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Domenica delle Palme, omelia del vescovo Cantoni

Con la celebrazione della Santa Messa nella Domenica delle Palme si aprono i riti della Settimana Santa. Qui seguito l’omelia del cardinale Oscar Cantoni il quale, oggi pomeriggio, alle 15.00, nella Basilica del SS. Crocifisso in Como, presiede la celebrazione per l’Esposizione del Crocifisso miracoloso.
Eccoci giunti alla grande settimana nella quale accompagneremo Gesù nella sua passione, manifestazione estrema dell’amore di Dio, che attraverso Cristo suo figlio ha vinto il male prendendolo totalmente su di sé. Così, la croce vittoriosa di Cristo, un tempo strumento di estrema ignominia, è divenuta àncora di salvezza. Il male è vinto con il bene, l’odio con l’amore, la ribellione con la mitezza, la menzogna con la verità.
La celebrazione di questa mattina è iniziata con il ricordo storico dell’entrata di Gesù nella Città santa a dorso in un asinello. Non è certo una entrata maestosa e solenne, come da sempre ambiscono fare i potenti della terra.
È piuttosto l’ingresso di un Dio umile, di un Dio mite, perché questo è lo stile vero del Dio di Gesù Cristo. Così Egli continua ad agire nella storia adoperando sempre, fino ad oggi, mezzi poveri, strumenti umili, tanto da essere incompreso e deriso.
Usa segni che però lasciano trasparire la fedeltà ostinata di Dio che si impegna efficacemente per i suoi figli, a qualunque costo, evitando di sentirsi in ogni modo al centro dell’attenzione e di essere riconosciuto nella sua grandezza, così che noi poi ci sentiamo in obbligo di seguirlo.
Sia pure osannato con i rami di olivo dalla gente semplice che inneggia a Lui, Gesù è pienamente consapevole di ciò a cui va incontro. Tuttavia, non arretra, senza perdere la fiducia filiale nei confronti del Padre, perché il suo amore sia a tutti manifesto.
Gesù non si ritrae davanti all’amore costoso, così da rendere visibile e credibile che noi tutti siamo teneramente amati non perché lo meritiamo, ma incondizionatamente. Solo a queste condizioni può avere origine per noi un vero dialogo d’amore con Dio. Solo se siamo convinti fino in fondo di essere personalmente amati, anche noi, a nostra volta, possiamo amarlo e così seguire Gesù per attrazione, come libera e personale risposta al suo amore.
Mentre ascoltiamo la narrazione della Passione, in un dialogo intimo e personale con Dio, ciascuno di noi può prendere, ancora una volta, consapevolezza di quanto siamo amati, fino a che punto Dio testimonia la sua fedeltà, così da riuscire a trasformare la sofferenza di Gesù in una occasione per manifestare il suo amore fedele. Il Padre, infatti, non ha sbaragliato il male che si abbatteva sul suo Figlio, ma lo ha sorretto perché il nostro male fosse vinto solo con il bene, perché il male fosse attraversato fino in fondo dall’amore.
Durante questa settimana, troviamo il tempo per contemplare il Crocifisso: è la misura dell’amore di Dio per noi ciascuno di noi. Da questo gesto impariamo noi pure a perseverare nell’amore costoso e sacrificale prendendoci cura degli altri, in modo continuativo, senza paura di spendere la vita per Dio e per i fratelli. Perché In questo sta la vera grandezza della vita, a imitazione di Colui che ci ha amati per primo e ci ha mostrato l’amore infinito del Padre.

Oscar card. CANTONI
Ultimo aggiornamento: 29/03/2026 12:59:13

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