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Apsp Mori: con la logopedista per fronteggiare la disfagia

MORI (Trento) - È cominciato nell’ottobre scorso, e prosegue con ottimi risultati, il lavoro della logopedista all’Apsp di Mori. La struttura dispone già da tempo di un servizio ambulatoriale di logopedia, aperto anche agli utenti esterni e gestito dalla dottoressa Maria Malfatti, ma il ruolo della dottoressa Camilla Brandolese è diverso ed è rivolto completamente agli ospiti della Rsa. Non tanto problemi del linguaggio, in questo caso, ma soprattutto la necessità di fronteggiare disfagia e presbifagia: purtroppo molto diffuse in età geriatrica.

A entrare nel dettaglio è la stessa dottoressa. «Abbiamo deciso di portare il servizio una volta a settimana, per 4 ore. La priorità è diagnosticare e tenere monitorati i casi di disfagia e presbifagia: sono entrambe problematiche della deglutizione. La disfagia è una vera e propria patologia, mentre la presbifagia indica uno stato in cui la funzione è “invecchiata”, ma in forma meno grave».

Spesso la qualifica di logopedista fa pensare al linguaggio. «Si possono ovviamente riscontrare e trattare casi in cui sono parzialmente compromesse le capacità di comunicazione. Non scordiamo, poi, che per molti anziani si hanno più patologie che si sommano, complicando il quadro generale.
Al momento, però, l’intento è concentrarsi sulle disfagie, per ottenere l’obiettivo primario di garantire ai residenti di nutrirsi in sicurezza».

Come si realizza questo? «C’è una stretta collaborazione con l’intero staff di cura e un costante dialogo con la dietista, dottoressa Giorgia Morandini e ovviamente col servizio mensa. Si lavora con grande attenzione sulle consistenze dei cibi, cercando di mantenere il più possibile anche il gusto e il piacere di mangiare. Assicurato questo, se le condizioni lo consentono si può anche lavorare sulla riabilitazione della funzione o, almeno, sul mantenimento delle capacità».

La figura, per Mori, è una novità che sta dando i suoi frutti. Entra nel dettaglio il coordinatore Fabio Durighello: «Quello delle disfagie è un problema davvero molto diffuso. All’ingresso di ogni nuovo residente attiviamo un intenso monitoraggio per i primi 3 giorni, per poter conoscere questa o altre possibili difficoltà; entro le prime tre settimane realizziamo il “Pai”, piano di assistenza individualizzato, che viene condiviso col residente e i suoi familiari. Il monitoraggio, poi, resta costante durante tutto il periodo di permanenza. Normalmente, per le disfagie vengono coinvolti l’infermiere e il fisioterapista, ma la scelta adottata a Mori è quella di attivare una figura specializzata. Un’ampia branca della logopedia si occupa infatti specificamente dei temi della deglutizione collegata all’invecchiamento».
Ultimo aggiornamento: 18/02/2026 15:47:13

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