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Design e case di riposo: seminario a Lavis

giovedì, 30 novembre 2023

Quando:
1 dicembre 2023@16:55–17:55 Europe/Rome Fuso orario
2023-12-01T16:55:00+01:00
2023-12-01T17:55:00+01:00

Upipa organizza momenti di formazione e confronto riservati ai direttori e agli amministratori delle Apsp: un’iniziativa che favorisce in particolar modo chi si trova alla prima esperienza all’interno dei consigli di amministrazione, in gran parte rinnovati proprio in questi mesi.

Ieri, martedì 28 novembre, all’Apsp “Giovanni Endrizzi” di Lavis, è intervenuto Emanuel Ingrao di Shifton: studio di design per l’innovazione sociale con sede a Milano. Lo studio ha realizzato progettazioni partecipate in diversi luoghi del mondo e, in particolare, ha curato la progettazione del “community hub” Magnete di Milano (la struttura integra un innovativo modello di Rsa con spazi di cultura, relazione e socialità aperti al territorio e alla cittadinanza). Tra le 6 linee di indirizzo individuate per orientare lo sviluppo delle Rsa del Trentino, formalizzate dal tavolo multidisciplinare organizzato dalla stessa Upipa nei mesi scorsi, c’è infatti “Ridefinizione degli spazi: a livello architettonico introdurre una nuova filosofia. La Rsa deve somigliare non a un ospedale ma a una casa, trasmettendo un senso di appartenenza, sicurezza e privacy”.

I vari incontri sono ospitati ogni volta da una diversa Apsp. La struttura di Lavis, ieri, ha illustrato ai partecipanti i propri punti di forza, tra cui l’attenzione alla qualità della vita dei residenti, in particolare nel contesto del nucleo demenze, e gli accorgimenti che consentono di ridurre al minimo la necessità di contenzioni garantendo maggior confort e libertà, che insieme al coinvolgimento reale e alla partecipazione sono valori su cui la struttura è da tempo impegnata. Un’eccellenza, quest’ultima, che è stata oggetto anche di una relazione al convegno nazionale del marchio Qualità e Benessere che si è tenuto il mese scorso a Castelnuovo del Garda.

«Sempre nella direzione delle azioni per confrontarsi, innovare e pensare oltre a quello che già c’è, poche settimane fa una delegazione del sistema delle Apsp trentine è stata anche in visita al “Paese ritrovato” di Monza: fonte di numerosi spunti innovativi. La collaborazione e il coinvolgimento dei soci Upipa è forte: c’è una diffusa volontà di cooperare per pianificare al meglio il futuro dell’assistenza» ha commentato la presidente di Upipa Michela Chiogna.

La voce della Consulta dei direttori sulle dichiarazioni dell’Opera Romani di Nomi

Con l’occasione dell’incontro di ieri, in cui si sono ritrovati a Lavis diversi direttori di Apsp del Trentino, si è discusso anche delle dichiarazioni apparse domenica 26 novembre su un quotidiano locale, rilasciate dal direttore dell’Apsp Opera Romani Livio Dalbosco sul modello di rappresentanza degli ospiti introdotto a Nomi: «Molte case di riposo del Trentino ci hanno chiesto di copiare il modo di operare».

Luigi Chini è portavoce della Consulta dei direttori che unisce i referenti delle 42 Apsp provinciali (che gestiscono in totale 50 Rsa). «Appreso dell’affermazione dalla stampa, mi sono premurato di fare un confronto presso i mei colleghi direttori e nessuno di quanti contattati pare essere tra quelli che avrebbero richiesto di copiare il modello di Nomi. Pare peraltro un segnale di scarsa apertura la modalità elettiva che vediamo sancita dal regolamento di Nomi pubblicato sul loro sito web: “la votazione durerà due ore” […] “la consultazione è valida qualora partecipino un numero di elettori che rappresentino almeno il 30% degli ospiti”. Questa non pare una strategia ottimale per agevolare l’ampia partecipazione degli interessati.

Purtroppo, il direttore di Nomi non partecipa da mesi alle iniziative della Consulta: non viene alle riunioni e non risponde ai sondaggi. Lo stesso fa con le riunioni di zona promosse da Upipa». Gli fa eco la presidente di Upipa Michela Chiogna: «Da mesi abbiamo chiesto un appuntamento ai vertici dell’Apsp di Nomi, senza esito. Al contrario il confronto, come quello di Lavis o quelli che abbiamo frequentemente coi familiari, sarebbe sempre fondamentale e andrebbe certamente a beneficio di tutti».



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