BRENO (Brescia) - Il Parco Archeologico di Minerva ha riaperto le porte con una toccante cerimonia e un forte segnale di pace. Minerva è la Dea della guerra, della saggezza, della poesia, della medicina e protettrice degli artigiani.
A
Breno, in località Spinera, sorge il tempio a lei dedicato, e rappresenta un simbolico punto di incontro e di unione tra le comunità di Breno, Cividate Camuno e Malegno.
A inizio primavera l’altare protostorico del Parco Archeologico del Santuario di Minerva a Breno viene scoperto dal telo con una toccante cerimonia che si è tenuta ieri pomeriggio alla presenza dei sindaci di Breno, Alessandro Panteghini, di Cividate Camuno, Alessandro Francesetti, un rappresentante del Comune di Malegno, e associazioni, gruppi e cittadini dei tre paesi.
"Coltivare la pace": il messaggio dell'evento, promosso con la collaborazione con Casa Giona e la partecipazione del’associazione Kaki Tree for Europe, Un gesto concreto: un kaki figlio di seconda generazione di un albero sopravvissuto all’atomica di Nagasaki è stato trasportato nel parco e venerdì 17 aprile sarà piantato a pochi passi dell'ulivo già presente nel parco.
Durante la cerimonia è stato letto un messaggio:
"Siamo in un luogo che, da secoli, parla di incontro tra popoli, culture e storie diverse.
Ma siamo qui anche in un tempo difficile,
un tempo in cui troppe parole feriscono, dividono, distruggono,
un tempo in cui troppo spesso si perde il rispetto per la vita umana.
Per questo il gesto di oggi ha un valore ancora più profondo.
Consegniamo un albero speciale: un kaki, figlio dell'albero sopravvissuto a Nagasaki.
Un albero che porta con sé una verità semplice e potente:
anche dopo la distruzione, la vita può rinascere.
Portarlo qui oggi significa scegliere da che parte stare.
Significa coltivare la pace, ogni giorno, con gesti concreti.
Perché la pace, come un albero, ha bisogno di radici, di cura, di responsabilità condivisa.
Che questo kaki possa crescere insieme a questo luogo,
e diventare un segno vivo di speranza, di dialogo
e di rispetto profondo per ogni vita.
Perché la pace non è qualcosa da aspettare:
è qualcosa da scegliere.
E da coltivare, insieme, a partire da oggi".
Ultimo aggiornamento:
12/04/2026 16:19:52