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Venerdì 17 aprile 2026
Alzheimer e rette, la posizione di Upipa
Con riferimento al dibattito sulle rette a carico dei malati di Alzheimer nelle Rsa (e in generale delle patologie che rendono inscindibili il trattamento alberghiero e quello sanitario), Upipa interviene per sottolineare diversi aspetti, alcuni dei quali rimasti, finora, completamente ignorati.
Primo. Upipa sollecita in maniera forte e decisa la politica, nazionale e provinciale, ad affrontare il tema e a trovare soluzioni organiche. In tal senso si muove sempre in modo coordinato con ARpA (che raggruppa le Apsp altoatesine). Nell’attuale incertezza della norma e nel rimpallo della questione tra Stato ed enti locali, a trovarsi in prima linea - senza poter scegliere di fatto nulla autonomamente - sono le Rsa, i cui bilanci e la cui stabilità sono messi fortemente a rischio dal possibile aumento del numero di quelle cause ove ne uscissero soccombenti.
Secondo. La situazione, a oggi, non è del tutto chiara e l’esito delle cause non è scontato: a volte le famiglie perdono la causa, con nuovi esborsi. La normativa è complessa e non ci sono automatismi, per cui si invitano tutti alla prudenza.
Terzo. Avviare un contenzioso che può durare anche un decennio, è costoso in sé. Non tutti i famigliari se lo possono permettere e questo genera un’ulteriore disparità: penalizzando, con tutta probabilità, proprio chi avrebbe maggior bisogno di ridurre le spese.
Quarto. Non ne parla nessuno, ma il famigliare o chi per esso vince la causa ha sì il diritto al risarcimento delle rette versate, ma l’impatto non è solo col segno “più”.
Moltissimi, infatti, beneficiano dell’assegno di accompagnamento che, vinta la causa, dovrà essere restituito incluso il periodo pregresso.
Non finisce qui: perché il pagamento delle rette entra nella dichiarazione dei redditi e genera le relative detrazioni fiscali. Ebbene, se si ottiene la restituzione delle rette, la famiglia deve a sua volta “rifondere” tutte le detrazioni di cui ha beneficiato.
Fatte queste due “sottrazioni” il bilancio per la causa vinta resta probabilmente in positivo per la famiglia, anche se si devono ancora togliere le spese legali. Il guadagno reale, dunque, non è nei termini di cui spesso si legge.
Quinto. Se la gratuità delle rette verrà sancita per legge come Upipa auspica, questo sarà un passo avanti nella tutela dei cittadini fragili. Attenzione però, perché se chi è ospite di una Rsa avrà totale gratuità, ancora più ampio rispetto a oggi sarà il divario con chi si trova, spesso senza possibilità di scelta, a gestire queste problematiche in casa.
Sesto. Upipa è costretta a prendere le distanze dalla dichiarazione di Spes, probabilmente più una provocazione che non una reale intenzione, rispetto alla scelta di non accogliere più residenti affetti da Alzheimer e di dimettere quelli già ospitati. Giusta è l’affermazione della consigliera Parolari, secondo la quale chi dovesse mettere in atto questo tipo di scelta lo può fare solo se, al contempo, decide di muoversi come privato puro, rinunciando dunque a ogni convenzione con l’ente pubblico.
La missione prevalente di Upipa è quella di accogliere gli ospiti non autosufficienti che hanno bisogno di essere assistiti in maniera adeguata alla loro fragilità. Allo stesso tempo, però, è responsabilità precisa di ogni singola struttura garantire una sostenibilità economico-finanziaria del sistema, evitando quindi di dover far fronte a costi, tra l’altro imprevedibili, solo per il fatto di fornire un servizio giusto e doveroso, ma richiesto non dalle Apsp bensì imposto dal regolatore politico.
Ultimo aggiornamento:
18/04/2026 12:20:43