LONATO DEL GARDA (Brescia) - L’ingresso di
Castenedolo nell’area di produzione della
Garda Doc è stato al centro dell’incontro ospitato alla Rocca di Lonato, dove produttori, amministratori locali e rappresentanti del settore vitivinicolo si sono confrontati sulle prospettive della denominazione e sul ruolo del vino come strumento di valorizzazione territoriale.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consorzio Garda Doc,
Paolo Fiorini, che ha ricordato la nascita della denominazione come progetto di area vasta.
"Siamo nati con una logica di distretto e non di singolo consorzio", ha spiegato, sottolineando come Garda Doc rappresenti oggi uno strumento di promozione capace di affiancare e valorizzare le dieci denominazioni storiche presenti nell’area gardesana.
L’ingresso di Castenedolo, ha aggiunto, conferma l’evoluzione di un territorio unito dalle caratteristiche delle colline moreniche e da una comune vocazione vitivinicola. Sul tema dell’enoturismo si è soffermata
Giovanna Prandini, presidente di
Ascovilo e vicepresidente del
Consorzio Garda Doc, evidenziando il peso crescente del comparto per l’economia locale.
"L’enoturismo rappresenta una leva strategica per lo sviluppo economico, turistico e culturale dei territori», ha affermato, richiamando il ruolo delle Strade dei Vini e dei Sapori nella costruzione di una rete tra produttori, ristoratori, operatori turistici e istituzioni. Il valore della collaborazione tra realtà diverse è stato ribadito anche da Cristiano Malinverni, presidente della Strada dei Vini e dei Sapori del Garda.
"La nostra forza è stare insieme", ha dichiarato, sottolineando come la promozione territoriale debba coinvolgere vino, gastronomia, cultura e accoglienza per rafforzare l’attrattività dell’intero territorio bresciano e gardesano.
Sulla stessa linea l’intervento di Flavio Bonardi, presidente della Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi, che ha definito l’allargamento della denominazione un’opportunità di crescita condivisa. "Non abbiamo perso un territorio, abbiamo costruito un ponte", ha affermato, evidenziando come la collaborazione tra le diverse realtà territoriali rappresenti un valore aggiunto per l’intero comparto. A tracciare le prospettive future della denominazione è stato infine il direttore del Consorzio Garda Doc, Carlo Alberto Panont, che ha illustrato il modello di sviluppo costruito negli ultimi anni attorno al marchio Garda. Panont ha ricordato come Garda Doc operi a sostegno delle denominazioni storiche e delle aziende del territorio, promuovendo al tempo stesso il cosiddetto “modello di sostenibilità Garda Doc”, sviluppato in collaborazione con i territori lombardi e veneti dell’area gardesana. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla promozione internazionale.
Ogni anno, ha spiegato il direttore Panont, il Consorzio ospita giornalisti e operatori provenienti dai principali mercati europei per raccontare il Garda come un unico grande distretto vitivinicolo capace di unire Brescia, Verona e Mantova sotto un’identità territoriale condivisa. L’iniziativa si è conclusa con una cena dedicata agli abbinamenti food & wine Garda Doc, occasione di incontro tra produttori, amministratori e operatori del settore. Dal confronto è emersa la volontà di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra istituzioni e mondo produttivo per sostenere la crescita dell’enoturismo e la valorizzazione delle eccellenze del territorio gardesano.