L'Agenda delle Valli

Ricucire il futuro: MUSE e carcere insieme per il progetto Articolo 27

Inizio: 12/05/2026 dalle ore 21:00 - Fine: 12/05/2026 alle ore 22:00 IT

Trasformare la pena in un’opportunità di crescita, usando la cultura e la scienza come leve di riscatto. Con questo obiettivo il MUSE – Museo delle Scienze di Trento promuove “Articolo 27”, un progetto di equità sociale rivolto alle detenute e ai detenuti della Casa Circondariale di Trento. L’iniziativa, che prende il nome dal principio costituzionale della funzione rieducativa della pena, è realizzata in stretta collaborazione con la Casa Circondariale, la Conferenza Regionale Volontariato Giustizia del Trentino-Alto Adige (CRVG) e l’Associazione Provinciale Aiuto Sociale (APAS). 
 
La conoscenza come strumento di riabilitazione e il museo come spazio di possibilità. Al via il secondo incontro del percorso che unisce scienza, fabbricazione digitale e botanica per il reinserimento sociale delle persone detenute. 
 
La tavola rotonda: Comunità, lavoro e seconde possibilità oltre il carcere 
Il significato profondo della sinergia MUSE –APAS sarà al centro del secondo incontro pubblico del progetto “Articolo 27” in programma lunedì 11 maggio dalle 18 alle 19.30 nella sala conferenze del museo che si articola in una tavola rotonda per riflettere su modelli detentivi alternativi e sull'importanza del welfare culturale. Al centro del dibattito, il recente rapporto del CNEL che dimostra come il lavoro e la formazione riducano drasticamente il rischio di reiterazione del reato, puntando all’obiettivo della "recidiva zero". 
 
Intervengono: 
dott.ssa Lucrezia Aielli, Responsabile Area trattamentale Casa Circondariale di Trento; 
dott. Alessandro Zen, Referente progetti equità sociale e intercultura MUSE; 
Avv. Maria Coviello, Presidente APAS; 
D.ssa Lucia Fronza Crepaz, Presidente CRVG; 
Dott. Luciano Piras, Giornalista de La Nuova Sardegna
 
Il progetto: tra cura del verde e alta tecnologia 
“Articolo 27” si sviluppa attraverso due percorsi complementari, pensati per offrire competenze professionalizzanti e ridurre la recidiva: 
 
1. Botanica e cura del territorio: Una convenzione con la Casa Circondariale permette a detenuti in regime di pubblica utilità (Art. 20-ter) di formarsi nella gestione degli spazi verdi del MUSE. Dalla preparazione del terreno alla pulizia dei semi della collezione del Giardino Botanico Alpino, le/i partecipanti acquisiscono abilità tecniche spendibili nel mercato del lavoro agricolo e vivaistico.  
 
2. Digitalizzazione e Archeologia al FabLab: In collaborazione con CRVG e APAS, detenute e detenuti in regime di semilibertà o lavoro esterno (Art. 21) operano nell’officina digitale del museo. Qui, le/i partecipanti realizzano repliche 3D dei reperti del Museo delle Palafitte del Lago di Ledro. Attraverso scannerizzazione laser, stampa 3D e texturizzazione manuale, le detenute e i detenuti "ricuciono" il passato preistorico, creando strumenti tattili per non vedenti e materiali didattici per le famiglie. 
 
Obiettivi e Impatto 
L’obiettivo del progetto è dare l’opportunità a detenute e detenuti di acquisire nuove competenze anche utili per il mondo lavorativo, riscoprire il valore della conoscenza e contribuire concretamente alla vita culturale della comunità, costruendo un ponte tra carcere e società al fine di abbattere pregiudizi e favorendo la loro partecipazione attraverso attività culturali e collaborative. 
 
"Un progetto museale con le persone detenute assume un ruolo fondamentale nel promuovere il welfare culturale”, spiegano i referenti del progetto. "Il museo non è solo un luogo di conservazione, ma un agente sociale che favorisce la partecipazione e il benessere individuale, aiutando a riscoprire l'umanità attraverso la cultura”. 
 
Per il MUSE, l'iniziativa rappresenta un consolidamento del proprio ruolo come luogo di inclusione, capace di abbattere lo stigma e costruire ponti concreti tra il "dentro" e il "fuori" del contesto carcerario. 

Ultimo aggiornamento: 05/05/2026 15:06:44