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Bolzano, Donne nel mondo del lavoro: pari opportunità tra principio e realtà

BOLZANO - In occasione della Giornata altoatesina delle pari opportunità, organizzata il 16 settembre di ogni anno, la Consigliera di parità Brigitte Hofer sottolinea: “Finché la maternità, le responsabilità familiari o di cura comportano svantaggi professionali, siamo ancora lontani da una reale parità di opportunità”.

In occasione della Giornata altoatesina delle pari opportunità, organizzata il 16 settembre di ogni anno, la Consigliera di parità Brigitte Hofer sottolinea: “Finché la maternità, le responsabilità familiari o di cura comportano svantaggi professionali, siamo ancora lontani da una reale parità di opportunità”

In occasione della Giornata altoatesina delle pari opportunità, che si celebra il 16 settembre, la Consigliera di parità Brigitte Hofer richiama l’attenzione sul fatto che, nonostante i molti progressi compiuti, nel mondo del lavoro le pari opportunità non sono ancora pienamente realizzate.

“Da molti anni parliamo di parità e pari opportunità. Ciò che conta, però, è capire se donne e uomini abbiano concretamente le stesse possibilità nella loro quotidianità lavorativa e personale”, afferma Hofer. “Finché la maternità, le responsabilità familiari o di cura comportano svantaggi professionali, siamo ancora lontani da una reale parità di opportunità”.

Un segnale significativo è rappresentato dalle dimissioni dopo la nascita di un figlio. Secondo l’Osservatorio del mercato del lavoro, nel 2025 in Alto Adige 869 madri si sono dimesse nel primo anno di vita del bambino. Dietro questi numeri vi sono decisioni personali e situazioni familiari diverse: un dato così elevato deve tuttavia indurre a riflettere più attentamente.

“Se ogni anno centinaia di donne escono dal mercato del lavoro poco dopo la nascita di un figlio, non possiamo lasciare la questione della conciliazione unicamente alle singole famiglie”, sottolinea Hofer. “Non si tratta soltanto di chiedersi come le donne possano organizzare meglio famiglia e lavoro. Dobbiamo anche chiederci se il mondo del lavoro, i servizi per l’infanzia e i servizi sociali siano organizzati in modo da rendere realmente conciliabili il lavoro retribuito e il lavoro di cura”.

Particolarmente complessa può essere la situazione delle donne con rapporti di lavoro a tempo determinato. Nonostante le tutele previste durante la gravidanza e la maternità, può accadere che al rientro la precedente attività sia già stata affidata ad altri oppure che un incarico a termine non venga più rinnovato.

“Proprio nei rapporti di lavoro a tempo determinato è spesso difficile dimostrare se un mancato rinnovo sia effettivamente collegato alla maternità. Per la donna interessata, tuttavia, la conseguenza può essere un’interruzione del proprio percorso professionale.
La maternità non deve trasformarsi in un rischio professionale”, sottolinea Hofer.

Parallelamente, assume sempre maggiore importanza il tema del lavoro di cura. Molte persone appartengono oggi alla cosiddetta generazione sandwich e si trovano contemporaneamente a occuparsi dei figli e di familiari anziani o non autosufficienti. Una parte rilevante di queste responsabilità continua a essere assunta dalle donne.

“Il lavoro di cura richiede tempo e risorse. La conciliazione non può essere considerata un problema organizzativo privato delle famiglie e tanto meno un compito implicitamente affidato alle donne”, afferma Hofer: “Le pari opportunità nel mondo del lavoro richiedono quindi anche una rete ben sviluppata di servizi per l’infanzia, di assistenza e di cura e di riconoscimento anche come contributi sociali”.

La questione ha anche un’importante dimensione economica. In molti settori si parla di carenza di personale. Allo stesso tempo, la società e l’economia non possono permettersi di rinunciare alle competenze e alla forza lavoro delle donne. “Non possiamo parlare di mancanza di personale e contemporaneamente accettare condizioni che portano le donne a ridurre o ad abbandonare la propria attività lavorativa”, prosegue Hofer: “Le pari opportunità non sono quindi soltanto una questione di giustizia, ma anche una necessità sociale ed economica”.

Sono chiamate ad agire anche le imprese. Pari opportunità nell’accesso al lavoro e nello sviluppo professionale, modelli di lavoro flessibili, una retribuzione trasparente ed equa e una cultura aziendale capace di tenere conto delle diverse situazioni di vita rappresentano elementi fondamentali. “Dobbiamo passare dal principio delle pari opportunità alla loro concreta realizzazione”, conclude Hofer. “La parità formale da sola non basta. Ciò che conta è che le condizioni esistenti consentano realmente a donne e uomini di cogliere le stesse opportunità professionali”.

Convegno “Parità nel mondo del lavoro” il 1° ottobre

Agli strumenti concreti per promuovere la parità nelle imprese sarà dedicato anche il convegno “Parità nel mondo del lavoro – Certificazione e trasparenza retributiva: opportunità per le imprese”, in programma il 1° ottobre 2026 dalle ore 14.00 alle 16.00 presso la Camera di commercio di Bolzano.

Al centro dell’incontro vi saranno la certificazione della parità di genere, la trasparenza retributiva e alcune esperienze provenienti dalla realtà aziendale.

“La certificazione della parità di genere ha l’obiettivo di sostenere le imprese nell’attuazione sistematica della parità e nel suo radicamento all’interno delle strutture aziendali. Molte aziende hanno già scelto di intraprendere questo percorso. Mi auguro che siano sempre di più le aziende che scelgono di certificarsi e integrano la parità nella quotidianità lavorativa”, conclude Hofer.
Ultimo aggiornamento: 14/09/2026 16:31

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