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Sabato 24 ottobre 2026
Grande finale delle Golden Trail World Series: a segno Kolbeinsdóttir e Florea. I risultati
Il Muju Trail, Grande Finale 2026 delle Golden Trail World Series (GTWS) in Corea del Sud, ha consacrato una nuova stella. Andrea Kolbeinsdóttir (Salomon) ha conquistato la sua prima vittoria nel circuito con una straordinaria prova di talento, forza e capacità di adattamento su uno dei percorsi più tecnici e impegnativi nella storia della competizione: 28,6 chilometri e 2.313 metri di dislivello positivo, resi ancora più insidiosi dalla pioggia.
Pochi minuti più tardi, Madalina Florea (Scott) ha tagliato il traguardo in seconda posizione con un altro grande motivo per festeggiare: un risultato che le ha permesso di confermare il titolo di campionessa delle Golden Trail World Series.
La messicana Miriam Morales (México Imparable) ha completato il podio della Grande Finale con un’eccellente terza posizione. La gara di Muju non ha modificato le altre due posizioni sul podio della classifica generale: Caroline Kimutai (Salomon) ha concluso la stagione al secondo posto, mentre Ruth Gitonga (Run2Gether On Trail) ha chiuso al terzo.
UN DUELLO AL LIMITE PREMIA KOLBEINSDÓTTIR
I primi distacchi si sono delineati già nei chilometri iniziali, sull’unico tratto del percorso in cui le atlete potevano trovare un ritmo di corsa costante, lungo un’ampia pista dal profilo relativamente regolare. Da lì è iniziata una dura salita di sei chilometri verso Seolcheonbong.
Caroline Kimutai (Salomon) ha preso subito l’iniziativa, guadagnando terreno sulle inseguitrici. Madalina Florea la seguiva a 24 secondi al passaggio nella zona di transizione attorno a Hyangjeokbong, il punto più alto del percorso, a oltre 1.600 metri di altitudine. Alle loro spalle, la gara restava apertissima: Madalina Amariei (Kailas Fuga), Ruth Gitonga (Run2Gether On Trail), Andrea Kolbeinsdóttir (Salomon) e Hanna Groeber (Nike ACG) erano tutte racchiuse entro due minuti dalla testa.
La gara ha cambiato completamente volto con la prima discesa verso il tempio di Baengnyeonsa: 2,5 chilometri con una pendenza media del -28%, tra gradini, rocce bagnate e un tappeto di foglie che nascondeva il terreno sottostante, rendendo ancora più insidioso un tratto già estremamente tecnico.
Florea ha raggiunto Kimutai a metà discesa e si è portata al comando, mentre la connazionale Amariei recuperava oltre un minuto, arrivando al termine del tratto in seconda posizione. Più indietro, l’italiana Beatrice Bianchi (Salomon) ha volato, aggiudicandosi il segmento in 13:54 con ben 1:51 di vantaggio sulla seconda atleta più veloce, Miriam Morales.
Ma è stata Kolbeinsdóttir a sfruttare al meglio la discesa per lanciare l’offensiva destinata a cambiare il corso della gara. L’islandese ha raggiunto Kimutai e, nella successiva salita verso Hyangjeokbong, è emersa come la principale rivale di Florea. Sui tecnici sentieri nel bosco, tra rocce irregolari e terreno insidioso, ha progressivamente ridotto il distacco fino a superare la rumena in prossimità della vetta. Le due hanno quindi affrontato insieme la seconda discesa verso il tempio.
Le caratteristiche del percorso hanno trasformato la lotta per la vittoria in un continuo alternarsi al comando. I secondi faticosamente guadagnati sulle durissime salite potevano svanire rapidamente nelle discese tecniche, dove altre atlete riuscivano a recuperare terreno, dando vita a una gara particolarmente incerta e imprevedibile.
Alle spalle delle due leader, Amariei ha riconquistato la terza posizione ai danni di Kimutai. Quest’ultima è poi caduta ed è stata superata anche dalla messicana Morales, vedendo così svanire le proprie speranze di conquistare la classifica generale. Anche Groeber è stata costretta al ritiro per problemi muscolari, dopo essere recentemente tornata alle competizioni in seguito alla frattura al polso subita sulla Grande Muraglia Cinese.
Nemmeno Kolbeinsdóttir è uscita indenne dal difficile tratto tecnico.
L’islandese ha rischiato, è caduta, ma ha comunque raggiunto il chilometro 17 con 35 secondi di vantaggio su Florea. Da lì iniziava lo sprint segment, lungo 1,1 chilometri con una pendenza media del -7,7% e caratterizzato da una spettacolare scalinata lungo il fiume. Kolbeinsdóttir si è imposta ancora una volta, chiudendo in 3:49, appena un secondo più veloce di Florea.
Con le altre contendenti ormai a oltre cinque minuti, la vittoria era diventata una sfida a due. Il vantaggio di Kolbeinsdóttir è però durato poco: Florea ha nuovamente preso il comando nella transizione verso l’ultima grande salita a Chilbong.
Le due atlete si sono alternate in testa nelle prime fasi di quella che si sarebbe rivelata l’ascesa decisiva: 2,2 chilometri con una pendenza media del 25,2%, tratti superiori al 40%, enormi gradini e rocce scivolose che in alcuni punti costringevano le atlete ad aiutarsi con le braccia per avanzare. Le difficoltà del terreno non hanno risparmiato nemmeno Morales, caduta dopo essersi già portata in terza posizione.
È stato proprio qui che Kolbeinsdóttir ha sferrato l’attacco decisivo. L’islandese ha definitivamente staccato Florea, anche lei in difficoltà nel mantenere l’equilibrio sul terreno scivoloso, e ha raggiunto la vetta con quasi tre minuti di vantaggio. Un margine importante in vista dell’ultima discesa. Il miglior tempo nel segmento di salita, tuttavia, è stato fatto registrare da Theres Leboeuf (Compressport / Lowa), che lo ha completato in poco più di 32 minuti.
Lungi dal limitarsi a gestire il vantaggio, Kolbeinsdóttir ha continuato ad aumentarlo nella discesa finale, tagliando il traguardo con quasi sei minuti di margine su Florea. L’islandese ha così conquistato la sua prima vittoria nelle Golden Trail World Series in 3:19:56. Alle sue spalle, una Florea euforica ha tagliato il traguardo per poi festeggiare rotolandosi nelle pozzanghere: un secondo posto che valeva un premio ancora più importante, il suo secondo titolo consecutivo nella classifica generale delle Golden Trail World Series.
Molto più serrata la battaglia per l’ultimo gradino del podio. Morales e Amariei hanno affrontato l’ultima rampa, nel cuore della stazione sciistica, con un distacco minimo, ma la messicana è riuscita a difendere la terza posizione per appena 24 secondi. Morales ha così coronato un’eccellente prestazione a Muju, chiudendo a 9:15 dalla vincitrice.
DAL GOLDEN TICKET ALLA VITTORIA
Il cammino che ha portato Kolbeinsdóttir alla vittoria in Corea del Sud era iniziato molti mesi prima, a migliaia di chilometri di distanza, in Australia. «È stato piuttosto curioso. Ero a Melbourne e il mio allenatore mi ha detto che avrei potuto partecipare ai Golden Trail National Championships (GTNC) e che avevo buone possibilità di vincere. Ho vinto e mi sono così guadagnata un Golden Ticket per venire qui, in Corea del Sud», racconta.
I Golden Ticket offrono un accesso diretto alla Grande Finale delle GTWS, con un duplice obiettivo: scoprire i migliori talenti nazionali e offrire alle nuove promesse del trail running l’opportunità di confrontarsi con l’élite mondiale.
Il Muju Trail ha così riunito 19 atleti qualificati attraverso otto gare disputate in tre continenti. Inoltre, i primi tre uomini e le prime tre donne della Grande Finale arrivati a Muju al di fuori della top 30 conquistano a loro volta un Golden Ticket per partecipare alle GTWS nel 2027.
Con il pass per Muju già in tasca, Kolbeinsdóttir aveva mostrato tutto il suo potenziale al Ledro Sky Trentino, in Italia. Quinta al traguardo, aveva dimostrato di poter competere con alcune delle migliori atlete al mondo, mettendo in evidenza anche le sue qualità sui terreni tecnici con il miglior tempo nel segmento di discesa.
La sua vittoria a Muju avrà forse sorpreso molti, ma Kolbeinsdóttir ci credeva già. «Devo ammetterlo: questa mattina mi sono detta “posso vincere”. Mi sentivo davvero bene, ero molto positiva e credevo nelle mie possibilità. È un percorso che si adatta perfettamente alle mie caratteristiche. Sono forte sui terreni tecnici».
Il successo di Muju consacra Kolbeinsdóttir tra le migliori atlete al mondo su questa distanza e potrebbe persino convincerla a rivedere i suoi programmi per il futuro. Dopo aver valutato il passaggio alle distanze più lunghe, questa vittoria le ha aperto una nuova prospettiva: «Forse il prossimo anno lo dedicherò alle Golden Trail World Series».
FLOREA CORONA UNA STAGIONE QUASI PERFETTA
Dopo una stagione caratterizzata da una regolarità straordinaria, Madalina Florea si è laureata per la seconda volta campionessa delle Golden Trail World Series. La rumena ha vissuto un 2026 quasi perfetto, conquistando la vittoria al Québec Mega Trail in Canada, al Salomon Pitz Alpine Glacier Trail in Austria e alla Sierre-Zinal in Svizzera. Nelle uniche due gare in cui non è salita sul gradino più alto del podio, il Ledro Sky Trentino e la Grande Finale del Muju Trail, ha chiuso al secondo posto.
Florea conclude così la stagione con 1.164 punti, davanti a Caroline Kimutai, seconda con 1.016 punti, e Ruth Gitonga, terza con 982. «Ogni gara che ho disputato quest’anno mi ha aiutata a conquistare questo trofeo», ha dichiarato al traguardo. L’estrema difficoltà di Muju ha reso il secondo titolo ancora più speciale: «È la gara più dura che abbia mai affrontato. Non sentivo più il mio corpo», ha ammesso dopo essersi assicurata la sua seconda corona.
La stagione 2026 delle Golden Trail World Series si concluderà domenica con la Grande Finale maschile, al via alle 13:00 ora locale (5:00 CEST). Philemon Kiriago (Run2Gether On Trail) si presenterà al via da leader della classifica generale, davanti al compagno di squadra Patrick Kipngeno e al marocchino Elhousine Elazzaoui (Nnormal), vincitore della classifica generale nel 2024 e nel 2025. Con appena 46 punti a separare i primi tre, la lotta per il titolo resta completamente aperta. Clicca qui per scoprire dove seguire tutta l’azione in diretta e on demand.
Per maggiori informazioni sulle GTWS, visita: www.goldentrailseries.com e unisciti al nostro gruppo WhatsApp per i media.
Ultimo aggiornamento:
24/10/2026 19:40