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Frontalieri, "Pasticcio tassa sulla salute"

La novità del Ticino: possibile violazione della libera circolazione

"La gestione della 'tassa sulla salute' a carico dei frontalieri si sta rivelando per quello che è: un disastro politico e diplomatico con una firma ben precisa, quella della Lega. Non bastava la recente perizia giuridica indipendente che ha evidenziato come questo balzello sia, di fatto, una tassa sul reddito in potenziale violazione dell'articolo 9 dell'accordo fiscale bilaterale. Ora all'orizzonte si profila un secondo, enorme problema sollevato oltreconfine."

Lo dichiara in una nota Jonny Crosio, Vice Segretario Federale del "Patto per il Nord".

"Come emerso da una recente mozione interpartitica presentata nel Gran Consiglio ticinese – prosegue Crosio – i partiti ticinesi ipotizzano ora che la tassa possa configurare persino una violazione delle norme sulla libera circolazione delle persone. Un fatto è ormai chiaro: il fronte politico ticinese, in modo pressoché unanime, si sta compattando per pressare il Governo Federale affinché prenda una posizione forte e chiara contro l'Italia. Una pressione politica e diplomatica che oggi si rafforza ulteriormente proprio grazie a questa nuova ipotesi di violazione."

"Se questa ipotesi dovesse trovare conferme giuridiche – sottolinea l'esponente del Patto per il Nord – ci troveremmo di fronte a un problema di proporzioni europee.
Secondo i ticinesi, colpire economicamente in modo specifico chi lavora oltre confine per finanziare e trattenere il personale sanitario in Italia, costituirebbe una restrizione e una distorsione inaccettabile degli accordi sulla libera circolazione."

Crosio punta poi il dito contro le responsabilità politiche, isolando il Carroccio: "Questo pasticcio è frutto di una precisa e ostinata volontà della Lega, che oggi si ritrova completamente isolata. La loro narrazione, che cerca di giustificare la tassa nascondendosi dietro un presunto 'obbligo governativo', fa acqua da tutte le parti. Da un lato, la Regione Piemonte smentisce di fatto questa tesi, avendo saggiamente deciso di non applicare la tassa; dall'altro, fa quasi sorridere che la norma porti la firma del Ministro Giorgetti, verosimilmente costretto a scriverla, ma che oggi certifica il cortocircuito leghista."

"Ormai – incalza il Vice Segretario Federale – nei corridoi di Palazzo Lombardia pervade un palpabile e giustificato clima di incertezza. A dimostrarlo ci sono anche i dubbi sollevati, già tempo fa, all'interno della stessa maggioranza, con una specifica interrogazione presentata sul tema da Fratelli d'Italia. Un sintomo evidente di un imbarazzo diffuso. A questo punto la domanda sorge spontanea: per quanto tempo ancora il resto del centrodestra lombardo sarà disposto a farsi trascinare e a coprire le assurde battaglie della Lega?"

"Il rischio reale, oggi, è che queste mosse scellerate abbiano fornito al Consiglio di Stato ticinese l'assist e le motivazioni politiche per bloccare il versamento dei ristorni. Se a fine mese il Canton Ticino deciderà di congelare quei fondi, i nostri Comuni di frontiera andranno in default e non potranno più garantire i servizi essenziali. È ora che in Regione qualcuno si assuma la responsabilità di fermare questa follia prima che a pagarne il prezzo siano i lavoratori e i nostri sindaci", conclude Crosio.
Ultimo aggiornamento: 15/06/2026 06:35

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