ARCO (Trento) - Claudio Cia torna a sottolineare l'importanza di una programmazione per il Pronto Soccorso di Arco. "
A marzo 2026 ho presentato un’interrogazione sul Pronto soccorso di Arco perché i dati mostravano una crescita importante degli accessi e ponevano una domanda semplice: il servizio è stato rafforzato in modo stabile oppure continua a reggere attraverso riorganizzazioni, coperture di turno e ricorso a professionisti esterni?
Il Pronto soccorso di Arco serve l’Alto Garda, un territorio che nei mesi turistici vede aumentare in modo prevedibile la pressione sanitaria. Proprio per questo il tema non può essere trattato come un’emergenza improvvisa: va programmato.
Dalla risposta dell’assessore Tonina emergono elementi positivi che vanno riconosciuti: la riorganizzazione dell’Unità operativa di Medicina interna e Pronto soccorso, il supporto di medici esperti provenienti dal DEA di Trento, il lavoro sull’Osservazione breve intensiva e gli investimenti previsti per l’ospedale di Arco.
Ma i numeri confermano anche che il nodo strutturale resta aperto.
Gli accessi sono passati da 15.894 nel 2021 a 20.474 nel 2025, con un aumento di circa 4.580 accessi, pari a +28,8%.
A fronte di questo aumento, la dotazione medica stabile del Pronto soccorso non risulta cresciuta in modo proporzionato: i dirigenti medici in servizio erano 7 nel 2021, 7 nel 2022, 6 nel 2023, 7 nel 2024, 5 nel 2025 e 6 al 1° aprile 2026.
Il dato più significativo riguarda il ricorso ai professionisti esterni: 5 nel 2023 per 3.617 ore e 347.186 euro; 14 nel 2024 per 7.318 ore e 672.120 euro; 18 nel 2025 per 8.556 ore e 709.800 euro. Questo significa che il sistema ha trovato il modo di reggere, ma deve ora consolidare una risposta più stabile.
Il punto non è negare quanto è stato fatto, né indebolire il lavoro avviato dalla Giunta e da ASUIT. Al contrario: proprio perché ci sono interventi in corso, è importante che siano accompagnati da una programmazione del fabbisogno capace di guardare oltre l’emergenza e oltre la singola stagione turistica.
Una riorganizzazione è davvero efficace quando produce stabilità, continuità, sicurezza per i pazienti e condizioni di lavoro sostenibili per gli operatori. Per Arco serve quindi un passaggio ulteriore: consolidare il presidio, rendere attrattiva la sede per i professionisti e programmare per tempo il personale necessario nei periodi di maggiore pressione.
Il Pronto soccorso di Arco è strategico per l’Alto Garda. Rafforzarlo significa dare solidità a un territorio che cresce, accoglie turismo e ha bisogno di servizi sanitari capaci di reggere stabilmente la domanda reale". Il commento del Consigliere provinciale di Forza Italia.