ARCO - Sabato 28 e domenica 29 marzo, due giornate per ripensare la città tra sostenibilità e comunità: un convegno, un podcast dal vivo e, domenica, il centro storico senz’auto trasformato in spazio condiviso per stare insieme, giocare e riflettere sul futuro del territorio. È «Arco Slow. Un paesaggio da abitare», la cui seconda edizione, riconosciuta come Ecoevento, è stata un fine settimana all'insegna della lentezza tra riflessione, socialità e gioco. Un evento che ha unito momenti di approfondimento e pratiche concrete, mettendo al centro i temi della sostenibilità, della qualità dello spazio pubblico e dell'abitare contemporaneo.
L’inizio è stato sabato pomeriggio al centro giovani Cantiere 26 con il convegno «Un paesaggio da abitare», dove conoscere alcune delle progettualità in tema di sostenibilità che vari attori stanno attuando in Alto Garda e oltre, aperto da Mauro Migliorini, sindaco di Asolo (VI) e presidente di Cittaslow International, e Valentina Porcellana, antropologa esperta in etnografia delle Alpi e welfare territoriale. Tre le sessioni tematiche: paesaggio e risorse, mobilità sostenibile, comunità e trasformazione culturale, con facilitazione a cura del'associazione Officina Comune e conclusioni affidate al giornalista Simone Casciano. In serata, dopo un toast realizzato con prodotti locali e una bibita, il live podcast «Città di Will Media» con Paolo Bovio e l'esperto Gabriele Rabaiotti, già assessore alla casa del Comune di Milano: partendo dalla crisi abitativa dell'Alto Garda la riflessione si è allargata al livello nazionale ed europeo.
Domenica 29 marzo Arco Slow è entrato nel suo ambiente d’elezione: le strade. Dalle 10 alle 18 via Garberie, via Marconi, via delle Palme hanno “spento” il traffico e sono diventate, assieme al parco ex tennis, un grande spazio di confronto, riflessione e sperimentazione. Un tempo per esplorare senza fretta, percorrere le strade con occhi nuovi e lasciarsi sorprendere da qualcosa di non programmato. Un posto dove poter stare senza il rumore e l’assillo delle auto, dove le famiglie hanno potuto incontrarsi, bambine e bambini giocare, con laboratori creativi, musica, giochi, sport, danza e itinerari in bici e a piedi.
L’iniziativa è stata organizzata dalla cooperativa Smart con il patrocinio e contributo del Comune di Arco e della Comunità Alto Garda e Ledro. Hanno contribuito Provincia autonoma di Trento, Fondazione Caritro, Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto, Apt Garda Dolomiti, Alto Garda Servizi, Riva del Garda Fierecongressi e le aziende agricole Bertamini e Agrisalus. L'iniziativa è inoltre riconosciuta come Eco Evento e azione del Distretto Family Alto Garda.
«La manifestazione è andata bene -spiega Martina Mosconi, responsabile del progetto- rispetto all’anno scorso non abbiamo ricevuto particolari lamentele e la sensazione è che sia entrata nella mentalità delle persone. Uno degli aspetti più significativi che sono stati notati riguarda la presenza dei giovani in veste di organizzatori. Ci sono state persone che spontaneamente hanno detto: è bello vedere che è pieno di giovani, che non si vedono così tanto in giro, e invece oggi sono i protagonisti. Vedendo i risultati che si raggiungono con queste giornate, si capisce quanto sia importante che esistano occasioni di questo genere, rivolte alla comunità: famiglie, bambini, giovani. L’importante per noi è che sia compreso l’esercizio culturale che si cerca di mettere in piedi: con l’esperienza di giornate come questa si scopre il valore vero di certi spazi pubblici come le strade, che potrebbero avere un valore totalmente diverso e dare una connotazione nuova al centro storico.
Oltre ai mattoni c’è sempre da fare un lavoro per arrivare a soluzioni senza creare grossi scossoni alla comunità, ma facendo vedere che anche cose grandi e complesse si possono affrontare. E, soprattutto, il valore che generano è incalcolabile».
«È stata molto più di una domenica senz'auto -dice Francesco Picello, presidente della cooperativa Smart- ma un vero e proprio laboratorio urbano grazie alla partecipazione di una cinquantina abbondante di enti e associazioni. Notevole la partecipazione, domenica, costante in tutta le giornata, indicativamente tra 2 e 3000 passaggi. Se l’appello di Arco Slow era chiamare cittadini, associazioni, scuole, enti pubblici a portare il meglio di se stessi per far emergere la grande città sostenibile che può essere l’Alto Garda, beh… possiamo dire che la comunità ha risposto, dando prova di visione e forza trasformativa. E tutti gli italiani che ascolteranno la puntata del palinsesto nazionale Will & Chora Media registrata al Cantiere 26 sabato sera, verranno a conoscenza di sfide e soluzioni abitative nazionali ed europee a partire dalla fotografia dell’Alto Garda e delle sfide che esso pone ai suoi giovani. Chiunque è venuto in centro ad Arco domenica ha potuto riempirsi i polmoni di quest’aria fresca e pulita, di questa gioia di stare insieme e scoprire ciò che l’altro può portarci. Facendo tutto ciò in una strada che è stata vissuta come luogo in cui stare e incontrarsi, e non come via di transito da percorrere su quattro ruote e schermati nei propri affanni personali. Un’esperienza che ha evidenziato la potenzialità di Arco come città pedonale, non relegata com’è ora alla linea di via Segantini e via Vergolano ma con una profondità importante di cui via Garberie e Marconi sarebbero una parte fondamentale».
Molto soddisfatto anche il vicesindaco Marco Piantoni, che ha partecipato a entrambe le giornate: «Soprattutto domenica è emersa con forza una questione centrale -spiega- ovvero la crescente difficoltà di mantenere un equilibrio tra diritto all’abitare, iniziativa economica e tutela della proprietà privata. Il tema non riguarda una contrapposizione ideologica, ma la necessità di interrogarsi su dinamiche economiche sempre più orientate al breve periodo e spesso scollegate dal territorio, che rischiano di trasformare il patrimonio locale, ricchezza delle comunità, in una mera leva di valorizzazione finanziaria. Arco Slow ha rappresentato un’occasione preziosa per riportare al centro il valore del territorio come bene vivo, fatto non solo di spazi, ma di relazioni, comunità e identità condivise. Da questa consapevolezza nasce l’esigenza di un riequilibrio: serve una comunità capace di agire in modo responsabile e coeso, superando logiche individualistiche e riconoscendo il proprio ruolo nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio locale. L’amministrazione continuerà a sostenere e promuovere iniziative come Arco Slow, che contribuiscono a costruire una visione più consapevole, inclusiva e sostenibile del vivere il territorio».
Infine, uno sguardo di prospettiva: «La nostra idea è arrivare a una giornata che esca da un solo punto del centro -dice Martina Mosconi- e che sia capace di attraversare diversi luoghi. L’obiettivo è esprimere i valori di Arco Slow in modo sempre più ampio, coinvolgendo non solo le realtà già attive ma anche altri spazi e presìdi socio-culturali del territorio. Tra questi, ad esempio, le biblioteche, ma anche altri servizi, associazioni, comunità ed etnie diverse. Questo permetterebbe di portare dentro la manifestazione nuovi punti di vista e nuovi valori, rendendo Arco Slow sempre più un’esperienza collettiva e diffusa, capace di rappresentare in modo ancora più completo la ricchezza della comunità».