CLUSANE d'ISEO (Brescia) - A
Clusane d’Iseo sboccia la cucina con i fiori: territorio, biodiversità e alta formazione protagonisti di “
Un Fiore nel Piatto” Il 26 maggio la cena di gala con le ricette vincitrici del concorso dedicato alla cucina floreale contemporanea. In gara chef di Brescia e Bergamo, premi speciali e il coinvolgimento degli studenti del Cfp Zanardelli di Clusane d’Iseo.

La cucina con i fiori continua a evolversi e a conquistare spazio nella ristorazione contemporanea, non soltanto come esercizio estetico, ma come strumento concreto di valorizzazione del territorio, della biodiversità e della sostenibilità gastronomica. È questo lo spirito che accompagna la dodicesima edizione di
“Un Fiore nel Piatto”, il concorso ideato nel
2014 da
Loretta Tabarini, presidente dell’
Associazione PromAzioni360, diventato negli anni uno degli appuntamenti più originali dedicati ai fiori eduli, alle erbe spontanee alpine e alla cucina identitaria.
La manifestazione si concluderà
martedì 26 maggio con la cena di gala ospitata presso l’Istituto alberghiero
Cfp Zanardelli di Clusane d’Iseo, momento finale di un percorso che coinvolge chef, ristoratori, studenti, giornalisti, sommelier ed esperti del settore gastronomico. Per il quarto anno consecutivo il concorso è gemellato con il
Festival Nazionale della Cucina con i Fiori, ideato e diretto dal giornalista
Claudio Porchia e promosso dall’Associazione Ristoranti della Tavolozza di Sanremo, consolidando un dialogo sempre più stretto tra esperienze gastronomiche territoriali e ricerca sulla cucina floreale contemporanea. Il progetto coinvolge ristoranti delle province di Brescia e Bergamo con un obiettivo preciso: trasformare la straordinaria biodiversità della Valle Camonica — una delle aree europee più ricche di erbe spontanee e specie botaniche commestibili — in una proposta gastronomica moderna, sostenibile e profondamente radicata nel paesaggio locale. Qui i fiori eduli e le erbe spontanee non sono semplici decorazioni da piatto, ma ingredienti a tutti gli effetti, capaci di apportare profumi, note aromatiche, consistenze e identità gastronomica.
Una cucina che richiede competenze botaniche, tecnica, sensibilità e capacità narrativa.
Le preparazioni finaliste sono state valutate da una giuria particolarmente qualificata, composta da professionisti provenienti dal mondo della cucina, della gastronomia, della sommellerie, della ricerca e della formazione.
Per l’edizione 2026 la giuria è composta da: Alessandra Baruzzi, Coordinatrice Nazionale della Federazione Italiana Cuochi Lady Chef; Anna Bonettini, biologa ed esperta di alimurgia e gastrobotanica del Parco dell’Adamello; Alessandro Caccia, responsabile didattica AIS Lombardia; Claudio Di Dio, chef e fondatore di Under the Radar; Daniela Ferrando, giornalista enogastronomica e sommelier; Arianna Gatti, chef del ristorante Forme di Brescia e miglior chef donna d’Italia 2026 per Identità Golose; Desirèe Nardone, di CAST Alimenti e Food Genius Milano; Claudio Porchia, giornalista e direttore del Festival Nazionale della Cucina con i Fiori; Emanuele Roncalli, giornalista e critico enogastronomico; Matteo Scibilia, chef del network Italia a Tavola; Luca Venturelli, presidente dell’Associazione Cuochi Bresciani.
La cena finale del 26 maggio proporrà il “menu floreale ideale”, costruito attraverso le ricette vincitrici del concorso. L’antipasto sarà firmato dal Ristorante Castello Oldofredi con il piatto Storione, panna di bufala infusa ai fiori di acacia, rafano e dragoncello, proposto in abbinamento ad Alma Assemblage 2 DOCG Extra Brut della Cantina Bellavista. Il primo piatto porterà la firma della Trattoria Da Mario in Cascina con Trama Selvatica, accompagnato dal 27 Colletto Extra Brut della Cantina Colletto. Per il secondo, protagonista Dispensa Franciacorta con Wellington di lago, biete, aglio orsino e beurre blanc al sambuco, servito insieme al Fausto Capriano del Colle Bianco della Cantina Lazzari. Chiuderà il percorso il dessert della Trattoria La Peppina: Magnolia in tre atti, un parfait realizzato con marmellata di magnolia e abbinato a Il Sant della Cantina Rocche dei Vignali.
Durante la serata sarà assegnato anche il premio speciale “Colpo al Cuore” a Letizia Bistrot per il dessert Bacio di Rosa. La motivazione del riconoscimento sottolinea “la capacità di trasformare un dessert in un’esperienza emozionale, dove la delicatezza della rosa incontra tecnica, eleganza e memoria sensoriale, restituendo nel piatto armonia, raffinatezza aromatica e poesia gastronomica”.
Sarà assegnato il premio per il miglior connubio vino-piatto al Ristorante Castello Oldofredi, per l'eccellente armonia tra lo storione e l’Alma Assemblage 2 Extra Brut di Bellavista ed il premio Piatto Green al Ristorante la Dama sul Lago con il dessert “Fiore d’arancio pera e cioccolato” Accanto ai premi speciali saranno consegnati anche i riconoscimenti “Fiore d’Autore”, assegnati dall’Associazione Ristoranti della Tavolozza ai ristoranti che si sono distinti per creatività e ricerca nell’utilizzo dei fiori eduli.
Tra i premiati, il Bioristoro Cristo Re per il piatto Tempeh di ceci sabbiato, porro al sambuco e polenta dei campi. La motivazione evidenzia “l’equilibrio tra cucina vegetale, sostenibilità e valorizzazione aromatica del sambuco, in un dialogo armonico con la rusticità della polenta e la profondità del tempeh”.
Un ulteriore riconoscimento andrà inoltre al dessert Pane, olio, miele, fiori di acacia e polline,del Ristorante Castello Oldofredi premiato per “aver trasformato ingredienti semplici e identitari in un racconto gastronomico poetico capace di evocare il paesaggio rurale attraverso una raffinata essenzialità”.
Uno degli aspetti più significativi della manifestazione resta il forte coinvolgimento degli studenti del CFP Zanardelli di Clusane d’Iseo, che partecipano attivamente all’organizzazione e alla gestione della serata. “Per i ragazzi - sottolinea Loretta Tabarini - il concorso rappresenta una vera esperienza formativa: lavorano a stretto contatto con chef e giurati, confrontandosi con le dinamiche reali della cucina professionale. La cucina floreale non è una semplice tendenza estetica, ma un linguaggio gastronomico che richiede conoscenza botanica, tecnica e capacità di interpretare il territorio”.
I vincitori potranno inoltre accedere ai percorsi di alta formazione delle CastaAmbassador Masterclass di Cast Alimenti, partner dell’edizione 2026, entrando in contatto con alcuni dei protagonisti della ristorazione italiana contemporanea.