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Il rientro dei professionisti trentini: approvata la mozione di Bosin

Nel pomeriggio l’esame della mozione di Kaswalder sulla viabilità di Vigolo Baselga

TRENTO - Dopo un minuto di silenzio chiesto dal presidente Claudio Soini, in ricordo dei caduti di guerra e dell’alluvione del ‘66, di cui ricorre oggi, 4 novembre, il sessantesimo anniversario, la seduta del Consiglio provinciale è ripresa con la discussione delle mozioni all’ordine del giorno. Il dibattito si è concentrato per quasi l’intera mattinata sul documento di Maria Bosin che, con una formulazione concordata, interamente sostitutiva, propone incentivi per favorire il rientro dei professionisti trentini dall’estero. Una mozione che ha fatto emergere tutte le perplessità delle minoranze che, pur riconoscendo l’urgenza del problema affrontato dal documento, hanno giudicato la misura poco o per nulla impattante, se non addirittura rischiosa ed impari. Il documento è stato infine approvato con 14 astensioni. I lavori sono poi proseguiti con l’esame della mozione 413 del consigliere Walter Kaswalder sulla variante alla SS45 bis per alleggerire il traffico a Vigolo Baselga. L’assessore Tonina ha annunciato un emendamento: se ne riparlerà alla ripresa, nel pomeriggio.


Mozione 367 Maria Bosin (PATT) (approvata in forma emendata)
Incentivi per favorire il rientro dei professionisti trentini dall’estero

Favorire il ritorno in Trentino di laureati e professionisti che hanno maturato esperienze lavorative all’estero, valorizzandone le competenze e contribuendo a contrastare la carenza di personale nella pubblica amministrazione e nella sanità. È l’obiettivo della mozione 367 di Maria Bosin, il cui testo è stato interamente sostituito da un emendamento. La proposta richiama il fenomeno della fuga dei cervelli e le difficoltà di reclutamento degli enti locali e dell’Azienda sanitaria, prevedendo un incentivo economico al rientro, indicativamente quantificato in 30 mila euro. Il dispositivo impegna la Giunta a impartire ad APRAN le direttive necessarie per definire, nell’ambito delle risorse già stanziate con l’assestamento di bilancio 2026, una misura destinata ai professionisti che, dopo almeno tre anni di lavoro all’estero, rientrino per assumere servizio nel sistema pubblico provinciale o nell’ASUIT, previo superamento di un concorso o di una selezione pubblica. Tra i requisiti richiesti figurano la precedente residenza in Trentino per almeno tre anni e il conseguimento sul territorio provinciale di un diploma di scuola superiore o di un titolo universitario. La mozione prevede inoltre un vincolo di permanenza in servizio di almeno cinque anni, accompagnato da un sistema di restituzione progressiva dell’incentivo e di penalità in caso di cessazione anticipata del rapporto di lavoro.
L’assessore Mario Tonina, intervenuto in sostituzione del vicepresidente Spinelli, ha espresso parere favorevole alla mozione, sia nelle premesse sia nel dispositivo, sottolineando il lavoro di condivisione che ha accompagnato la definizione del testo nella forma emendata. La proposta, ha osservato, si inserisce nell’indirizzo politico-amministrativo già intrapreso dalla Giunta per favorire l’attrattività del settore pubblico e sanitario, oggi particolarmente bisognoso di personale qualificato, e valorizzare il rientro di professionisti che hanno maturato competenze ed esperienze all’estero. Tonina ha evidenziato come questo obiettivo abbia già trovato un primo riconoscimento nel quadro normativo provinciale e debba ora tradursi anche sul piano contrattuale, attraverso gli strumenti necessari a dare concreta attuazione alle misure previste.
Filippo Degasperi (Onda) ha espresso una posizione nettamente contraria alla mozione, giudicando gli incentivi economici al rientro dei professionisti inefficaci e potenzialmente distorsivi. A suo avviso, il problema non è richiamare chi è emigrato, ma creare le condizioni perché i giovani non siano costretti ad andarsene. Ha criticato le politiche economiche della Giunta, richiamando la debole crescita del Trentino, il basso potere d’acquisto, le retribuzioni insufficienti e gli elevati costi delle abitazioni. Senza interventi strutturali su salari, casa, qualità del lavoro e sviluppo economico, ha concluso, anche un incentivo di 30 mila euro rischia di non produrre risultati significativi.
Michele Malfer (Campobase) ha apprezzato l’iniziativa di Bosin, sottolineando tuttavia la necessità di inserire il tema del rientro dei giovani in una strategia più ampia di politiche integrate. Ha ricordato che ogni anno circa 1.100 persone lasciano il Trentino, prevalentemente giovani e spesso con un’elevata qualificazione, mentre i rientri sono motivati soprattutto da ragioni familiari e solo in misura minore da opportunità lavorative. Pur condividendo il principio degli incentivi, ha giudicato insufficienti le risorse stanziate e parziale uno strumento che non affronti le criticità strutturali: retribuzioni basse, precarietà, difficoltà di accesso alla casa e scarse prospettive di autonomia. Ha quindi auspicato un cambio di paradigma, con politiche capaci di coinvolgere realmente le nuove generazioni e di valorizzare le eccellenze del territorio, dall’università alla ricerca. L’obiettivo, ha concluso, deve essere quello di trattenere, attrarre e valorizzare i giovani, rendendo il Trentino un laboratorio di politiche generazionali.
Mirko Bisesti (Lega) ha espresso apprezzamento per la mozione, ritenendola coerente con l’obiettivo di rendere il Trentino più attrattivo per i giovani e per i professionisti qualificati. Replicando a Degasperi, ha contestato la rappresentatività della classifica sul potere d’acquisto che collocherebbe il Trentino agli ultimi posti in Italia, pur riconoscendo le difficoltà legate al costo delle abitazioni. Ha quindi richiamato una frase attribuita al Dalai Lama: “Dona ali per volare, radici per tornare, ma soprattutto motivi per restare”, sottolineando la necessità di agire contemporaneamente su tre fronti: trattenere i giovani trentini, favorire il rientro di chi ha maturato esperienze all’estero e attrarre nuove professionalità. Ha difeso lo stanziamento di un milione di euro previsto dalla manovra, considerandolo un investimento capace di generare ricadute positive in termini di competenze, innovazione e sviluppo. Gli incentivi, ha concluso, devono inserirsi in un sistema più ampio di opportunità, che comprenda salari adeguati e politiche per la crescita del territorio.
Per fatto personale, Filippo Degasperi (Onda) è intervenuto per precisare le fonti dei dati contestati da Bisesti. Ha richiamato un’analisi del Sole 24 Ore, basata sui prezzi rilevati dai portali immobiliari, che colloca il Trentino-Alto Adige al primo posto per il costo delle abitazioni, con una media di 373 mila euro per 100 metri quadrati. Ha inoltre citato una statistica ministeriale che pone il Trentino al 98° posto per potere d’acquisto, un rapporto del CNEL che lo colloca al penultimo posto per crescita delle retribuzioni e i dati provinciali sull’andamento del PIL. Ha infine puntualizzato che la mozione non riguarda specificamente i giovani, ma i professionisti, potenzialmente anche già affermati e con retribuzioni elevate.
Lucia Coppola (AvS) ha espresso forti perplessità sulla mozione, giudicando l’incentivo economico al rientro troppo circoscritto a una categoria di professionisti già qualificati e potenzialmente in condizioni privilegiate. Ha sostenuto che le risorse dovrebbero essere destinate prioritariamente a interventi strutturali per i giovani, anche meno qualificati, che incontrano difficoltà nell’accesso al lavoro e nell’acquisizione dell’autonomia economica.
Tra le priorità indicate, l’aumento delle retribuzioni d’ingresso, il sostegno agli affitti, il potenziamento delle borse di studio e delle opportunità per giovani ricercatori, insieme a percorsi professionali più stabili e qualificanti. Ha inoltre richiamato la necessità di un cambiamento culturale nelle imprese, con maggiore attenzione alla crescita professionale, alla flessibilità lavorativa e alla parità di genere. Pur riconoscendo il merito di aver portato in aula un tema importante, ha giudicato la proposta inadeguata ad affrontare le reali difficoltà delle nuove generazioni.
Paola Demagri (Casa Autonomia) ha ringraziato la proponente per aver aperto il confronto, esprimendo tuttavia perplessità su un incentivo che, non prevedendo limiti di età e rivolgendosi a professionisti qualificati, rischia di creare disparità rispetto a chi avrebbe maggiore bisogno di sostegno. Ha sottolineato la necessità di rendere il Trentino realmente attrattivo, intervenendo sulle difficoltà di accesso alla casa, sulla mobilità nelle valli, sulle retribuzioni e sulle opportunità di partecipazione dei giovani alla vita delle comunità. Ha inoltre proposto di approfondire le ragioni che spingono a lasciare il territorio, distinguendo le scelte personali dalle partenze dettate dalla mancanza di opportunità. I giovani, ha concluso, non rappresentano soltanto il futuro, ma sono già il presente del Trentino e devono trovare spazio e riconoscimento nella società.
Paolo Zanella (PD) ha riconosciuto l’importanza del problema affrontato dalla mozione, giudicando tuttavia l’incentivo proposto una risposta parziale e poco incisiva. Ha osservato che un contributo una tantum, indicativamente di 30 mila euro, distribuito su cinque anni di permanenza, non sarebbe sufficiente a compensare il divario retributivo rispetto ad altri Paesi europei, in particolare per le professioni sanitarie. Ha inoltre espresso perplessità sui requisiti territoriali previsti per accedere al beneficio. Secondo Zanella, la priorità deve essere quella di intervenire strutturalmente sulle retribuzioni e soprattutto sull’emergenza abitativa, che ostacola sia il rientro dei professionisti sia l’arrivo di nuove competenze. Ha quindi sollecitato una strategia più ampia per contrastare la progressiva perdita di attrattività del Trentino, ritenendo insufficienti tanto la mozione quanto le misure finora messe in campo dalla Giunta.
Christian Girardi (La Civica) ha annunciato il voto favorevole del gruppo alla mozione, considerandola “un primo passo per affrontare un problema complesso”. Pur riconoscendo gli elevati costi delle abitazioni e della vita in Trentino, ha osservato che questi rappresentano anche il rovescio della medaglia di un territorio caratterizzato da un elevato benessere. Ha difeso l’operato della Giunta, sottolineando l’impegno nel rinnovo dei contratti pubblici e nel confronto con le categorie economiche per incentivare migliori condizioni retributive e lavorative nel settore privato, sul quale la Provincia non può intervenire direttamente. Ha infine invitato a considerare il cambiamento delle aspettative delle nuove generazioni, sempre più attente non soltanto allo stipendio, ma anche alla conciliazione tra lavoro, famiglia e tempo libero. Un’evoluzione sociale che, a suo giudizio, deve orientare le future politiche di attrattività del territorio.
Nella replica, Maria Bosin ha ringraziato i colleghi per il confronto, precisando che la mozione non pretende di risolvere tutte le criticità del Trentino, ma propone una misura mirata per favorire il rientro di professionisti qualificati e rispondere alle difficoltà di reclutamento della pubblica amministrazione e della sanità. Ha ricordato che le esperienze all’estero rappresentano spesso una scelta di crescita personale e professionale, non necessariamente dettata dalla mancanza di opportunità. Ha inoltre respinto l’idea che i laureati siano una categoria privilegiata, sottolineando come le loro competenze siano spesso insufficientemente valorizzate. L’incentivo provinciale, sommato alle agevolazioni fiscali nazionali, potrebbe rappresentare un sostegno significativo per chi desidera tornare, portando nel sistema pubblico trentino esperienze e competenze acquisite all’estero. Una misura da sperimentare e valutare nei risultati, senza rinunciare agli interventi strutturali su salari, casa e attrattività del territorio.
Nelle dichiarazioni di voto, Daniele Biada (FdI) ha espresso sostegno alla mozione, sottolineando il valore delle competenze acquisite all’estero e auspicando, in fase attuativa, l’introduzione di limiti di età per evitare utilizzi impropri dell’incentivo. Guglielmo Valduga (Campobase) ha annunciato l’astensione del gruppo, per rispetto della proponente e dell’importanza del tema, pur giudicando la misura troppo circoscritta e ribadendo la necessità di coinvolgere i giovani nelle scelte politiche e di affrontare strutturalmente le difficoltà legate a salari, costo della vita e prospettive future. Filippo Degasperi ha a sua volta annunciato l’astensione, criticando l’assenza di criteri capaci di distinguere chi ha effettivamente bisogno del sostegno e, soprattutto, l’esclusione dei diplomati della formazione professionale, ritenuta una discriminazione ingiustificata.
Bosin ha infine precisato, rispondendo alle osservazioni di Degasperi, di non essere contraria a estendere gli incentivi ad altre categorie professionali, ma ha ribadito che la mozione è specificamente rivolta al settore pubblico, per affrontarne le difficoltà di reclutamento. Per il settore privato, a partire dal turismo, ha auspicato strumenti diversi e complementari, evitando che eventuali contributi pubblici finiscano per giustificare retribuzioni più basse da parte delle imprese.
Così il voto: 17 favorevoli, 14 astenuti.

Mozione 413 Walter Kaswalder (PATT) (si completerà l’esame nel pomeriggio)
Una variante alla SS45 bis per alleggerire il traffico a Vigolo Baselga

La proposta di mozione chiede alla Giunta di valutare e analizzare possibili soluzioni per realizzare una variante della SS45 bis, con l’obiettivo di deviare il traffico di attraversamento da Vigolo Baselga e dalle località limitrofe. Il documento parte dai consistenti flussi di traffico lungo la Gardesana, che nei periodi di punta arriverebbero a sfiorare il milione di passaggi mensili, con ricadute sulla vivibilità del centro abitato. La mozione collega questa prospettiva all’intervento già avviato sulla cosiddetta “Curva del Palloncino”, indicandolo come primo passo di una più ampia pianificazione viabilistica dell’area e chiedendo di verificare la fattibilità di una nuova arteria capace di escludere Vigolo Baselga dal traffico diretto verso il Garda.
L’assessore Mario Tonina ha invitato a procedere con la discussione della mozione, anticipando la presentazione di un emendamento al testo.
Roberto Stanchina (Campobase) ha espresso sostegno alla mozione, sottolineando come la sistemazione della Curva del Palloncino apra nuove possibilità per la viabilità della zona. Ha inoltre chiesto di integrare l’emendamento con la valutazione, insieme al Comune di Trento, dell’estensione del trasporto pubblico urbano a Vigolo Baselga, richiesta avanzata da anni dalla circoscrizione e ora potenzialmente realizzabile grazie alla possibilità per gli autobus di effettuare l’inversione di marcia.
Non essendoci iscritti a parlare, il Presidente Soini ha dichiarato la sospensione anticipata della seduta: l’esame della mozione proseguirà nel pomeriggio sostanziato dalla valutazione dell’emendamento.
Ultimo aggiornamento: 04/11/2026 13:06

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