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Venerdì 13 marzo 2026
Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino: approvate le direttive
La Giunta provinciale ha approvato le direttive per la definizione dell’atto aziendale della nuova Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, il documento che stabilirà l’organizzazione e il funzionamento della struttura sanitaria provinciale. “Con questo provvedimento – sottolinea l’assessore provinciale alla salute e politiche sociali, Mario Tonina – prosegue il percorso di costruzione della nuova Asuit, un percorso che, nell'individuazione dei criteri, ha tenuto contro anche di quanto raccolto nei confronti che si sono tenuti. Si tratta di un passaggio importante nella riorganizzazione del nostro sistema sanitario, con l'obiettivo di rafforzare la qualità dei servizi e mantenere al centro i bisogni dei cittadini. L’integrazione strutturata con l’Università rappresenta poi un elemento strategico di questo modello; un ulteriore passaggio dopo il percorso di laurea in Medicina e Chirurgia. Grazie alla nuova Asuit questo percorso si completa, creando un sistema in cui assistenza, formazione e ricerca lavorano insieme, contribuendo anche ad attrarre e trattenere nuovi professionisti nella sanità provinciale", conclude Tonina.
La nuova Azienda è nata il 1° gennaio 2026, in base a quanto previsto dalla legge provinciale n. 8 del 2025, che ha trasformato l’Azienda provinciale per i servizi sanitari in un modello integrato tra assistenza sanitaria, formazione universitaria e ricerca scientifica.
Un passaggio centrale di questo percorso è stato la firma, il 19 febbraio 2026, del protocollo di intesa tra la Provincia autonoma di Trento e l’Università di Trento, che disciplina lo svolgimento coordinato delle attività assistenziali, didattiche e di ricerca.
Con il provvedimento approvato oggi, la Giunta provinciale ha definito i principi e i criteri che guideranno la predisposizione dell’atto aziendale, che sarà successivamente adottato dal direttore generale di ASUIT. Il documento disciplinerà in modo puntuale la struttura organizzativa dell’azienda, le modalità di funzionamento e i meccanismi di coinvolgimento dei professionisti sanitari nei processi di governo clinico. Particolare attenzione sarà dedicata ai Dipartimenti ad attività integrata (DAI), nei quali opereranno congiuntamente personale sanitario e personale universitario, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra assistenza, formazione e ricerca.
Per queste strutture l’atto aziendale sarà adottato d’intesa con il Rettore dell’Università di Trento, a conferma del carattere pienamente integrato del nuovo modello organizzativo.
Tra le priorità indicate dalla Giunta provinciale figurano la valorizzazione del capitale umano, il potenziamento dell’assistenza territoriale e il consolidamento della rete ospedaliera, lo sviluppo della ricerca e della didattica, l’innovazione e la digitalizzazione dei servizi, il rafforzamento della sicurezza, la promozione della prevenzione e della salute.
In particolare, grande attenzione viene posta alla valorizzazione dei professionisti del sistema sanitario, considerati l’elemento centrale per garantire qualità delle cure, innovazione organizzativa e capacità di risposta ai bisogni di salute della popolazione. Le direttive promuovono inoltre il rafforzamento delle attività di ricerca e di formazione universitaria, con l’obiettivo di sviluppare un modello di Azienda sanitaria sempre più integrato con il sistema accademico e capace di attrarre competenze, progetti di ricerca e opportunità di sviluppo scientifico.
Un ambito strategico riguarda l’innovazione e la digitalizzazione dei servizi sanitari, con lo sviluppo di strumenti tecnologici e soluzioni organizzative orientate a migliorare l’accessibilità ai servizi, la continuità delle cure e l’integrazione tra ospedale e territorio.
Particolare attenzione viene dedicata anche all’innovazione ospedaliera, con l’obiettivo di promuovere modelli organizzativi più moderni, l’introduzione di tecnologie avanzate, lo sviluppo di percorsi clinico-assistenziali sempre più integrati e il rafforzamento delle attività ad alta specializzazione. L’innovazione rappresenta infatti uno degli elementi chiave per migliorare la qualità delle cure, sostenere la ricerca clinica e garantire una maggiore attrattività del sistema sanitario provinciale.
In questo contesto assumono particolare rilievo anche le politiche per la sicurezza delle cure e per la qualità dei percorsi assistenziali, insieme al rafforzamento delle attività di prevenzione e promozione della salute.
Le direttive pongono inoltre un forte accento sul potenziamento dell’assistenza territoriale, in coerenza con l’evoluzione dei bisogni di salute legati all’invecchiamento della popolazione e alla crescita delle patologie croniche. L’obiettivo è rafforzare la presa in carico delle persone sul territorio, favorendo modelli organizzativi integrati tra servizi sanitari, sociali e sociosanitari, e garantendo una maggiore prossimità dei servizi ai cittadini.
Parallelamente viene ribadita l’importanza di consolidare e qualificare la rete ospedaliera provinciale, assicurando un equilibrio tra specializzazione delle strutture, appropriatezza dei percorsi assistenziali e integrazione con i servizi territoriali.
Le direttive fissano anche alcuni elementi della futura organizzazione aziendale. In ambito sanitario sono previsti fino a 20 dipartimenti, 127 strutture complesse, di cui fino a un massimo del 30% a direzione universitaria, e 231 strutture semplici. Per quanto riguarda l’organizzazione tecnica e amministrativa, l’azienda potrà articolarsi al massimo in 5 dipartimenti, 34 servizi o unità di missione e 54 uffici.
Ultimo aggiornamento:
13/03/2026 14:12:03