TRENTO - Interrogazione del consigliere provinciale Filippo Degasperi (Onda) sulla "Criticità nella gestione del torrente Avisio: quali prospettive per la tutela e la valorizzazione della risorsa idrica?"

"Il torrente Avisio - scrive il consigliere provinciale Degasperi nell'interrogazione - rappresenta uno degli elementi identitari più significativi delle valli che attraversa, costituendo un patrimonio ambientale e paesaggistico, oltre che economico, di primaria importanza. La sua conservazione non riguarda soltanto la tutela degli ecosistemi fluviali e della biodiversità, ma anche la possibilità di garantire una fruizione sostenibile del corso d'acqua, conciliando la produzione idroelettrica con le attività ricreative, sportive, turistiche ed economiche che da esso dipendono"
"Negli ultimi anni, anche a livello europeo - prosegue il consigliere provinciale di Onda - è cresciuta l'attenzione verso la riqualificazione dei corsi d'acqua e il ripristino della loro funzionalità ecologica. Il recente Regolamento europeo sul Ripristino della Natura promuove infatti interventi di rinaturalizzazione, recupero della continuità fluviale e miglioramento dello stato ecologico degli ecosistemi acquatici, nella consapevolezza che i corsi d'acqua costituiscono un patrimonio naturale da preservare e valorizzare, visti anche i pericoli che derivano dall’aggressione da parte dei cambiamenti climatici. In questo contesto, assume particolare rilievo il contributo di coloro che operano quotidianamente lungo il torrente, non soltanto per finalità economiche ma anche come promotori di una fruizione rispettosa dell'ambiente e di una cultura della tutela del territorio"
"Proprio le esperienze raccolte da alcuni operatori della Val di Fiemme - aggiunge - evidenziano una serie di problematiche che inducono a interrogarsi sull'efficacia dell'attuale gestione del torrente Avisio e, più in generale, sull'attenzione riservata dalle istituzioni provinciali alla tutela di una risorsa naturale così strategica. Le attività outdoor sostenibili, che accompagnano cittadini e turisti alla scoperta del torrente rappresentano infatti un osservatorio privilegiato sullo stato del corso d'acqua e sulle criticità che ne interessano la gestione. Tali problemi non riguardano esclusivamente gli interessi delle attività economiche che operano sul fiume, ma investono appunto aspetti di carattere ambientale, ecologico e di sicurezza, coinvolgendo tutti coloro che vivono e frequentano il torrente e ponendo interrogativi sulla capacità di contemperare le esigenze della produzione idroelettrica con quelle della conservazione degli ecosistemi fluviali".
"Tra le problematiche maggiormente evidenziate vi sono le frequenti variazioni artificiali della portata del torrente, con oscillazioni anche molto marcate nell'arco della giornata - ricorda Degasperi -. Tali fenomeni sono oggetto di numerosi studi scientifici che ne evidenziano gli effetti sugli habitat acquatici, sulla fauna ittica e sulla stabilità dell'ecosistema fluviale, oltre a determinare condizioni di alto rischio per chi svolge attività sportive, ricreative o professionali nel torrente.
Ulteriori criticità riguardano la gestione degli svasi dell'invaso di Pezzè, che comportano il rilascio di ingenti quantità di sedimenti fini e limo, con conseguenze che, secondo gli operatori, incidono significativamente sulla qualità dell'ambiente fluviale e richiedono tempi prolungati per il ripristino delle condizioni ecologiche del corso d'acqua. A questo proposito, anche in vista del rinnovo delle concessioni idroelettriche, appare quindi opportuno interrogarsi sull'adeguatezza delle prescrizioni oggi vigenti e sulla possibilità di adottare modalità di gestione dei sedimenti maggiormente compatibili con la tutela ambientale. Emergono poi dubbi circa l'attuale affidabilità della rete di monitoraggio idrometrico, in particolare presso le stazioni di Masi di Cavalese e Molina di Fiemme, considerato che gli eventi alluvionali degli ultimi anni, compresa la tempesta Vaia, hanno modificato significativamente la morfologia dell'alveo, con possibili ripercussioni sulla rappresentatività delle misurazioni effettuate. A tali aspetti si aggiunge il tema della trasparenza nella gestione delle portate. Gli operatori lamentano infatti una comunicazione discontinua e spesso insufficiente riguardo alle riduzioni o alle interruzioni dei rilasci d'acqua, circostanza che rende difficile programmare le attività, garantire adeguati standard di sicurezza e organizzare una fruizione consapevole del torrente. La condivisione preventiva di tali informazioni dovrebbe, invece, costituire un elemento ordinario della gestione di una risorsa pubblica. Da questo quadro emerge, più in generale, la percezione di un confronto ancora episodico tra amministrazione provinciale, concessionari idroelettrici, enti competenti, associazioni e fruitori del torrente, nonostante la gestione di una risorsa così rilevante richieda forme stabili di dialogo, condivisione delle informazioni e partecipazione ai processi decisionali. Le questioni evidenziate sembrano dunque richiamare la necessità di una riflessione complessiva sul modello di gestione del torrente Avisio, affinché la valorizzazione della risorsa idrica tenga conto delle esigenze di tutela ambientale, della sicurezza, della qualità ecologica del corso d'acqua e delle opportunità di sviluppo sostenibile del territorio"
Nell'interrogazione il consigliere Filippo Degasperi chiede alla "Giunta provinciale di sapere: se sia a conoscenza delle criticità evidenziate dagli operatori che quotidianamente vivono e utilizzano il torrente Avisio e quale valutazione ne dia; quale sia il rilascio minimo vitale e il rilascio ecologico previsti per il torrente Avisio e se le portate effettivamente rilasciate risultino conformi ai parametri vigenti; se ritenga opportuno, anche in vista del rinnovo delle concessioni idroelettriche, introdurre prescrizioni più stringenti in materia di gestione degli svasi e dei sedimenti degli invasi, favorendo tecniche che riducano l'impatto sull'ecosistema fluviale e, in caso affermativo, quali iniziative intenda assumere; se ritenga opportuno verificare l'attuale affidabilità della rete idrometrica del torrente Avisio, con particolare riferimento alle stazioni interessate dalle modificazioni morfologiche intervenute negli ultimi anni, e quali eventuali interventi siano previsti; come valuti l'attuale livello di trasparenza nella comunicazione delle variazioni di portata e se intenda promuovere strumenti che rendano maggiormente accessibili i dati in tempo reale, anche mediante sistemi di monitoraggio pubblico quali webcam o analoghe soluzioni; se ritenga necessario lavorare per organizzare momenti periodici di confronto tra amministrazione, concessionari, enti competenti, associazioni e fruitori del torrente; quali iniziative intenda promuovere, anche alla luce del Regolamento europeo sul ripristino della natura e nell'ambito della futura disciplina delle concessioni idroelettriche, per favorire interventi di riqualificazione e rinaturalizzazione del torrente Avisio".