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Cibersicurezza, in Consiglio provinciale il disegno di legge per rafforzare la protezione dei dati pubblici

Pausa anticipata per cercare un'intesa

TRENTO - Il Consiglio provinciale ha dedicato l’intera mattinata all'esame del disegno di legge 68, proposto dall'assessore Achille Spinelli, che punta a rafforzare la sicurezza delle infrastrutture digitali e del patrimonio informativo pubblico trentino. Il provvedimento, che modifica la legge provinciale del 2012 sulla società dell'informazione e sull'amministrazione digitale degli allora consiglieri Bombarda e Nardelli, prevede una strategia provinciale per la cibersicurezza affidata a Trentino Digitale, con particolare attenzione alla protezione delle banche dati sanitarie. Tra le novità, anche l'istituzione di una squadra specializzata nella gestione degli incidenti informatici e il rafforzamento della collaborazione tra soggetti pubblici e privati, in coerenza con gli indirizzi nazionali ed europei. Il dibattito ha registrato ampia condivisione sulla necessità di rafforzare la cibersicurezza, facendo emergere al tempo stesso interrogativi sul futuro assetto di Trentino Digitale, sul perimetro delle sue competenze e sulle garanzie per il personale. Al centro del confronto tra Giunta e minoranze anche il coinvolgimento della Commissione consiliare e del Consiglio delle autonomie locali nelle decisioni attuative, oltre ad alcune proposte riguardanti l'integrazione dei sistemi informativi sanitari e la valorizzazione delle professionalità interne alla società.Nel corso della discussione sono emerse aperture su alcuni emendamenti e ordini del giorno delle minoranze, ma il confronto politico non si è ancora concluso. Poco prima della pausa pranzo, l'assessore Spinelli ha chiesto di anticipare la sospensione dei lavori per consentire un ulteriore approfondimento e favorire una mediazione. La seduta riprenderà alle 14.30.


L’assessore Achille Spinelli ha chiarito l’obiettivo del disegno di legge, che ha radici lontane e arriva in un momento di cambiamento radicale nel campo digitale. Un testo breve, che però dice chiaramente la direzione da seguire nel cammino della digitalizzazione. Pochi articoli per adeguare in primis il quadro normativo di riferimento con riferimento alla sicurezza dei dati e alla loro gestione e protezione tramite la società di sistema Trentino Digitale, anche attraverso il riconoscimento formale della squadra territoriale di risposta agli incidenti informatici (CSIRT). Spinelli ha ricordato, a questo proposito, un recente intervento di prevenzione che ha comportato la temporanea messa offline di circa un centinaio di siti pubblici per proteggerli da potenziali attacchi. La riforma aggiorna inoltre le modalità di affidamento dei servizi alla società in house, superando il precedente regime di concessione. In conclusione, l’assessore ha dato conto delle interlocuzioni avviate con i consiglieri di minoranza, che hanno consentito di individuare punti di equilibrio e di accordo, esprimendo fiducia nella possibilità di formalizzarli già nel corso della mattinata, in vista di una convergenza sull’approvazione del provvedimento.
Francesco Valduga (Campobase), intervenuto a nome delle minoranze, ha rivendicato l'importanza del percorso di approfondimento del disegno di legge, inizialmente proposto nell'ambito della manovra di assestamento e successivamente sottoposto a un esame dedicato, anche attraverso le audizioni in Commissione. Un confronto che ha consentito di elaborare proposte migliorative, concentrate in particolare sulla cibersicurezza, sulla tutela e sull'utilizzo dei dati sanitari e sul ruolo di Trentino Digitale, che deve continuare a operare al servizio dei Comuni. Sul fronte sanitario, ha illustrato un ordine del giorno volto a favorire l'interoperabilità dei dati e la continuità assistenziale tra ospedale e territorio, attraverso un collegamento più efficace tra i professionisti che operano all'interno e all'esterno delle strutture, nell'ottica di una sanità di prossimità adeguata alle caratteristiche del Trentino. Quanto al confronto politico, ha confermato che alcuni emendamenti e ordini del giorno delle minoranze hanno già ricevuto valutazioni positive, mentre altri sono ancora oggetto di interlocuzione con la Giunta. Pur esprimendo soddisfazione per il percorso compiuto, ha precisato che la posizione definitiva sul provvedimento dipenderà dall'esito delle trattative e dai contenuti degli atti attuativi.
Mirko Bisesti (Lega) ha sottolineato la crescente centralità della cibersicurezza, richiamando alcuni recenti attacchi informatici che hanno colpito attività commerciali e strutture sanitarie, provocando ingenti danni economici e interruzioni dei servizi. La protezione, ha osservato, non riguarda soltanto i dati personali, sempre più preziosi nell'economia digitale, ma anche la sicurezza e la continuità operativa delle infrastrutture e dei servizi essenziali. Da qui l'importanza di dotarsi di sistemi di difesa costantemente aggiornati ed efficaci. Bisesti ha espresso apprezzamento per il lavoro dell'assessore Spinelli e per l'attenzione riservata alla sicurezza informatica in ambito sanitario, richiamando anche la necessità di tutelare il benessere lavorativo del personale di Trentino Digitale.
Mariachiara Franzoia (Pd) ha sottolineato il valore strategico del disegno di legge, che affronta questioni ben più ampie dei necessari adeguamenti alle normative nazionali ed europee. Al centro, la sicurezza e il governo del patrimonio informativo pubblico, in un contesto segnato dalla rapida evoluzione dell'intelligenza artificiale e dall'aumento delle minacce informatiche. Il possesso dei dati, ha osservato, rappresenta una straordinaria opportunità, ma anche un potenziale strumento di potere e disuguaglianza, rendendo indispensabile un forte presidio pubblico a garanzia dei diritti e della sicurezza dei cittadini. Franzoia ha quindi sollecitato una visione chiara del futuro di Trentino Digitale, da valorizzare non soltanto come gestore delle infrastrutture, ma anche come centro di competenze, innovazione e ricerca, investendo nella formazione del personale, nell'attrazione di professionalità qualificate e nella collaborazione con università ed enti di ricerca. Ha illustrato un ordine del giorno volto a favorire l'ingresso di Asuit nella compagine societaria di Trentino Digitale, per rafforzare l'integrazione e l'innovazione dei servizi sanitari digitali. Sul piano della governance, ha richiamato gli emendamenti presentati affinché le future deliberazioni attuative della Giunta, in particolare quelle relative al perimetro di intervento della società, prevedano un passaggio nella Commissione consiliare competente e presso il Consiglio delle autonomie locali. Su questo punto ha riferito di aver riscontrato un'apertura da parte dell'assessore Spinelli, nella prospettiva di una condivisione più ampia delle scelte strategiche.
Eleonora Angeli (Misto) ha richiamato la responsabilità della politica nel governare la trasformazione digitale, sottolineando che il controllo dei dati e delle infrastrutture informatiche rappresenta oggi una questione non soltanto tecnologica, ma anche istituzionale e democratica. Per un territorio autonomo come il Trentino, ha osservato, la capacità di proteggere e gestire il proprio patrimonio informativo costituisce una componente essenziale dell'autonomia, anche per evitare forme di dipendenza dai grandi operatori tecnologici internazionali. Angeli ha quindi evidenziato l'importanza del presidio pubblico sulla sicurezza dei dati, in particolare quelli sanitari, e sulla continuità dei servizi essenziali, riconoscendo nel disegno di legge un passo significativo in questa direzione. Ha inoltre sottolineato le opportunità offerte dall'utilizzo dei dati per migliorare la programmazione e la qualità dei servizi pubblici, ribadendo tuttavia che gli strumenti tecnologici e gli algoritmi devono sostenere, senza sostituirla, la responsabilità delle decisioni politiche. Il patrimonio informativo pubblico, ha ricordato, appartiene alla collettività e deve essere governato nell'interesse generale, garantendo continuità, interoperabilità e libertà nelle scelte tecnologiche future. Da qui la necessità di una governance chiara, competenze adeguate, trasparenza e controllo democratico, affinché l'innovazione rimanga al servizio dei cittadini e della comunità.
Michela Calzà (Pd) ha sottolineato come la cibersicurezza rappresenti una questione di autonomia strategica, che va affrontata anche a livello europeo per ridurre la dipendenza dai grandi operatori tecnologici internazionali e tutelare i diritti dei cittadini. Ha richiamato inoltre l'impatto ambientale della transizione digitale, legato ai consumi energetici e idrici dei data center, da considerare nelle future scelte infrastrutturali.
Sul piano provinciale, ha auspicato un rafforzamento di Trentino Digitale come polo pubblico di competenze specialistiche, capace di orientare l'innovazione, coordinare i servizi e sostenere i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, attraverso una maggiore integrazione delle piattaforme informatiche. Fondamentale, in questa prospettiva, investire nella formazione e nell'attrattività delle professionalità altamente qualificate, senza trascurare il rischio di esclusione digitale delle persone più fragili e anziane. Calzà ha infine richiamato le criticità emerse nell'introduzione dei nuovi sistemi informatici sanitari, chiedendo maggiore attenzione all'integrazione tra le applicazioni, alle verifiche tecniche e ai collaudi, affinché le difficoltà della transizione non ricadano sui pazienti e sul personale sanitario.
Daniele Biada (FdI) ha espresso convinto sostegno al disegno di legge, sottolineando come la sicurezza informatica sia ormai una componente essenziale della tutela dei cittadini e della continuità dei servizi pubblici. Un attacco informatico, ha osservato, può compromettere non soltanto il funzionamento delle infrastrutture digitali, ma anche l'accesso alle prestazioni, in particolare quelle sanitarie, e la riservatezza dei dati personali. Ha quindi valutato positivamente il rafforzamento del ruolo di Trentino Digitale e la previsione di una squadra specializzata nella prevenzione e nella gestione degli incidenti informatici. Biada ha ricordato gli investimenti compiuti negli anni dalla Provincia nella digitalizzazione della pubblica amministrazione e della sanità, citando servizi come TreC e le infrastrutture informatiche territoriali. Un patrimonio di innovazione che, a suo giudizio, deve essere ulteriormente valorizzato e protetto. La capacità di garantire servizi digitali sicuri, affidabili e continuativi, ha concluso, rappresenta oggi anche un'espressione concreta dell'autonomia trentina, motivando il proprio voto favorevole al provvedimento.
Michele Malfer (Campobase) ha riconosciuto la necessità di rafforzare la sicurezza informatica provinciale, sottolineando tuttavia che l'efficacia della riforma dipenderà soprattutto dalle scelte attuative e dalla capacità pubblica di governarle. In particolare, ha richiamato l'importanza della futura deliberazione della Giunta che definirà il perimetro dei servizi strategici e le modalità di affidamento a Trentino Digitale, chiedendo che l'amministrazione mantenga competenze interne adeguate a scegliere e controllare i fornitori, evitando nuove forme di dipendenza tecnologica. Ampio spazio è stato dedicato al personale della società, con la richiesta di accompagnare l'evoluzione delle professionalità attraverso formazione, aggiornamento e ricambio generazionale, valorizzando le competenze maturate nel tempo. Malfer ha inoltre evidenziato l'importanza della formazione degli utilizzatori dei servizi digitali, anche per prevenire gli incidenti informatici legati ai comportamenti quotidiani. Sul piano della verifica dei risultati, ha proposto di individuare indicatori chiari e comprensibili, capaci di misurare l'affidabilità dei servizi, i tempi di ripristino dopo eventuali interruzioni e l'efficacia degli interventi di sicurezza. Ha infine chiesto che la Giunta mantenga aperto il confronto con il Consiglio provinciale, rendendo conto delle scelte compiute e dei risultati raggiunti.
Antonella Brunet (Lista Fugatti) ha espresso pieno sostegno al disegno di legge, apprezzando l'aggiornamento della normativa provinciale per rafforzare la sicurezza informatica e la protezione dei dati dei cittadini. Ha ricordato gli investimenti realizzati negli anni nella digitalizzazione dei servizi pubblici, soffermandosi in particolare sulle opportunità offerte dalle piattaforme sanitarie, soprattutto per chi risiede nelle valli, ma anche sulle fragilità e sui disservizi emersi nel loro funzionamento. La cibersicurezza, ha osservato, rappresenta una condizione indispensabile per garantire affidabilità, continuità operativa e fiducia nei confronti della pubblica amministrazione. Richiamando i dati sugli incidenti informatici registrati sul territorio, ha sottolineato la necessità di investire nella prevenzione, nell'analisi dei rischi e nella tempestività degli interventi. In questo quadro ha valutato positivamente il rafforzamento del ruolo di Trentino Digitale e l'attivazione di una squadra specializzata nella risposta agli attacchi informatici, auspicando che tra le sue competenze possa essere previsto anche il supporto alle imprese private del territorio, a loro volta esposte alle minacce digitali.
Paola Demagri (Casa Autonomia) ha sottolineato l'importanza della sicurezza dei dati e delle infrastrutture digitali, riconoscendo il ruolo strategico di Trentino Digitale nella tutela di un patrimonio informativo sempre più rilevante per cittadini e istituzioni. Pur condividendo le opportunità offerte dalla digitalizzazione, ha richiamato i rischi legati alla perdita, alla manipolazione o all'utilizzo improprio delle informazioni, con particolare riferimento ai dati sanitari. Rispetto a questi, ha richiamato la necessità di garantirne la conservazione, l'integrità e la reperibilità nel tempo, affinché informazioni cliniche anche risalenti a molti anni prima rimangano accessibili ai cittadini e agli operatori sanitari. Ha inoltre ricordato la necessità di non escludere dai servizi pubblici le persone che incontrano maggiori difficoltà nell'utilizzo di tali strumenti. Sul piano politico, Demagri ha espresso preoccupazione per l'ampio rinvio alle future deliberazioni della Giunta, chiedendo maggiore chiarezza sugli indirizzi e sulle ricadute delle scelte attuative per enti e cittadini. Un'ulteriore attenzione è stata riservata al personale di Trentino Digitale, con l'auspicio che le competenze sviluppate all'interno della società non vengano disperse attraverso l'esternalizzazione delle attività. Da qui la richiesta di investire nella formazione, nella valorizzazione e nella capacità di attrarre e trattenere professionalità qualificate, per garantire nel tempo l'efficienza e l'affidabilità della società.
Lucia Coppola (AvS) ha riconosciuto l'importanza del disegno di legge per rafforzare la resilienza dei sistemi informativi provinciali e garantire la protezione dei dati, la continuità dei servizi e la sicurezza di cittadini, istituzioni e imprese. Ha sottolineato come le minacce informatiche, sempre più diffuse e complesse, richiedano non soltanto strumenti tecnologici adeguati, ma anche una maggiore consapevolezza dei rischi da parte degli utenti. In particolare, ha richiamato la necessità di promuovere una cultura diffusa della sicurezza digitale, attraverso iniziative di informazione e formazione rivolte ai cittadini, spesso esposti a tentativi di sottrazione di password, credenziali e dati personali. Analoga attenzione, ha osservato, deve essere riservata alle imprese, chiamate ad adottare procedure e comportamenti adeguati alla protezione delle informazioni sensibili. Coppola ha quindi evidenziato il ruolo strategico di Trentino Digitale nell'individuazione delle vulnerabilità dei sistemi, nella valutazione preventiva dei rischi e nella pianificazione delle misure di sicurezza, affinché eventuali incidenti possano essere affrontati tempestivamente, limitando i danni e ripristinando rapidamente i servizi, soprattutto in ambito sanitario.
Paolo Zanella (Pd) ha richiamato i rischi derivanti dalla concentrazione del controllo dei dati e delle infrastrutture tecnologiche nelle mani di pochi operatori privati, ponendo una questione di sovranità economica e politica, sulla quale ha giudicato l'Europa in ritardo. Allargando la riflessione alle grandi trasformazioni in corso, dall'intelligenza artificiale alla transizione climatica, ha criticato la carenza di indirizzo politico della Giunta in settori strategici come sanità, trasporti, welfare e politiche salariali. Entrando nel merito del provvedimento, ha espresso preoccupazione per il futuro di Trentino Digitale, sostenendo la necessità di rafforzarne il ruolo come centro di competenza per l'intero sistema digitale pubblico, senza limitarne le funzioni alla gestione dei dati e alla cibersicurezza. Ha inoltre richiamato le criticità organizzative e le difficoltà nella gestione dei sistemi informatici sanitari, chiedendo investimenti nelle professionalità interne e garanzie per il personale, anche attraverso il confronto sindacale. Sul perimetro delle attività della società, ha ricordato il confronto sugli emendamenti delle minoranze e il compromesso raggiunto per prevedere il coinvolgimento della Commissione consiliare e del Consiglio delle autonomie locali, nei rispettivi ambiti di competenza. Ha infine annunciato l'astensione sul disegno di legge, motivandola con le incertezze ancora presenti sul futuro assetto e sulle funzioni di Trentino Digitale.

Poco prima della chiusura della seduta, l’assessore Spinelli ha chiesto la parola per chiedere una sospensione, utile ad un confronto e al raggiungimento di una mediazione.
Si riprende alle 14.30.
Ultimo aggiornamento: 23/10/2026 12:25

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