L'Agenda delle Valli

Lombardia, commemorazione Bossi

Inizio: 01/04/2026 dalle ore 10:00 - Fine: 01/04/2026 alle ore 12:00 IT

“Bossi è stato, anzitutto, un uomo capace di visione, di anticipare i tempi e intuire prima di altri, comprendendone a fondo le ragioni, un territorio che reclamava una voce politica e istituzionale troppo spesso non rappresentata: il Nord”. Queste le parole con cui il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commemorato nell’aula del Consiglio regionale Umberto Bossi, il fondatore della Lega scomparso lo scorso 19 marzo.
Il governatore Fontana ha sottolineato come Bossi abbia rappresentato “un valore per la storia politica della Lombardia e del Paese”, a partire dall’intuizione alla base della nascita della Lega Lombarda prima e della Lega Nord poi: “il significato profondo è stato quello di dare voce a un sentimento autentico di appartenenza territoriale e a una domanda di rappresentanza che, in quegli anni, trovava scarso ascolto. Comunità intere avvertivano una distanza crescente rispetto all’immagine pubblica del Paese, percepita come lontana non solo sul piano politico e amministrativo, ma anche su quello culturale e sociale”.
Fontana ha ricordato come “in un tempo in cui determinati temi erano ai margini del dibattito pubblico, Bossi ebbe la forza di imporre sulla scena politica nazionale la necessità di ripensare il rapporto tra Stato e territori. Parlò di autonomia, di federalismo, di responsabilità amministrativa quando queste parole non erano patrimonio condiviso nel panorama politico italiano. Oggi, quelle stesse questioni sono al centro dell’agenda politica nazionale e impegnano concretamente il Governo: questo è, indubbiamente, uno dei segni più evidenti della profondità della sua eredità politica”.
Spazio poi a un ricordo personale: “Per me e credo per molti di noi – ha detto Fontana - il rapporto con Umberto Bossi non è stato soltanto politico, ma anche personale. È stato un punto di riferimento, una guida, in alcuni momenti anche un esempio di determinazione e coerenza. Nella sua figura si sono intrecciati il carisma del leader e la concretezza di chi conosceva profondamente i territori e le persone che li abitano. Nel corso della sua lunga esperienza pubblica, l’Umberto non si è mai curato di piacere a tutti. Ma è proprio nella complessità delle grandi figure politiche che si misura il loro impatto reale: Bossi ha inciso, ha lasciato un segno, ha aperto una strada che altri hanno percorso e continuano a percorrere”.
“Nel ricordarlo – ha proseguito il governatore - non celebriamo soltanto un protagonista della vita politica italiana, ma riconosciamo il valore di un’intuizione che ha cambiato il modo di pensare le istituzioni. L’autonomia differenziata, il rafforzamento delle competenze regionali, il principio di responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche: sono tutti temi che trovano in quella stagione politica le loro radici più profonde”.
“A nome di tutta la Giunta – ha concluso Fontana - desidero esprimere un ricordo sincero e commosso. A chi ha condiviso con lui un percorso politico e umano, e alla sua famiglia, va il mio pensiero sincero. Onorare la memoria di Umberto Bossi significa, oggi, anche assumersi la responsabilità di proseguire un confronto serio e concreto sui temi che ha posto al centro del dibattito. Con la consapevolezza che le intuizioni, per diventare davvero patrimonio comune, debbano tradursi in scelte responsabili e in risultati concreti per i cittadini”.

“Oggi in Aula abbiamo voluto rendere omaggio a Umberto Bossi, una figura che ha segnato profondamente la storia del nostro movimento, della Lombardia e del nostro Paese. Un momento carico di emozione e di sincera riconoscenza per un uomo che ha saputo dare voce a un popolo e costruire un’identità politica e culturale che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento”. Così Silvana Snider, consigliere regionale della Lega in Lombardia. “La sua scomparsa - prosegue Snider - lascia un vuoto importante, ma anche una grande responsabilità: portare avanti i valori in cui ha creduto, difendere le nostre radici e continuare a lavorare con determinazione per i nostri territori e la nostra Lombardia”. “Per me- continua Snider - non è stato solo un leader ma un esempio di coraggio, visione e coerenza. A lui dobbiamo molto, anche per il senso di comunità che ha saputo creare”. “Il modo migliore per ricordarlo - conclude Snider - è trasformare la sua eredità in impegno concreto, ogni giorno, con serietà e rispetto. A chi oggi prova a strumentalizzare la sua memoria per polemiche o visibilità, rispondiamo con il lavoro e con la dignità che lui ci ha insegnato”.

Ultimo aggiornamento: 31/03/2026 14:59:07