TRENTO - C’è chi lo conosce per gli studi di fisica, i libri usciti nella collana Landau-Lifshitz, l’equazione che porta il suo nome e che descrive la dinamica di un sistema di bosoni ultrafreddi. Ma ci sono soprattutto persone legate a lui da amicizia e collaborazione scientifica pluriennali. Lunghezze d’onda e frequenze diverse che, insieme, compongono la figura di Pitaevskii e ne restituiscono il rapporto speciale che ebbe con l’Ateneo di Trento. Tra stima e nostalgia oggi a Povo si è svolta la cerimonia di intitolazione dell’aula A104 del Polo Ferrari 1 al fisico di origini russe Lev Petrovich Pitaevskii.
Il pomeriggio si è aperto con il saluto istituzionale del rettore di UniTrento Flavio Deflorian e gli interventi del direttore del Dipartimento di Fisica Gianluca Lattanzi e di Sandro Stringari, professore emerito dell'Università di Trento e amico di Pitaevskii, promotore dell’intitolazione.
Si sono ricordati i momenti più importanti della carriera dello scienziato russo e ci si è soffermati sulle collaborazioni scientifiche con il gruppo del Dipartimento di Fisica di Trento e con altri laboratori italiani e stranieri.
Quindi il videomessaggio di Eric Cornell, premio Nobel per la fisica nel 2001, a testimoniare la statura scientifica del fisico russo che amava il Trentino come una seconda patria, che scelse di vivere a Povo e di essere sepolto nel cimitero di Trento.
La cerimonia è proseguita con il colloquium “When Crystals Flow: The Emergence of Supersolid Quantum States” tenuto da Francesca Ferlaino, professoressa dell'Università di Innsbruck, che da anni interagisce con il Centro Bec (Bose-Einstein Condensation) di Trento su temi di ricerca comuni e collabora con l'Associazione italiana Studenti di Fisica nell’organizzazione della settimana "Trento-Innsbruck Quantum Information Tour" per la visita dei laboratori nelle due sedi universatarie. Ferlaino ha messo in evidenza l’eredità di Lev Pitaevskii nell’evoluzione della fisica quantistica.
Infine, ha concluso l’evento il racconto “Lev Pitaevskii's life in Moscow” narrato da due persone che hanno coltivato l’amicizia con lui anche durante il periodo trentino: Marina Sakharov Liberman, vice-presidente della fondazione Andrei Sakharov, che supporta iniziative a sostegno dei diritti umani nel mondo e che è dedicata al fisico e dissidente russo, nonno di Marina, e Mikhail Liberman, professore dell'Università di Stoccolma, amico di Lev Pitaevskii da quando entrambi lavoravano al Kapitza Institute di Mosca.
Lev Pitaevskii (Saratov, 18 gennaio 1933 – Rovereto, 23 agosto 2022), cresciuto alla scuola Lev Landau, è stato uno dei più eminenti fisici teorici al mondo nel campo della fisica statistica e della fisica della materia condensata. Alla fine degli anni '80, da Mosca, iniziò una collaborazione scientifica con Sandro Stringari a Trento che portò alla sua chiamata come docente. Trasferitosi definitivamente a Povo, mantenne il ruolo di professore all’Università di Trento dal 1998 fino al suo pensionamento, avvenuto nel 2008, ma il suo lavoro di ricerca proseguì intensamente anche negli anni successivi.
Nel 2022 il Centro Bec, dove era stato protagonista di tante ricerche insieme ai colleghi del Dipartimento di Fisica di UniTrento e dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche, è stato rinominato Pitaevskii Bec Center.
Ora è arrivata la decisione dell’Ateneo di dare il suo nome anche a un’aula universitaria, lì dove si trasmette il sapere. L’intitolazione «intende onorare la memoria del professor Lev Pitaevskii, valorizzandone il prestigio che ha conferito all’Ateneo e perpetuandone il ricordo tra le future generazioni», si afferma nella motivazione.
L’iter è partito da una lettera del professore emerito Sandro Stringari, amico di lunga data di Pitaevskii, al Consiglio di Dipartimento di Fisica e ha ottenuto il supporto delle strutture accademiche che condividono gli spazi del Polo Ferrari: i dipartimenti di Ingegneria industriale; Ingegneria e Scienza dell’Informazione; Biologia cellulare, computazionale e Integrata; Matematica. Dopo la delibera del Consiglio di Dipartimento del 17 dicembre 2025, la parola è passata al Senato accademico.
«Il professor Pitaevskii è stato un illustre docente ricercatore del Dipartimento di Fisica per più di vent’anni e la sua testimonianza umana e professionale è ancora fortemente presente nella comunità accademica dell’Università di Trento. Inoltre, il suo profilo scientifico è di eccezionale rilievo a livello nazionale e internazionale, come emblematicamente dimostrato dal fatto che il nome della famosa equazione Gross-Pitaevskii è menzionato quasi mille volte nel titolo delle pubblicazioni scientifiche registrate da Web of Science», si legge nella delibera del Senato accademico che il 14 gennaio 2026 ha dato il via libera finale all’intitolazione.
Ultimo aggiornamento:
27/05/2026 17:07:09