-
Martedì 3 novembre 2026
"La Giunta riduce le politiche per la casa ad una lotteria"
Cgil Cisl Uil: "Di fronte ad un’emergenza servono misure strutturali, non click day"
TRENTO - “Di fronte all’emergenza abitativa che pesa sul Trentino non si possono mettere in atto misure come quella dell’ultimo bando casa. Né più né meno di una lotteria dove l’unica discriminante, a parità di requisiti, è il fattore fortuna. E’ un esempio di pessima declinazione della nostra Autonomia”. Usano toni duri Cgil Cisl Uil, commentando le modalità dell’ultimo bando casa che nella notte tra il 1° e il 2 novembre ha tenuti inchiodati davanti al PC centinaia di giovani e famiglie speranzose di arrivare per primi per guadagnare il sostegno economico. “Se prendiamo atto che esiste un problema casa importante sul nostro territorio, come sembra avere consapevolezza anche l’assessore Marchiori, allora bisogna costruire politiche strutturali stabili e di lungo periodo per rispondere a questo bisogno, sulla base di criteri equi e stanziando le necessarie risorse – fanno notare Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Largher -. La casa è un bene importante e le spese relative ad acquisto e affitto incidono in modo pesante e crescente sui redditi delle famiglie. Avere politiche strutturali vuol dire mettere in atto anche misure che contrastino l’impoverimento di fasce sempre più ampie della nostra comunità e che ne rafforzino la tenuta sociale. Dall’Autonomia ci attendiamo maggiore capacità di programmazione e innovazione. Esiste poi un tema legato alla quantità delle risorse stanziate. E’ evidente a questo punto, visto il numero delle domande che resteranno insoddisfatte, che le cifre messe a disposizione non sono sufficienti.
C’è infine un altro aspetto che lascia perplessi: la retroattività del bando. La possibilità di accedere al contributo anche per chi ha acquistato casa a partire dal 1° gennaio 2026, introdotta attraverso un emendamento della maggioranza nell’ultima legge di assestamento, solleva una questione di fondo: quale funzione incentivante può avere un contributo riconosciuto anche a chi ha già effettuato l’acquisto? In questo modo lo strumento rischia di perdere la sua natura di sostegno a una scelta abitativa e di trasformarsi in un bonus riconosciuto a posteriori, senza incidere realmente sulle decisioni di acquisto delle famiglie.
Biada (Fdi): “Servono misure strutturali e certezze per le famiglie, non bandi a singhiozzo”
"Il sostegno alla prima casa non può dipendere dalla fortuna di acquistare un'abitazione nel periodo giusto.
Le famiglie devono poter programmare un investimento così importante contando su strumenti chiari e continuativi.
Oggi, attraverso una question time in Consiglio provinciale, ho sollevato alcune criticità relative al nuovo bando provinciale per l'acquisto della prima casa.
In particolare, ho evidenziato come lo strumento di sostegno, che riconosce contributi anche per gli acquisti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026, lasci esclusi coloro che hanno acquistato un'abitazione tra settembre e dicembre 2025.
Nella sua risposta, l'assessore Marchiori ha richiamato i limiti alla retroattività dei bandi e la necessità di garantire la copertura finanziaria per eventuali interventi continuativi.
Il problema è proprio il sistema con cui vengono assegnati questi contributi. Da una parte vengono sostenuti acquisti già effettuati, anche da chi non aveva programmato un contributo pubblico. Dall'altra rimangono escluse famiglie che avrebbero potuto beneficiare di un sostegno concreto per affrontare l'acquisto della propria abitazione.
Sia chiaro, non sono contrario al sostegno riconosciuto a chi ha già acquistato casa. Ogni intervento a favore delle famiglie è positivo. Quello che contesto è un sistema che, attraverso finestre temporali e risorse limitate, rischia di creare disparità di trattamento.
L'elevato numero di domande presentate nel primo giorno di apertura del bando e l'insufficienza delle risorse disponibili dimostrano inoltre la necessità di ripensare i criteri di assegnazione.
Come ho sostenuto più volte, gli interventi provinciali per la prima casa, sia per l'acquisto che per la ristrutturazione, dovrebbero diventare misure strutturali e non essere affidati esclusivamente a bandi occasionali, il cui esito è determinato da una sorta di lotteria del click day. Acquistare o ristrutturare un'abitazione è una scelta che richiede tempo, valutazioni economiche e spesso l'accensione di un mutuo che impegna una famiglia per molti anni. Non può essere condizionata dall'incertezza sull'uscita di un bando o dall'esaurimento delle risorse.
Ritengo quindi necessario valutare una soluzione anche per gli acquisti effettuati negli ultimi quattro mesi del 2025 e rivedere i criteri di accesso ai contributi, affinché le risorse pubbliche possano sostenere in maniera più efficace, attraverso criteri chiari e stabili nel tempo.
La casa, insieme alla famiglia, rappresenta un elemento fondamentale per il futuro dei nostri territori. Il sostegno pubblico deve accompagnare queste scelte, offrendo prospettive concrete e non creando ulteriori incertezze. È su questo che dobbiamo lavorare". Questo il commento del Consigliere Daniele Biada Presidente Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia.
Ultimo aggiornamento:
03/11/2026 19:48