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Giornata Nazionale della Sicurezza delle cure e delle persone assistite

giovedì, 16 settembre 2021

Quando:
17 settembre 2021@20:30–21:30 Europe/Rome Fuso orario
2021-09-17T20:30:00+02:00
2021-09-17T21:30:00+02:00

Domani,17 settembre, è la Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, che coincide con la Giornata mondiale della sicurezza dei pazienti (World Patient Safety Day), introdotta e promossa a livello internazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

“Quest’anno il tema della giornata è “la sicurezza delle cure materne e dei neonati”. A livello nazionale e globale, è necessaria un’ampia sensibilizzazione sul tema per coinvolgere tutti i portatori di interesse in azioni sostenibili e adottare strategie efficaci per migliorare la sicurezza materna e dei neonati, facendo leva sull’advocacy (promozione) per l’adozione delle migliori pratiche per prevenire i rischi evitabili e i danni a carico delle madri e dei neonati durante la nascita”,spiega la dottoressa Carmen Tereanu, risk manager di ATS Bergamo.

 

La promozione della salute in ambito materno infantile 

“In ambito materno infantile l’OMS ha individuato nel miglioramento della qualità della vita della madre e del bambino uno degli obiettivi sanitari prioritari a livello mondiale. Le evidenze scientifiche attualmente disponibili documentano in modo chiaro come alcuni rilevanti problemi di salute del bambino e dell’adulto siano prevenibili mediante semplici azioni realizzabili nel periodo perinatale e nei primi anni di vita, sia attraverso la riduzione dell’esposizione a fattori di rischio sia con la promozione di fattori protettivi”, esordisce il dottor Michele Sofia, direttore sanitario di ATS Bergamo. Tali azioni costituiscono gli elementi cardine della promozione della salute nei primi 1000 giorni di vita per mamma, bambino e comunità.

L’impegno di ATS Bergamo nel miglioramento della sicurezza della madre e del neonato si è concretizzato negli anni  in diverse campagne di sensibilizzazione e/o in percorsi specifici a loro dedicati.

 

Campagna di promozione assunzione acido folico in epoca pre-concezionale 

“ATS Bergamo ha promosso una campagna informativa per incrementare il numero di donne che assume acido folico in epoca pre-concezionale, coinvolgendo i soggetti che rappresentano le agenzie del territorio e sono punti di contatto della popolazione femminile”, aggiunge la dottoressa Enrica Breda, Coordinatrice ostetrica dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo.

I dati di Regione Lombardia riferiti all’assunzione di acido folico in epoca peri-concezionale correlato al numero dei parti nel territorio bergamasco (periodo 1 gennaio – 30 giugno 2020) riportano che solo il 28,79% delle donne assume acido folico prima della gravidanza.

“La prevenzione delle malformazioni congenite rappresenta una priorità, sia in considerazione dei dati di prevalenza, sia per le ricadute nel campo socio-sanitario come causa di mortalità e morbidità infantile”, aggiunge la dottoressa Breda. Un apporto adeguato di acido folico nel periodo peri-concezionale è un fattore importante di prevenzione del rischio di malformazioni, in particolare difetti del tubo neurale. Considerando che l’organogenesi avviene nelle prime otto settimane di vita prenatale, gli interventi più efficaci riguardano il periodo precedente al concepimento fino alle prime settimane dello sviluppo embrionale.

Il materiale informativo che è stato distribuito nell’ambito della campagna di sensibilizzazione è stato prodotto dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS e inviato ai Medici di Assistenza Primaria, ai Pediatri di Famiglia, alle Farmacie, agli Ambulatori ospedalieri di ostetricia- ginecologia e Pap-test,  ai Consultori familiari. La collaborazione di questi servizi è fondamentale per sostenere il progetto esponendo nelle sale d’attesa degli ambulatori i poster e distribuendo, in modo mirato, il materiale informativo accompagnato da counselling.

 

Promozione dell’allattamento nella comunità amica dei bambini per l’allattamento materno (BFCI) 

ATS Bergamo è stata riconosciuta da UNICEF Italia nel 2017 Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno (BFCI), 7° in Italia, in collaborazione con ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo Est e ASST Bergamo Ovest, dopo un percorso triennale di valutazione.

Dal 2014 ATS Bergamo effettua il monitoraggio allattamento: alla dimissione, presso i Punti Nascita (dal 2019 dato cedap) e alla I°-II°-III° vaccinazione,  presso i Punti Vaccinali ASST del territorio mediante questionari compilati dalle madri che si presentano per la vaccinazione del/la figlio/a. Il monitoraggio alla dimissione dal punto nascita indica un aumento della proporzione delle donne con allattamento al seno esclusivo dal 59% nel 2014 al 65% nel 2020, mentre il monitoraggio alla prima vaccinazione indica un aumento dal 44% nel 2014 al 58% nel 2020.

 

Protocollo di invio ospedale-territorio 

ATS ha promosso un protocollo di invio di tutte le madri/puerpere al momento della dimissione dal Punto Nascita, previo consenso, al Consultorio Familiare per la presa in carico. L’obiettivo è di adottare standard di buone pratiche assistenziali, implementare le competenze materne e dei familiari e consolidare la collaborazione ospedale-territorio. L’invio al Consultorio avviene per classi di priorità: 1 quando la diade madre-bambino necessita di una presa in carico precoce entro i primi 3 giorni dalla dimissione, la classe 2 per la presa in carico entro la prima settimana dalla dimissione. Nel 2021 questo percorso ha coinvolto 819 donne nel primo trimestre e 865 donne nel secondo trimestre.

 

Percorso dedicato di sorveglianza sanitaria in seguito a diagnosi di infezione da Sars-Cov-2 in donna gravida e puerpera; monitoraggio allattamento 

“Appena iniziata l’epidemia COVID-19, ATS Bergamo ha promosso un percorso di presa in carico dedicato e monitorato dalla coordinatrice ostetrica di ATS, per facilitare la sorveglianza sanitaria delle gravide/puerpere COVID-19 positive, considerate una popolazione fragile”, prosegue la dottoressa Breda Il percorso prevede l’indagine epidemiologica e la sorveglianza sanitaria, che consente di tutelare la salute della diade madre-bambino attraverso un monitoraggio dell’attuazione delle procedure di prevenzione e garantisce l’esecuzione dei tamponi nei tempi previsti. In aggiunta, è possibile apportare un supporto psicologico alle famiglie con la possibilità di indirizzare le madri a operatori e servizi del territorio, considerando le misure di isolamento sociale e/o la difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

“Un’attenzione particolare è stata posta alla promozione e al sostegno dell’allattamento, quale strumento efficace di promozione della salute e della relazione di madre-neonato-famiglia e orientamento, in tale prospettiva, verso l’assistenza territoriale. Il monitoraggio della modalità di allattamento è realizzato utilizzando una apposita scheda, compilata contattando periodicamente la puerpera”, conclude la dottoressa Breda.



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