Dopo le esperienze già avviate in diverse realtà italiane, il progetto "Chiese a Porte Aperte" arriva anche in Lombardia e coinvolge, per la diocesi di Como, due luoghi di particolare pregio del territorio lariano: la chiesa di San Martino a Careno e la chiesa di Santa Maria di Vico a Nesso.
L'iniziativa unisce valorizzazione del patrimonio ecclesiastico, innovazione tecnologica e accessibilità, con l'obiettivo di rendere più semplice la visita a edifici di grande valore storico, artistico e devozionale. Il sistema si basa sull'app gratuita "Cultura a Porte Aperte", attraverso la quale sarà possibile prenotare l'accesso alle chiese negli orari stabiliti e visitarle in autonomia. L'iniziativa è resa possibile grazie al protocollo d'intesa sottoscritto tra Regione Ecclesiastica Lombarda, Regione Ecclesiastica Piemonte e Valle d'Aosta e Fondazione Cariplo per l'estensione del progetto alle diocesi lombarde.
«Le nostre chiese non sono soltanto monumenti da ammirare. Raccontano la fede di generazioni che ci hanno preceduto, custodiscono opere d'arte che parlano di bellezza e di speranza e continuano a essere luoghi vivi di preghiera, di incontro e di fraternità. Aprire le loro porte significa offrire a tutti la possibilità di scoprire una storia che appartiene a un’intera comunità», sottolinea il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni.
Per Enrico Lironi, Consigliere di amministrazione di Fondazione Cariplo, «“Chiese a Porte Aperte” è un progetto che interpreta in modo attuale la valorizzazione del patrimonio culturale: non solo conservazione, ma nuove forme di accesso e partecipazione. Fondazione Cariplo sostiene percorsi capaci di mettere in relazione soggetti diversi e costruire infrastrutture condivise a servizio dei territori. L’avvio in Lombardia, a partire dalla diocesi di Como, segna un passaggio importante in questa direzione. È così che immaginiamo lo sviluppo culturale: facendo sistema e ampliando le opportunità di fruizione».
Per Monica Testori, della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo, «Aprire queste chiese significa restituirle alla quotidianità delle persone, rendendole accessibili in modo semplice e immediato. Il valore del progetto sta anche nell’esperienza: prenotare, entrare, ascoltare e scoprire luoghi spesso poco conosciuti ma ricchissimi di storia. In un territorio come quello comasco, iniziative così aiutano a rendere visibile un patrimonio diffuso e a coinvolgere nuovi pubblici, dai residenti ai turisti. La tecnologia accompagna la visita in modo discreto, senza sostituirne il significato più profondo. Un’attenzione particolare all’accessibilità rende infine queste esperienze davvero aperte a tutti».
Due inaugurazioni per conoscere il progetto
Sono previsti due momenti inaugurali aperti alla stampa e alla cittadinanza per conoscere da vicino il funzionamento del sistema "Chiese a Porte Aperte".
Il primo appuntamento è in programma domenica 28 giugno alle ore 18.00 nella chiesa di San Martino a Careno, con la celebrazione della Santa Messa, la presentazione del progetto, l'apertura ufficiale della chiesa (con la possibilità di sperimentare direttamente le modalità di fruizione della visita previste dall'app "Cultura a Porte Aperte") e un momento conviviale. Interverranno:
- don Maurizio Salvioni, parroco di Careno e responsabile dell'Ufficio diocesano per l'Edilizia di Culto;
- l'architetto Elisabetta Gandola, direttore dell'Ufficio Tecnico della diocesi di Como;
- la d.ssa Monica Testori, della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo.
Il secondo appuntamento si terrà domenica 12 luglio alle ore 18.00 nella chiesa di Santa Maria di Vico a Nesso, sempre con la celebrazione della Santa Messa, la presentazione del progetto, l'apertura ufficiale della chiesa (con la possibilità di sperimentare direttamente le modalità di fruizione della visita previste dall'app "Cultura a Porte Aperte") e un momento conviviale. Interverranno:
- don Maurizio Salvioni, arciprete di Nesso e responsabile dell'Ufficio diocesano per l'Edilizia di Culto;
- la d.ssa Cinzia Ferrari, economo e direttore dell'Ufficio amministrativo della diocesi di Como;
- il professor Enrico Lironi, Consigliere di amministrazione di Fondazione Cariplo.
Careno e Nesso: due gioielli di fede e arte
Le due chiese scelte per il progetto rappresentano autentici gioielli del patrimonio ecclesiale comense.
- Santa Maria di Vico, documentata già nel 1184 e situata lungo l'antica Via Regia, conserva un prezioso polittico ligneo realizzato da Bartolomeo De Benzi nel 1500 e importanti cicli di affreschi risalenti tra il XIII e il XVI secolo.
- San Martino di Careno, anch'essa attestata da fonti medievali, è uno degli esempi più suggestivi di architettura romanica del territorio, con il suo campanile affacciato sul lago, il portico panoramico e le decorazioni pittoriche che raccontano secoli di storia e di fede.
Come funziona l’app
Il funzionamento è semplice: dopo aver scaricato l'app e creato il proprio account, il visitatore potrà prenotare gratuitamente la visita. Una volta giunto sul posto, accederà all'edificio tramite un sistema automatizzato e controllato, utilizzando il proprio biglietto digitale. La tecnologia diventa così uno strumento concreto per favorire la conoscenza e la fruizione del patrimonio ecclesiastico, nel rispetto dell'identità e della funzione dei luoghi di culto.
L'esperienza non si limita all'apertura degli edifici. All'interno delle chiese sarà infatti disponibile un percorso narrativo multilingue con contenuti storico-artistici e spirituali, accompagnati da voce narrante, musiche e illuminazione dedicata, pensati per valorizzare ambienti e opere. Particolare attenzione è riservata anche all'accessibilità: all'ingresso saranno presenti pannelli multisensoriali visivo-tattili, riproduzioni tattili di alcune opere e contenuti audio-video in Lingua Italiana dei Segni attivabili tramite QR code.
La genesi del progetto: gli attori coinvolti
Il progetto nasce dall'esperienza sviluppata dal 2018 in Piemonte e Valle d'Aosta e si inserisce nel più ampio programma "Cultura a Porte Aperte", promosso dalla Consulta regionale per i Beni culturali ecclesiastici e dalla Fondazione CRT, successivamente sostenuto dal Ministero della Cultura e dall'Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI.
Nel dicembre 2024 la Regione Ecclesiastica Lombarda, la Regione Ecclesiastica Piemonte e Valle d'Aosta e Fondazione Cariplo hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per estendere il progetto alle diocesi lombarde, favorendo una gestione condivisa del sistema e la diffusione di buone pratiche per la valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico.
Approvata dalla Conferenza Episcopale Lombarda, l'iniziativa rappresenta un'opportunità significativa per il territorio. La tecnologia non sostituisce il ruolo delle comunità e dei volontari che custodiscono questi luoghi, ma si propone come uno strumento complementare, capace di ampliare le possibilità di accesso e di conoscenza. Con questo progetto la diocesi di Como, prima in Lombardia ad avviare il percorso (seguiranno Milano, Bergamo, Cremona e Crema, più la diocesi di Verona per alcuni beni situati in provincia di Brescia), sceglie di investire in una forma di valorizzazione che coniuga tutela, accoglienza e innovazione, offrendo un nuovo modo di avvicinarsi al patrimonio culturale ed ecclesiale del territorio
Ultimo aggiornamento:
26/06/2026 19:07:24