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Comunità Sonore: l’organo unisce i bambini della Valle Camonica e di Brescia

L'evento all’Auditorium San Giorgio di Brescia, la Fondazione Diocesana Santa Cecilia

BRESCIA - Domani, venerdì 30 ottobre, alle 17.30, all’Auditorium San Giorgio di Brescia, la Fondazione Diocesana Santa Cecilia presenta i risultati del progetto realizzato con l’Associazione Organistica Valle Camonica e con il contributo di Fondazione Cariplo: 200 bambini di due territori, un percorso tra gli organi storici e una comunità nata attorno a un patrimonio comune.

Un organo respira, come noi
E come una comunità, nasce dal lavoro di tante mani: organari, intagliatori, pittori, musicisti. Da questa idea è nato «Comunità Sonore. Percorsi di inclusione socioculturale attraverso la scoperta degli organi storici del territorio», promosso dalla Fondazione Diocesana Santa Cecilia e dalla Scuola Diocesana di Musica Santa Cecilia, con l’Associazione Organistica Valle Camonica e con il contributo di Fondazione Cariplo (bando «Scoperta della Cultura»).

Il progetto nasce dalla vocazione stessa della Fondazione: custodire il patrimonio musicale della Chiesa bresciana e renderlo vivo, comprensibile e condiviso, a partire dalle giovani generazioni. Gli organi storici, patrimonio di fede, di arte e di sapere artigiano, sono stati restituiti ai bambini non come oggetti da museo, ma come strumenti vivi: da ascoltare, esplorare, costruire e raccontare.

Il percorso
Duecento bambini della scuola primaria degli Istituti Comprensivi Darfo 1 e Darfo 2, in Valle Camonica, e della Scuola Audiofonetica di Brescia hanno seguito lo stesso itinerario, costruito sull’apprendimento esperienziale:
  • «Respira le tue emozioni» ha posto il respiro al centro, come punto d’incontro tra corpo, emozione e suono: la porta d’accesso all’organo come «strumento che respira».
  • «OrganiAMO», con il metodo dell’Inquiry Based Learning, ha guidato i bambini a costruire con un kit un organo in scala perfettamente funzionante, scoprendo per esperienza il legame tra materia, meccanica e suono.
  • «C’era una volta e c’è ancora» ha raccontato la storia dell’organo Antegnati–Serassi del Duomo Vecchio e dei tre maestri che lo hanno costruito, Giovan Giacomo Antegnati, Battista Piantavigna e Girolamo Romanino, intrecciando narrazione, musiche d’organo composte appositamente e movimenti che fanno sperimentare con il corpo il funzionamento dello strumento.
  • «La valle degli organi e dei mestieri» ha condotto le classi tra gli organi storici di Corna di Darfo e di Bienno, la bottega organaria Chiminelli e il Museo del Ferro di Bienno: l’organo come incontro di mestieri, materiali e saperi del territorio.
Insieme a Brescia
Il percorso si è concluso con una giornata che ha riunito i bambini dei due territori. Al mattino, nel Duomo Vecchio, l’incontro con «il re degli organi», lo storico Antegnati–Serassi: un’animazione teatrale e musicale ha fatto rivivere i personaggi che avevano accompagnato i bambini in tutte le tappe del viaggio.
Dopo il pranzo e il gioco condivisi, il pomeriggio al Polo Culturale Diocesano, sede della Scuola Diocesana di Musica Santa Cecilia, con il laboratorio «Wonderful Machine»: i bambini sono entrati nella cassa dell’organo Mascioni dell’Aula Magna, fino alla parte che di solito resta nascosta, dove i mantici danno fiato allo strumento e le file di canne trasformano l’aria in suono.

Una comunità sonora
In questa giornata il nome del progetto è diventato realtà. Bambini che vivono in luoghi e contesti diversi, comprese le classi della Scuola Audiofonetica, si sono scambiati esperienze e scoperte e si sono ritrovati attorno a uno stesso strumento, riconoscendo nell’organo un valore culturale comune. Tra la Valle Camonica e Brescia, tra organi di paese e grande patrimonio cittadino, Comunità Sonore ha costruito un’alleanza tra scuole, parrocchie, organisti, artigiani e istituzioni culturali. Il progetto ha sostenuto anche interventi di manutenzione degli organi, perché la conoscenza del patrimonio vada di pari passo con la sua cura.
Cosa resta. Il progetto lascia strumenti pensati per essere riutilizzati da scuole e comunità:
  • il libro illustrato «Filippo e l’Antegnati» di Mirka Pernis, con le illustrazioni di Bruna Poetini (Grafo), un racconto tra vero e verosimile che porta i lettori dentro il cantiere dell’organo, accanto ai maestri che lo hanno realizzato;
  • le musiche originali per organo composte per accompagnare la narrazione di «C’era una volta e c’è ancora»;
  • due organi didattici montabili, per portare il laboratorio anche dove non c’è un organo storico;
  • il gioco delle carte «Respira le tue emozioni» di Valentina Noris;
  • un video racconto del percorso e una pagina web dedicata, in fase di pubblicazione.
La serata e il futuro
L’evento di restituzione «Comunità Sonore. Una storia che continua a suonare» racconterà il percorso, i materiali realizzati e le testimonianze di chi lo ha vissuto. Il progetto è nato per essere replicato in nuove scuole e nuovi territori, e i prossimi passi saranno presentati da gennaio 2027 con una rete istituzionale più ampia. Il cuore di Comunità Sonore è il viaggio che porta i bambini gli uni verso gli altri e verso gli organi: rendere possibili questi spostamenti è il modo più concreto per permettere a questa comunità di continuare a crescere.

"L’organo è lo strumento più comunitario che esista: nessuno lo costruisce da solo, nessuno lo suona senza qualcuno che lo custodisca. Il momento più bello è stato vedere i bambini della Valle e quelli di Brescia scoprirlo insieme, dentro la sua cassa, tra mantici e canne. È il modo in cui una scuola di musica sacra può educare oggi: facendo del patrimonio un’esperienza viva e condivisa", il commento di Giovanni Benyacar, Direttore della Scuola Diocesana di Musica Santa Cecilia.

"Custodire il patrimonio musicale della nostra Chiesa significa anche saperlo consegnare a chi viene dopo di noi. Comunità Sonore mostra che gli organi storici possono tornare a essere luoghi di incontro tra generazioni, territori e comunità. Ringraziamo Fondazione Cariplo, l’Associazione Organistica Valle Camonica, le scuole e le famiglie, e invitiamo quanti condividono questo valore a sostenerne il cammino", Giacomo Favagrossa, Presidente della Fondazione Diocesana Santa Cecilia.
Ultimo aggiornamento: 29/10/2026 00:06

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