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Audizioni ddl 68: sì diffuso, ma Comuni e sindacati chiedono garanzie 

Dal Consiglio delle autonomie locali ai sindacati, passando per Università e Agenzia per la cybersicurezza: pareri in gran parte favorevoli, ma con richieste di chiarimenti su governance, personale e ruolo di Trentino Digitale

Un sostanziale via libera, accompagnato però da richieste di maggiore chiarezza e condivisione nelle scelte future. Le audizioni sul disegno di legge 68, che riforma il sistema digitale provinciale rafforzando sicurezza informatica e gestione dei dati, hanno fatto emergere un consenso ampio sull’impianto del provvedimento. Al tempo stesso, consiglieri, enti locali, sindacati e attori istituzionali hanno posto l’accento sui nodi ancora aperti: dalla definizione dei rapporti con la società in house Trentino Digitale al coinvolgimento dei territori, fino alle ricadute organizzative e occupazionali della riforma.
Il CAL: bene il disegno di legge, ma decisioni condivise per sviluppo e disciplina delle modalità di ingaggio della Società in house
Sono iniziate con gli interventi della sindaca di Fai, Maria Vittoria Mottes, e di Walter Merler, responsabile dell’area innovazione, le audizioni sul disegno di legge n. 68, promosso dall’assessore Achille Spinelli. Mottes, referente del Consiglio delle autonomie locali (CAL), ha illustrato i contenuti del provvedimento, che aggiorna la legge provinciale 16/2012 in materia di digitalizzazione, software libero e dati aperti, oltre a rafforzare il sistema informativo elettronico trentino (SINET).
Il CAL ha espresso parere favorevole al disegno di legge, sottolineando però la necessità di mantenere un ruolo condiviso nelle decisioni future: in particolare, è stata ribadita l’importanza dell’intesa con il Consiglio sulle direttive relative allo sviluppo dei sistemi informativi e sulle modalità di affidamento dei servizi alla società in house.
Sulla stessa linea Walter Merler, che ha evidenziato come il ddl intervenga su una normativa ormai datata, aggiornata anche alla luce del nuovo codice degli appalti. Tra gli aspetti centrali, l’evoluzione del rapporto tra la Provincia e Trentino Digitale, chiamata a fornire servizi sempre più rilevanti ai Comuni. Proprio la ridefinizione di questi rapporti rappresenta uno dei punti di attenzione sollevati dal Consiglio delle autonomie locali, che chiede garanzie nel processo di aggiornamento della convenzione con la società di sistema.
Il consigliere Francesco Valduga (Campobase) ha sollecitato una valutazione sull’evoluzione dei servizi offerti ai Comuni, chiedendo se nel tempo siano stati davvero più efficienti ed economici o se siano emerse criticità tali da richiedere correttivi.
Sul tema dell’intesa si è soffermata anche Paola Demagri (Casa Autonomia), che ha evidenziato l’assenza, nel testo, di indicazioni sugli obiettivi tecnici di un eventuale accordo con il Consiglio delle autonomie locali (CAL), ritenuti necessari per chiarire bisogni e priorità. A rispondere è stata la sindaca di Fai, Maria Vittoria Mottes, che ha ribadito la richiesta del CAL: garantire che Comuni e Comunità – pur minoritari nelle quote rispetto alla Provincia – non si trovino in difficoltà di fronte ai cambiamenti e possano contare su un’attenzione specifica nelle scelte strategiche.
Walter Merler ha ricostruito l’evoluzione del rapporto tra enti locali e società di sistema: inizialmente percepita come struttura della Provincia, Trentino Digitale ha progressivamente rafforzato il legame con i Comuni, a partire dal 2016 con le fusioni comunali, passando per lo sviluppo del SINET e il contratto di rete del 2021. Un percorso accelerato dal PNRR, che ha reso la collaborazione “imprescindibile” per la trasformazione digitale del territorio. Proprio questa evoluzione, secondo il CAL, rende necessaria un’intesa formale nel momento in cui si ridefiniscono servizi e competenze affidati alla società in house. A chiudere il confronto è stato il presidente della Commissione Carlo Daldoss (La Civica), che ha sintetizzato la posizione emersa: l’intesa richiesta dal CAL appare centrale e la nuova modalità di erogazione dei servizi ai Comuni potrà rivelarsi strategica, a condizione che funzioni in modo efficace.

Sindacati: ok all’impianto, ma restano nodi su personale, governance e competitività
Parere complessivamente positivo sul disegno di legge 68 da parte dei sindacati, ma accompagnato da diverse richieste di chiarimento su organizzazione, personale e rapporti tra Provincia e Trentino Digitale. Walter Largher (UIL) ha riconosciuto la rilevanza dell’intervento su dati e cybersicurezza, definendolo un obiettivo condivisibile, ma ha segnalato lacune sul piano operativo: nel testo, ha osservato, mancano elementi concreti sulle innovazioni annunciate e sulla gestione dei rapporti concessori con la società in house. Dubbi anche sull’impatto organizzativo, ritenuto tutt’altro che marginale, e sulla carenza di competenze adeguate. Preoccupazione è stata inoltre la scelta di demandare alla Giunta aspetti cruciali, come la futura convenzione. Sulla stessa linea Andrea Grosselli (CGIL), che ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la capacità della società di garantire servizi agli enti pubblici e di valorizzare il personale, anche aumentando gli organici. Il segretario ha espresso il timore che il ddl serva soprattutto a ridefinire i rapporti tra Provincia e società, chiedendo maggiore coinvolgimento di Commissione e sindacati nella fase attuativa.
Il tema del personale è stato sollevato anche dal consigliere Francesco Valduga, che ha chiesto se il provvedimento possa contribuire a superare le criticità interne emerse nel corso dell’estate passata. Dal fronte sindacale erano emerse infatti preoccupazioni legate sia all’impatto dei progetti PNRR sia a difficoltà strutturali della società nel restare competitiva: secondo Largher, si registrano dimissioni frequenti e problemi di attrattività, legati a condizioni salariali e capacità di risposta al mercato.
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente della Commissione Carlo Daldoss, che ha sottolineato la strategicità di mantenere la gestione dei dati pubblici in ambito pubblico, pur riconoscendo la necessità di rafforzare competitività e professionalità.
Infine, Paola Demagri ha evidenziato l’esigenza da parte di Trentino Digitale di un confronto con il mercato europeo e internazionale, per evitare che il sistema resti indietro rispetto all’innovazione tecnologica.
Università: sì al ddl 68, ma chiede un ruolo diretto nella cybersicurezza
Parere positivo anche dal mondo accademico sul disegno di legge 68, giudicato in linea con le direttive europee e utile a modernizzare il quadro normativo sulla sicurezza informatica. I professori della facoltà di Ingegneria, Giovanna Massari e Fabrizio Granelli, hanno evidenziato come il testo aggiorni coerentemente la normativa provinciale in materia di cybersecurity. Allo stesso tempo, hanno proposto di inserire formalmente l’Università di Trento tra i soggetti che collaborano con Trentino Digitale, rafforzando così il sistema territoriale della sicurezza digitale. Sul fronte normativo, Vincenzo Maltese ha sottolineato la necessità di aggiornare i riferimenti legislativi presenti nella legge del 2012, ormai superati dalla normativa europea più recente, e di verificare l’allineamento con le linee guida dell’Agenzia per l’Italia Digitale in materia di open data e servizi digitali per la ricerca.
Agenzia Nazionale per la cybersicurezza: in Trentino attacchi in media con i dati nazionali
Un aumento delle minacce informatiche, legato anche all’espansione dei servizi digitali: è il quadro delineato da Marcello Albergoni nel corso dell’audizione sul ddl 68. Secondo i dati dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, nel 2025 in Trentino si sono registrati 47 incidenti e 6 eventi con impatto, spesso legati a campagne di phishing, mentre nei primi mesi del 2026 si è già raggiunta circa la metà dei casi dell’intero anno precedente. Un incremento dovuto sia alla crescita della superficie digitale sia ai nuovi obblighi di segnalazione introdotti dalla normativa recente. Albergoni ha sottolineato il ruolo dell’Agenzia nel coordinamento nazionale della cybersicurezza, evidenziando come la sua istituzione abbia semplificato un sistema prima frammentato. Positivo anche il giudizio sul Trentino, che ha raggiunto gli standard richiesti, grazie alla collaborazione con Trentino Digitale, Università e FBK. Nessuna criticità sostanziale sul disegno di legge, ma alcune proposte di modifica: introdurre il principio di “non ripudio dei dati”, rafforzare il riferimento alla preparazione e risposta agli attacchi, prevedere una clausola di coordinamento con l’ACN e chiarire il ruolo del referente per la cybersicurezza previsto dalla normativa nazionale. Mariachiara Franzoia (Pd del Trentino) ha chiesto un raffronto nazionale per capire quale sia la situazione del Trentino rispetto ad altre realtà e da dove provengono le minacce. Ha poi chiesto se il testo di legge sia sufficientemente chiaro e raggiunga gli obiettivi minimi. Albergoni ha risposto che le progettualità, per poter essere correttamente raggiunte, prevedono un minimo di obiettivi da raggiungere e questi sono stati raggiunti. Per quanto riguarda la provenienza delle minacce, ha detto che i dati saranno presto disponibili nella relazione annuale che sarà resa disponibile alla commissione mentre il numero di attacchi è in linea con la media nazionale.

Lepida: cybersicurezza e collaborazione tra enti al centro del modello emiliano-romagnolo
L’esperienza di Lepida è stata portata in audizione come modello di riferimento per il disegno di legge 68, con un focus su infrastrutture digitali e sicurezza informatica. Il direttore generale Francesco Raphael Frieri ha illustrato il ruolo della società, nata come infrastruttura di rete e oggi evoluta in piattaforma integrata di servizi digitali, sottolineando le principali criticità della cybersicurezza: errori umani nella gestione dei dati, protezione delle informazioni durante il trasferimento e il rischio crescente delle cosiddette “shadow AI”, strumenti utilizzati senza controllo che possono esporre dati sensibili. Sul piano operativo, il responsabile sicurezza Stefano Giannandrea ha descritto il modello di CSIRT regionale, basato sull’adesione volontaria degli enti pubblici: attualmente coinvolge 279 amministrazioni tra Comuni, Province e aziende sanitarie. L’obiettivo è prevenire e gestire gli attacchi informatici, attraverso monitoraggio, formazione e risposta agli incidenti, in un contesto in cui – è stato evidenziato – gli attacchi sono ormai “la regola”. Il sistema, finanziato anche con risorse PNRR, si fonda su una forte collaborazione territoriale e su sinergie con realtà come Trentino Digitale e Informatica Alto Adige. Nel dibattito, la consigliera Mariachiara Franzoia ha sollevato questioni su governance, competitività e capacità di attrarre professionalità. Frieri ha spiegato che il modello in house consente maggiore integrazione pubblica, economie di scala negli acquisti e prezzi più competitivi rispetto al mercato, pur nel rispetto delle regole sugli appalti.

IL DISEGNO DI LEGGE IN SINTESI
Il disegno di legge n.68 interviene sulla normativa digitale con un nuovo disegno di legge che aggiorna la legge provinciale del 2012, introducendo misure più stringenti su sicurezza informatica, gestione dei dati e infrastrutture digitali. Il provvedimento punta innanzitutto a inserire tra gli obiettivi strategici della Provincia la sicurezza delle infrastrutture digitali e del patrimonio informativo, oggi considerata prioritaria alla luce delle crescenti minacce cyber. Viene inoltre istituito un nuovo capitolo normativo dedicato alla sicurezza dei sistemi informativi, che affida un ruolo centrale alla società in house Trentino Digitale. Questa dovrà garantire qualità, interoperabilità e protezione dei dati, oltre a gestire direttamente il trattamento dei dati personali. Particolare attenzione è riservata al settore sanitario: la Provincia, insieme alla società di sistema e all’azienda sanitaria, definirà interventi specifici per rafforzare la protezione e l’affidabilità delle infrastrutture digitali e delle banche dati sanitarie. Sul fronte della cybersicurezza, il disegno di legge prevede il potenziamento delle capacità di prevenzione e risposta agli attacchi informatici, in linea con le strategie nazionali ed europee. Viene formalmente istituito anche un CSIRT territoriale (Computer Security Incident Response Team), incaricato di gestire incidenti e supportare enti pubblici e soggetti locali. Infine, il testo aggiorna il quadro normativo eliminando vecchie disposizioni risalenti agli anni ’80 e ’90 e superando il modello di concessione nei rapporti con la società in house, sostituito da un sistema più coerente con la normativa sugli affidamenti pubblici
Ultimo aggiornamento: 31/03/2026 18:58:36

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