critica: "Il tempo oggi è un fattore poco sostenibile rispetto alla persona umana. La tecnologia ha una velocità eccessiva che contrasta con i ritmi dell'uomo e genera errori".
In questo scenario, la nostra generazione si trova in difficoltà: abbiamo giovani con grandi competenze tecnologiche ma privi di consapevolezza critica, e genitori incapaci di insegnare i rischi di strumenti che non comprendono appieno. “L'Intelligenza Artificiale va dunque governata: non possiamo permettere che la democrazia si trasformi in una tecnocrazia dove i dati gestiscono la nostra identità. È fondamentale rivendicare il controllo dei propri dati, l’importanza del riposo e il diritto alla disconnessione, perché il pensiero critico ha bisogno di tempo per sedimentare.”


La solitudine iper-connessa e il nuovo contratto psicologico
La Professoressa Roberta Cuel (Università di Trento) ha analizzato come la tecnologia impatti sulla cultura delle organizzazioni. “Sebbene viviamo costantemente "in rete", il risultato è spesso un isolamento individualista. Delegare tutto allo strumento tecnologico porta a "distorsioni cognitive" e a quelle che in gergo vengono chiamate allucinazioni dell'IA, ovvero le fake news.”
Questa velocità forzata cambia il modo di lavorare, rendendolo spesso controproducente. “I giovani sono sempre connessi, ma paradossalmente chiedono di lavorare meno e con più flessibilità. Questo sta cambiando il contratto psicologico del lavoro: non c’è più il legame di una volta con l’azienda e i giovani continuano a cambiare realtà lavorativa, cercando un senso che la sola tecnologia non può offrire. E questo porta a un turnover aziendale che indebolisce la cultura d’impresa tradizionale.”
La Professoressa Cuel, tornando sul tema tecnico-etico, ha poi evidenziato un rischio sottile dell’IA: “Raccogliendo dati da fonti non rintracciabili, l’algoritmo mette insieme culture diverse considerandole uguali. Questo produce un appiattimento totale, dove ogni documento viene accettato come vero e di pari valore, annullando le specificità.”

PMI e crisi demografica: Chi si occuperà del futuro?
Il Professor Franco Cesaro ha scosso la platea con dati impietosi: i due terzi delle imprese familiari non superano la seconda generazione, e solo il 9% arriva alla terza. Mentre molti consulenti cercano di salvare le imprese, Cesaro si concentra sulle famiglie e sui giovani.
I giovani oggi soffrono di un profondo problema di comunicazione: hanno paura di fallire, di essere diversi e di non essere accettati.
"L’80% delle start-up chiude entro due anni perché fare impresa è una scelta di vita e un mestiere che richiede relazioni nel mondo reale, non in quello virtuale," ha spiegato Cesaro.
Ma la domanda più profonda è un'altra: “Ha senso pianificare passaggi generazionali se sono scomparsi i bambini? In un mondo senza figli, mancano i "Maestri" e si perde la capacità di essere creativi e generativi”.

Chi si occuperà delle piccole imprese che hanno ancora voglia di provarci? “L’Intelligenza Artificiale è uno strumento meraviglioso e potente, ma non può sostituire il pensiero. Oggi più che mai, l’uomo deve coltivare il pensiero critico, recuperando la figura del Maestro e la capacità di essere realmente creativi. Solo così la tecnologia rimarrà un mezzo e l'uomo tornerà a essere il fine”.

La visione Cristiana e l'appiattimento dell'IA
Il contributo teologico di Don Bruno Tomasi e di S.E.R. Mons. Luigi Bressan ha richiamato l'uomo alla sua natura di essere sociale, definito dalle relazioni con Dio e con il prossimo. L’uomo ha il compito di custodire il Creato e, nonostante il degrado morale, possiede la capacità di distinguere il bene dal male. Tuttavia, perseguire il bene nell'era digitale richiede sacrificio e abnegazione.
Ultimo aggiornamento: 28/02/2026 14:50:49

ULTIME NOTIZIE