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Il dramma della guerra: presentato a Breno il film Cielo Rosso

Opera del regista Francesco Leo, con riprese e immagini di Valerio Fagliari, prodotta dall'Associazione "El Teler" 

​BRENO (Brescia) - Il dramma della guerra e la storia di un soldato ucraino che pensa di aver perso la figlia sotto i bombardamenti, invece la ritrova dopo anni.
Il film "Cielo Rosso" del regista Francesco Leo, con riprese e immagini di Valerio Fagliari, prodotto dall'Associazione "El Teler" è stato presentato in un teatro "Giardino" di Breno strapieno alla presenza delle autorità, tra cui il sindaco di Breno Alessandro Panteghini, l'assessore regionale Giorgio Maione, il direttore generale di Asst Valcamonica Corrado Scolari, il presidente e vice dell'Associazione El Teler, Lino Balotti e Battista Ramponi, la psicologa Gaia Sonzogni e il pedagogista Paolo Erba.

La serata è stata introdotta da Battista Ramponi, quindi sono intervenuti il sindaco Alessandro Panteghini che ha posto l'accento su un tema drammatico - la guerra - che scuote la coscienza ciascun cittadino e l'obiettivo di conquistare la pace e l'assessore regionale Giorgio Maione che il film pone al centro la tragedia provocate dalla guerra.
L'autore e regista Francesco Leo, docente a Darfo Boario, ha presentato il film "Cielo Rosso", ricordando l'impegno per realizzarlo di un anno, con al fianco Valerio Fagliari e i ragazzi che hanno avuto un ruolo attivo.

È il secondo film realizzato da Francesco Leo con l'associazione El Teler in Valle Camonica, con immagini spettacolari, sconosciute alla magggior parte delle persone presenti ieri sera al "Giardino": lo scorso anno "Ali di Lucciola" dove è stato affrontato il tema dell'elaborazione del lutto, quest'anno "Cielo Rosso", un inno al rapporto padre-figlio e ai diritti umani, un omaggio alle vittime di guerra e un messaggio forte contro la guerra.

In un'ora e 48 minuti viene raccontata la storia di Raul Shevchenko, soldato ucraino che resta coinvolto nella guerra con la Russia. Sotto i bombardamenti muoiono alcuni ragazzi, dove tra l'altro c'era la figlia. Il soldato sceglie di ritirarsi dalle scene e un programma per rifugiati lo conduce in Italia, dove prova a ricominciare una nuova vita. Deciso a non legarsi più a nessuno per paura di soffrire ancora, convive in solitudine sperando di andare oltre ciò che ha vissuto. Le cose cambiano quando entra in contatto con alcuni ragazzi che lavorano in una cooperativa locale e colpo di scena finale, ritrova la figlia, che aveva pensato morta sotto i raid russi, e la riabbaccia.

La guerra, la richiesta di pace con una storia a lieto fine è il filo conduttore del film, presentato in anteprima ieri sera, e che - come ricordato da Lino Balotti e Battista Ramponi, dalla psicologa Gaia Sonzogni e dal pedagogista Paolo Erba - coinvolgerà le scuole e i giovani non solo della Valle Camonica.
Ultimo aggiornamento: 18/04/2026 13:22:35

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