L'Agenda delle Valli

Il lancio di NEMESIS, agroecologia e lotta alla desertificazione nel bacino padano

Inizio: 18/06/2026 dalle ore 22:00 - Fine: 18/06/2026 alle ore 23:00 IT

Che cos’è la desertificazione? Il termine indica un processo di degradazione del suolo che trasforma terre fertili in aree progressivamente più aride e improduttive. Tra le cause di  degrado vi sono le attività umane non sostenibili, come la deforestazione e l’agricoltura intensiva, che determinano una perdita di struttura e di sostanza organica nei suoli. Gli effetti possono essere accelerati e aggravati dagli effetti della crisi climatica, oltre che dal ripetersi di episodi di siccità.
Il fenomeno della desertificazione minaccia inoltre la biodiversità del suolo e delle vegetazioni, riduce i raccolti e accelera l'abbandono delle terre. Il 17 giugno di ogni anno si celebra la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, istituita nel 1994 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per promuovere pratiche di gestione sostenibile, prevenendo così il degrado ambientale. In Italia si stima sia già a rischio circa il 20% del territorio, soprattutto al Sud e nelle Isole, ma i segnali di degrado sono molto chiari anche in Pianura Padana.
“La desertificazione non riguarda soltanto le aree aride del pianeta,” osservano i partner italiani di NEMESIS. “Anche territori agricoli altamente produttivi come quelli della Pianura Padana stanno subendo processi di degrado che ne riducono la capacità di trattenere acqua, conservare fertilità e resistere agli eventi climatici estremi. Con il progetto NEMESIS ci avviamo a costruire una rete di competenze che metta al centro la salute del suolo attraverso il diretto coinvolgimento degli agricoltori, affiancati da ricercatori nella sperimentazione di pratiche agricole innovative. Il bando di finanziamento previsto rappresenta un'opportunità importante per ampliare questa rete e rafforzare la capacità dei territori di affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico.”
I partner italiani di NEMESIS sono Politecnico di Milano (coordinatore), Università degli Studi di Milano, CREA, ERSAF, IRIS Soc. Coop. Agricola e Legambiente Lombardia APS.
NEMESIS in Italia: la Open Call e il Living Lab
Per affrontare queste sfide nasce NEMESIS, progetto finanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma Horizon Europe, che prevede lo sviluppo di cinque Living Lab, veri e propri ‘laboratori viventi’, operativi entro un perimetro di scala sovraregionale, animati da aziende agricole in Italia, Francia, Spagna, Cipro, Tunisia Algeria, con l'obiettivo di sviluppare, collaudare e diffondere pratiche innovative di gestione del suolo, capaci di contrastare desertificazione e degrado dei terreni nel Mediterraneo.
Un Living Lab è, di fatto, un perimetro territoriale prescelto, all’interno del quale operano tutti i soggetti coinvolti nelle sperimentazioni di NEMESIS. Il Living Lab mette in relazione ricerca scientifica, agricoltori, imprese, enti pubblici e comunità locali per individuare, testare e validare soluzioni concrete per la salute del suolo.
In occasione della 32a Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, il 17 giugno 2026, NEMESIS lancia la sua prima Open Call, un bando di finanziamento per ampliare la rete di soggetti impegnati nella tutela del suolo. Il bando è un'opportunità per aziende agricole e enti che operano nella ricerca e nell’innovazione in agricoltura, e che vogliano contribuire allo sviluppo di soluzioni innovative contro il degrado del suolo nel Mediterraneo.
Finanziata dal programma europeo Horizon, la Open Call di NEMESIS mette a disposizione un budget complessivo di € 500.000, con contributi fino a € 100.000 per ciascun progetto selezionato. La Open Call di NEMESIS si rivolge a soggetti con sede all’interno dei Living Lab che possano contribuire allo sviluppo di pratiche agroecologiche per il contrasto alla desertificazione e al degrado del suolo. I candidati ideali del bando avranno esperienze legate ad agroforestazione, agricoltura biologica e rigenerativa, colture permanenti, controllo dell'erosione, innovazione irrigua, monitoraggio della salute del suolo e valorizzazione dell'agrobiodiversità.
Coordinato dal Politecnico di Milano, il Living Lab italiano vede la partecipazione di una rete di aziende agricole distribuite tra Lombardia ed Emilia-Romagna, due regioni che rappresentano una quota rilevante della produzione agricola nazionale ma che sono al tempo stesso esposte agli effetti combinati dell'intensificazione agricola e della crisi climatica. Le realtà coinvolte rappresentano sistemi produttivi differenti – dalle colture cerealicole e zootecniche all'orticoltura, dalla viticoltura alla gestione forestale – accomunati dall'impegno verso pratiche di gestione sostenibile del suolo.
L’evento del 17 giugno a Cisliano: il kick off
Per il suo primo lancio operativo (kick off), il Living Lab italiano del progetto NEMESIS si riunisce Mercoledì 17 giugno 2026 dalle 10:00 alle 17:00 a Cascina Forestina (Cisliano, MI), avendo scelto per questo importante momento proprio la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità dell’ONU.
Saranno presenti tutti i partner delle azioni del Living Lab italiano e la rete territoriale prescelta, con un panel sulla visione strategica del Living Lab, la presentazione dei dodici siti sperimentali, tavoli tematici e una restituzione finale dei lavori della giornata.
Il kick off presenta il primo momento di confronto tra aziende agricolericercatorienti pubblici e organizzazioni della società civile coinvolte nel Living Lab. Durante la giornata saranno presentati gli obiettivi del progetto, le attività di monitoraggio e sperimentazione previste nei siti pilota e le opportunità offerte dalla Open Call di finanziamento. Al centro del confronto vi saranno le strategie per migliorare la salute dei suoli agricoli del bacino padano attraverso approcci agroecologici capaci di integrare innovazione, sostenibilità economica e adattamento climatico.
La realtà dei fenomeni di desertificazione
I suoli agricoli sono una delle infrastrutture fondamentali della sicurezza alimentare e della capacità dei territori di adattarsi al cambiamento climatico. Eppure, il loro stato di salute è sempre più compromesso. Secondo la FAO, il 43% delle terre emerse del pianeta presenta condizioni di degrado dovute alle attività umane. Una tendenza che interessa anche l'Europa, dove le stime della Commissione Europea indicano che tra il 60 e il 70% dei suoli non si trova in buone condizioni a causa di pratiche di gestione non sostenibili, inquinamento, urbanizzazione e cambiamento climatico.
Il bacino mediterraneo è una delle aree più vulnerabili a questi fenomeni. Qui il degrado del suolo si intreccia con l'aumento delle temperature, la crescente frequenza di eventi meteorologici estremi e la riduzione della disponibilità di risorse idriche. Una combinazione di fattori che mette a rischio la fertilità dei terreni, la biodiversità, la capacità di trattenere acqua e, in ultima analisi, la produttività agricola.
Anche la Pianura Padana, uno dei sistemi agricoli più importanti e produttivi d'Europa, è chiamata a confrontarsi con queste sfide. L'erosione, la perdita di sostanza organica, la compattazione dei terreni, la riduzione della biodiversità del suolo e la crescente pressione esercitata dalle siccità e dagli eventi estremi rappresentano segnali sempre più evidenti di un progressivo deterioramento della salute dei suoli agricoli. Migliorare la qualità dei suoli è oggi una priorità per garantire resilienza alle aziende agricole e sicurezza alle produzioni alimentari.

Ultimo aggiornamento: 17/06/2026 00:22:10